Quando chiude l'impresa, si spegne il territorio
Oggi manca la comprensione che quando una successione non va a buon fine, viene meno l'intero ecosistema produttivo e sociale di cui quell'impresa era parte integrante
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Serve smettere di pensare alla filiera come a un elenco di fornitori e iniziare a considerarla come un sistema interdipendente, in cui l’interruzione di un singolo nodo può...
Se la prima innovazione riguarda il prodotto e la seconda il processo, la terza – spesso dimenticata – riguarda il cliente, e ha a che fare col tempo, con l’immagine e con...
Tra due distretti storici italiani – uno in crescita, l'altro in declino – c'è una differenza che non compare nei bilanci: il radicamento territoriale. Il professor...
Manifattura: la crisi si assottiglia, ma è vera ripresa?
Se ancora non si può parlare di crescita, la fase di crisi acuta del manifatturiero sembra si stia esaurendo. Crisi o metamorfosi?
Dalla password al pin, rendiamo difficile la vita degli hacker
Bruschi (Statale di Milano): «Il problema, più grosso, è la mancanza di consapevolezza delle persone e delle imprese sul problema della cybersecurity, un aspetto da affrontare con studio, progettazione e risorse. Invece non è così»
Il futuro è oggi

Approfondimenti, studi, idee, libri, riflessioni e documenti operativi
C'è un modo per capire immediatamente cosa è questo documento: non è un bilancio perché non guarda indietro per rendicontare, e non è un manifesto perché non promette senza dimostrare. È qualcosa di più raro nel panorama della comunicazione: è un'agenda con le prove allegate.
Il 2025 ha consegnato alle imprese un'eredità ingombrante. I dazi di Trump hanno fatto il rumore che si sapeva, ma il silenzio degli algoritmi — l'adozione dell'intelligenza artificiale che corre a due velocità e lascia l'Italia ferma alla posizione numero 26 — ha fatto danni silenziosi e forse più duraturi. In questo contesto, Confartigianato Imprese Varese ha scelto di non fare l'osservatore e nemmeno il commentatore. Ha scelto di fare l'acceleratore, come scrive il direttore Mauro Colombo: trasformando il Centro Studi da osservatorio passivo a strumento di intelligence industriale, passando dalle opinioni ai numeri.
La tesi centrale è contenuta nel titolo: filiere corte, visione lunga. È un patto di divisione del lavoro tra l'associazione e i suoi seimila associati. A loro la cura del prodotto, la velocità di esecuzione, il radicamento. All'associazione l'anticipazione degli scenari, la costruzione delle architetture di sistema, l'intelligence normativa. Non rappresentanza di maniera, dunque. Infrastrutture immateriali per correre più veloci dell'incertezza.
Il presidente Paolo Rolandi lo dice senza retorica: il nemico numero uno è l'isolamento. Chi chiude il cancello aspettando che passi la tempesta ha già perso. La sicurezza non la danno i muri, la dà la densità delle relazioni. E la direzione, quella che conta davvero, è questa.
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