Gallarate-Malpensa: il binario che rilancia la nuova centralità del territorio

La nuova tratta Gallarate‑Malpensa non accorcia solo le distanze: ridisegna la geografia economica del Varesotto, aprendo a una competitività che unisce Milano, Svizzera e Nord Europa

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Non sono neppure cinque chilometri di binari ma aprono prospettive potenzialmente senza limiti per la competitività di un territorio come la provincia di Varese da tempo in cerca di identità.

Tutto ruota attorno all'aeroporto di Malpensa, l'ombelico del mondo che è proprio qui, nella nostra provincia. Stavolta però la tanto invocata centralità tra Milano e il Canton Ticino diventa reale, grazie alle infrastrutture. Una in particolare, attesa da diversi lustri, la ferrovia Gallarate-Malpensa.

Alla stazione del Terminal 2 ieri mattina, 22 gennaio si è arrivati a parlare di “miracolo italiano” e di una Lombardia “più collegata con il resto del mondo”. Ma quei 4,6 chilometri di doppio binario tra Gallarate e Malpensa sono il tassello di un mosaico che può aprire prospettive concrete di sviluppo sotto diversi punti di vista, come da precisa convinzione del presidente di Confartigianato Imprese Varese, Paolo Rolandi.

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Per ora di concreto c'è la riduzione dei tempi di percorrenza verso l'aeroporto per chi arriva da Nord già da oggi, 23 gennaio, con il nuovo servizio Malpensa Express da Milano Centrale che avrà come capolinea Gallarate (una corsa ogni 30 minuti per ciascuna direzione). Dalla città dei Due Galli sarà possibile raggiungere Malpensa rispettivamente in 8 minuti (il Terminal 2) o in 15 minuti (il Terminal 1), contro gli attuali 33 minuti e 27 minuti. Anche da Varese e dal Canton Ticino le tempistiche diminuiscono. Per ora più in potenza che in realtà, perché se si consulta l'orario ferroviario di Trenord i 41 minuti richiesti oggi per un viaggio su un convoglio Tilo da Varese al terminal 1 di Malpensa diventano 38 (di cui 27 effettivi), se si include il cambio di treno e la coincidenza. Ma in prospettiva i nuovi servizi da attivare in futuro grazie al collegamento diretto potrebbero avvicinare ancora di più Varese e Gallarate, ma anche Lugano e la Svizzera italiana, così come il Verbano piemontese e lombardo, all’aeroporto internazionale. Soprattutto tenendo conto del potenziamento della ferrovia Rho-Gallarate con il quadruplicamento dei binari fino a Parabiago che risolverà i problemi di saturazione della Milano-Varese che oggi impediscono di trasformare la linea RFI in qualcosa di simile ad una vera e propria “metropolitana”.

E se l’aeroporto di Malpensa è destinato a diventare il centro di gravità di un’area che da Milano arriva fino alla Svizzera e al Piemonte, le città che si affacciano sul “nuovo” Malpensa Express – oltre a Saronno e Busto Arsizio ora c’è anche Gallarate – saranno sempre più percepite come “quartieri” di Milano. Significa appetibilità per chi lavora nella metropoli e vuole vivere in un contesto ancora a misura d’uomo, ma anche attrattività per chi vuole aprire un’attività imprenditoriale in un hinterland che potrebbe, se la politica locale sarà ricettiva, offrire servizi di qualità non solo di tipo residenziale. 

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I primi a capirlo, non a caso, sono i sindaci, entusiasti all’inaugurazione della nuova tratta ferroviaria. Dice il sindaco di Gallarate Andrea Cassani: «Ne guadagniamo in competitività anche per le nostre imprese».

Sì, perché se allo stato attuale sulla tratta Gallarate Malpensa verrà attivato solo il servizio passeggeri, la linea ferroviaria è potenzialmente in grado, in prospettiva, di ospitare anche i treni merci. Con tutta una serie di ricadute nell'ambito della logistica intermodale che - in un territorio dove oltre allo scalo aeroportuale di Malpensa, primo hub per le merci d'Italia, sono presenti due poli come quello di Hupac, lungo la linea RFI, e quello di Malpensa Distripark, lungo la linea di Ferrovie Nord - potrebbero rendere la “provincia con le ali” una vera e propria porta d'accesso all'Europa. O meglio, “una pista di lancio verso il Nord Europa – come la chiama il presidente della società del terminal merci di Sacconago Marco Colombo - ma anche verso il Sud Italia, per trasportare le eccellenze del Made in Italy”. Anche perché non è finita qui: per ora l’investimento da quasi 265 milioni di euro sulla nuova tratta permette di aprire il collegamento ferroviario a doppio binario tra il T2 di Malpensa e la linea RFI del Sempione – e di chiudere l’anello ferroviario attorno all’aeroporto – ma in una seconda fase verrà realizzato anche un raccordo di 1,1 chilometri verso Casorate Sempione, che connetterà con la linea diretta a Domodossola e al Vallese. E a Gallarate arriva anche l’Alptransit, che scende dal Gottardo passando dalla linea di Luino. Tutto si tiene. Ma servono visione e programmazione per governare queste prospettive, raccogliendo la sfida di una nuova centralità del territorio varesino. Quella Malpensa 2000 che avrebbe dovuto cambiare il volto di una provincia in cerca di vocazione inizia forse a concretizzarsi.