Crescere con i dati: la nuova via per lo sviluppo delle Pmi
Ci siamo confrontati con Roberto Trasarti, ricercatore Cnr - Isti di Pisa, per capire in quali settori la raccolta e la valorizzazione dei numeri è fondamentali: «Valorizzare le informazioni è fondamentale per attuare interventi lungimiranti che riescano ad evitare la comparsa di problematiche future»

I dati aziendali, se adeguatamente raccolti e valorizzati, rappresentano una carta vincente a disposizione delle Pmi per coniugare al meglio crescita economica e riduzione dell’impatto ambientale. Un’efficace gestione di queste informazioni richiede, però, un cambio di paradigma che sostituisca una visione analitica e parcellizzata con un modus operandi sinergico, integrato e basato su interventi di lungo periodo, ovvero svincolati da dinamiche di tipo emergenziale.
Di questi temi abbiamo parlato con Roberto Trasarti, ricercatore Cnr - Isti di Pisa e coordinatore del progetto SoBigData.eu, dedicato alla realizzazione di un’infrastruttura di ricerca IT per l’analisi efficace dei dati.
Qual è l'importanza di un'adeguata valorizzazione dei dati per le Pmi? Quali concreti vantaggi può dare l’analisi mirata di queste informazioni?
I dati rappresentano un importante strumento a disposizione delle Pmi per ottenere vantaggi in termini di competitività. Si tratta di informazioni strategiche che devono essere raccolte e valorizzate in modo sistematico, oggettivo e strutturato. L’obiettivo finale è arrivare ad avere dati di buona qualità per riuscire a costruire modelli di gestione efficaci tramite metodologie di data mining o intelligenza artificiale.
In questo modo i dati aziendali possono fornire indicazioni preziose per mettere in atto interventi mirati in diversi ambiti: dall’efficientamento energetico, alla manutenzione predittiva degli impianti, alla valutazione delle performance del personale.
Quali sono gli strumenti a disposizione delle Pmi per mettere in atto un’adeguata politica di valorizzazione dei dati? Quali sono gli ambiti in cui è prioritario monitorare i dati?

Le strade sono due: ricorrere a consulenti esterni oppure dotarsi di soluzioni IT dedicate e procedere in maniera autonoma. Nel primo caso, le Pmi possono quindi scegliere di esternalizzare queste competenze e fruire di un servizio erogato da professionisti specializzati nell’analisi dei dati aziendali, ottenendo un piano tarato sulle peculiarità della singola azienda.
La seconda strada da percorrere è invece quella di introdurre direttamente in azienda delle soluzioni IT per la raccolta e gestione dei dati. Si tratta di soluzioni di business Intelligence come, ad esempio, sistemi di database integrati dotati al loro interno di strumenti standardizzati per analisi previsionali. In generale queste soluzioni si presentano come un unico pacchetto molto standardizzato e molto accessibile in termini di costi, anche per le piccole e medie imprese. Un vantaggio di questi prodotti è il fatto che non richiedono elevate competenze tecniche per il loro utilizzo.
Quali sono i settori in cui le Pmi devono garantire in modo prioritario un’adeguata gestione dei dati ?
Come dicevo prima le priorità cambiano in base ai diversi settori. Un ambito che si può citare in generale è, però, sicuramente quello delle giacenze in magazzino. Grazie all’analisi dei dati aziendali si può ad esempio evitare di stoccare materiale in eccedenza rispetto al reale fabbisogno. Ciò è molto importante in ambito alimentare dove lo stoccaggio dei prodotti che hanno una data di scadenza è centrale. In quest’ottica l’analisi mirata dei dati consente all’azienda di evitare lo spreco di prodotti e, di conseguenza, una perdita economica.
Un altro tema chiave è poi quello dell’impatto ambientale legato al trasporto della merce e ai consumi energetici. Non vanno poi trascurate tutte le applicazioni nel settore dell’agricoltura di precisione. Per quanto riguarda il settore agricolo, in particolare, sfruttare in modo efficace i dati vuol dire modulare l’irrigazione evitando lo spreco di acqua, ma anche ridurre moltissimo l’uso di pesticidi.
In generale bisogna far comprendere alle imprese che monitorare i dati consente di avere un quadro generale della situazione dell’azienda e di mettere in campo interventi mirati e puntuali in ottica predittiva. Valorizzare queste informazioni è infatti fondamentale per avere un quadro dettagliato della situazione presente e realizzare interventi lungimiranti, che riescano addirittura ad evitare la comparsa di eventuali problematiche future. Monica Giambersio