Varese, è (quasi) record di inflazione a livello lombardo: pesa il salasso dell'energia

Varese, è (quasi) record di inflazione a livello lombardo: pesa il salasso dell'energia
Osservatorio Confartigianato inflazione

Se è vero che i numeri rappresentano una certezza ed è a partire da quelli che è possibile tracciare un quadro della realtà, e di conseguenza progettare il domani, un prezioso alleato è senza dubbio il Report di Confartigianato Lombardia.

Dati, analisi, confronti che mettono in rilievo un contesto, quello attuale, che si trova a dover fare i conti con un conflitto in corso nel cuore dell’Europa che sta inevitabilmente influenzando il mercato. A partire dall’inflazione. Va detto che nessuna provincia lombarda, con riferimento a marzo 2022, ha presentato un trend superiore a quello nazionale (+6,5%), con Varese seconda a livello regionale con un +6,3%, dietro alla sola Brescia (+6,4%). Ma un focus lo merita anche l’incremento dei prezzi di diversi prodotti, tra cui l’elettricità: Varese fa segnare a marzo un +29,9%, rientrando tra le 34 province italiane con incrementi maggiori rispetto al livello nazionale (+28,3%). Di queste 34, per la cronaca, sei sono lombarde: le altre sono Como, Cremona e Lodi (tutte e tre con un incremento del +30,6%), Milano (+29,8%) e Mantova (+29,2%).

CRESCE LA DIFFICOLTÀ DI TROVARE PROFESSIONISTI

Osservatorio Confartigianato mismatch

Un 2022, questo, in cui tra l’altro continuano a rappresentare una realtà le problematiche riguardanti le difficoltà di reperimento di profili professionali: in Lombardia ad aprile 2022 «la quota di entrate ritenute difficili da reperire sono il 42,8%, superiore di 14 punti rispetto al valore di aprile 2019. A livello provinciale le criticità maggiori si registrano a Lecco (48,0% entrate difficili da reperire, +14,7 punti su aprile 2019), Pavia (48,0%, +18,2 punti), Cremona (47,8%, +18,4 punti), Sondrio (47,6%, +18,1 punti) e Varese (47,5%, +16,1 punti)». A livello di demografia delle imprese, in provincia di Varese il tasso di crescita - cioè il saldo tra iscrizioni e cessazioni - relativo al primo trimestre 2022 rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso è dello 0,04%, sul fronte regionale è dello 0,13%. Come numeri assoluti, nel 2019 le imprese attive in provincia (sommando MPI e artigianato) erano 61.068, con un'incidenza del 99,3% sul totale imprese, per 164.354 addetti, il 69,1% del totale.

MALE GLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI

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Uno sguardo alle aziende che hanno investito nel 2021 in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o minor impatto ambientale nelle province lombarde: a Varese nel 2021 è stato il 19,2%, il dato più basso a livello regionale. C’è da lavorare su questo fronte. Sul versante delle entrate previste dalle imprese con competenze green di alto e medio-alto livello per classe dimensionale nelle province lombarde, a Varese tocchiamo il 37,8% delle entrate totali a livello di Pmi. Numero inferiore rispetto alla media regionale, che è del 38,1%.

Sono invece il 7,5% le realtà che hanno effettuato o intendono effettuare attività di formazione con corsi nell'ambito tematico della transizione green: la provincia si assesta non distante dalla media regionale del 7,7%, ma nettamente al di sotto di Milano (9,8%), che è seguita da Lodi (8,1%) e Monza-Brianza (7,8%).

BENE LA DIGITALIZZAZIONE

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Ancora sulle nuove tecnologie, un interessante dato riguarda Pmi e imprese totali che hanno effettuato investimenti tra il 2016 e il 2021 nei vari ambiti della trasformazione digitale: a Varese tra 2016 e 2020 è stato il 72,5%, nel 2021 il 74%, secondo posto sul fronte regionale alle spalle di Milano (75,4%). Siamo invece al 18,6% con riferimento alle attività che hanno effettuato o intendono effettuare attività di formazione con corsi nell'ambito della transizione digitale, contro il 21,7% regionale. Guardare al futuro e alle sue sfide resta un elemento determinante: ci sono ampi margini di sviluppo. Certamente - evidenzia il Report - «da potenziare per essere protagonisti della transizione digitale, accelerata dalla pandemia, sono la sicurezza informatica in rete; la tecnologia per la condivisione e il confronto (piattaforme di condivisione); l'iot; la strumentazione che permette la gestione di dati a disposizione per coglierne informazioni utili; l'inserimento di tecnologia nei prodotti; il marketing formativo; l’opportunità del 4.0 e la copertura internet sviluppata su tutto il territorio».

L'EXPORT DELLA MODA DECOLLA A VARESE

Osservatorio Confartigianato export

Infine, la questione export. Nel 2021 si è registrato un diffuso recupero tra i settori delle Pmi, compresa la moda che lo scorso anno è riuscita a ritornare ai livelli del 2019 (+0,4%), risultato determinato dalla capacità di superamento dei livelli pre Covid rilevata in primis per la realtà territoriale di Varese, che si assesta su un +18,8%, seguono Milano (+11,0%), Lodi (+7,3%) e Bergamo (+3,5%).

Sul versante lombardo - conclude il Report - «tra i principali settori di Pmi le migliori performance di recupero dei livelli pre pandemia li registriamo per i prodotti alimentari (+15,6%), i mobili (+6,6%) e i prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (+4,5%). Nel dettaglio provinciale, nove province su dodici superano nel 2021 i valori dell’export di Pmi del 2019, con incrementi maggiori a Milano (+9,7%), Varese (+9,6%) e Bergamo (+7,5%)».

In conclusione, se si considera l’export dei settori di Pmi al netto della Moda, tutte le province registrano dinamiche di recupero dell’export nel 2021 rispetto al 2019, con Varese a segnare un +3,1%, rispetto al +7,7% regionale.