Sul Lago Maggiore nasce la prima scuola per maestri d'ascia, e Confartigianato Varese ci crede
A Laveno Mombello nasce la prima scuola italiana per maestri d'ascia: percorso gratuito di tre anni, sostenuto da Confartigianato Varese, per salvare un mestiere che si tramanda solo a bottega

«Ci sono saperi artigiani che hanno grandi potenzialità per tutto il sistema economico locale ma che devono essere protetti, perché si possono solo tramandare. Sono saperi che non si possono ricostruire da zero: se si perdono, sono perduti per sempre». Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Imprese Varese, parte da qui. Da un mestiere antico che rischia di sparire e da una scommessa che il territorio ha deciso di non lasciarsi sfuggire.
La scommessa ha un nome preciso: la Scuola di maestri d'ascia presentata alle Officine dell'acqua di Laveno Mombello. Un percorso unico in Italia, dedicato alla costruzione, al restauro e alla manutenzione delle imbarcazioni tradizionali in legno. E una rete di partner che ci ha messo la firma. Tra questi, in prima fila, Confartigianato Varese, che ha creduto nel progetto e lo ha sostenuto fin dalla sua costruzione, convinta che qui non si stia salvando soltanto un'arte, ma un pezzo di economia possibile per il lago e per la provincia.
Il maestro d'ascia è la figura specializzata che costruisce e ripara le barche di legno. Un lavoro fatto di mani, di occhio, di materia. «Il sapere del maestro d'ascia non è custodito in un brevetto o in un manuale, ma nelle mani e nell'esperienza di chi lavora – ha spiegato Rolandi –. Se non viene trasmesso, rischia di scomparire definitivamente». È esattamente il punto: nessun corso online, nessun archivio, nessuna intelligenza artificiale può sostituire il gesto di chi ha imparato piallando davvero uno scafo. Per questo una scuola, e non un libro, è la risposta giusta.
UN MESTIERE CHE SI IMPARA SOLO A BOTTEGA

A promuovere l'iniziativa è la Fondazione Officine dell'acqua di Laveno Mombello. Il suo presidente, Paolo Sivelli, ha chiarito l'ambizione: «Desideriamo creare quello che ci piace definire un maestro d'ascia 2.0: un professionista capace di rispettare la tradizione, ma anche di inserirsi nel comparto nautico contemporaneo». Non un custode nostalgico, quindi, ma un artigiano che sa stare sul mercato di oggi.
La scuola è gratuita per i partecipanti e partirà il primo ottobre 2026. Durerà tre anni, con un impegno di 35 ore settimanali per dieci mesi all'anno. Gli studenti lavoreranno direttamente nel cantiere della Fondazione, su imbarcazioni storiche, materiali e tecniche di restauro reali. La parte teorica sarà sviluppata con l'Università degli Studi di Genova, ateneo con una lunga esperienza nella formazione nautica maturata soprattutto nella sede di La Spezia.
«È un progetto che portiamo avanti da oltre dieci anni, si inserisce nel più ampio progetto della Federazione italiana barche storiche, e finalmente siamo riusciti a concretizzarlo sul Lago Maggiore – ha aggiunto Sivelli –. Non appartiene soltanto alla Fondazione, ma a tutta la comunità che vuole tutelare il patrimonio nautico e mantenere vivo un antico sapere artigianale».
Il professor Massimo Musio Sale, dell'ateneo genovese, ha riassunto la filosofia del percorso con una formula: «La nautica italiana si fonda sul principio del "bello e ben fatto". Non basta costruire bene un'imbarcazione: bisogna anche darle identità e capacità di emozionare». E ha ricordato che proprio questo mestiere è tra quelli in cui esperienza, manualità e capacità di leggere la materia non possono essere sostituite dall'intelligenza artificiale.
UNA RETE CHE CREDE NEL PROGETTO

La forza dell'iniziativa sta nei nomi che la sostengono. Accanto a Confartigianato Varese, la scuola può contare sulla collaborazione dell'Università degli Studi di Genova, della Camera di Commercio di Varese, della Federazione italiana barche storiche, oltre che di associazioni, musei e cantieri navali di diverse regioni. Un sostegno decisivo è arrivato dal Rotary Club Sesto Calende-Angera e da altri club del Distretto, che hanno promosso il progetto attraverso un Global Grant internazionale.
Il valore di questa rete è che nessuno la legge come un fatto isolato. «Il sapere del maestro d'ascia potrebbe diventare il primo tassello di una rete economica e produttiva più ampia, capace di mettere in relazione turismo, artigianato, formazione e cultura», ha osservato Rolandi. Sulla stessa linea Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese: «Non è soltanto un progetto didattico, ma può diventare il punto di partenza per la costruzione di un vero distretto del lago. La provincia dispone già di cantieri, porti, imprese e operatori che potrebbero essere messi in rete».
L'ipotesi di allargare il perimetro è concreta. Il consigliere regionale Emanuele Monti ha indicato la possibilità di lavorare a un accordo di filiera sostenuto da Regione Lombardia: «Questo progetto è un'eccellenza lombarda e italiana. Può diventare il punto di partenza per mettere a sistema imprese, enti di formazione, associazioni e amministrazioni locali». Per il Rotary, il presidente Andrea Musajo Somma di Galesano ha sintetizzato il senso dell'operazione: «Non stiamo soltanto conservando un mestiere antico, ma investendo in competenze, lavoro e futuro».
UNA SEDE STRAPPATA ALL'ABBANDONO

C'è anche un secondo recupero, dentro questo progetto. La scuola sarà ospitata nell'ex deposito dei pullman di via Labiena, un edificio rimasto abbandonato per decenni. La Fondazione lo ha acquistato e completamente riqualificato, trasformandolo in un cantiere didattico. «La Fondazione ha colmato un vuoto culturale – ha sottolineato il sindaco di Laveno Mombello, Bruno Bresciani –. Laveno è conosciuta per la ceramica, ma è anche una città profondamente legata al lago, alla navigazione e al lavoro. Questo progetto unisce memoria, formazione e futuro».
COME CANDIDARSI
Le candidature sono aperte dal 10 luglio al primo settembre. Chi è interessato deve inviare una mail a info@officinedellacqua.eu, indicando nell'oggetto "Candidatura Scuola Maestri d'Ascia". I posti sono limitati e, dopo l'invio della domanda, gli aspiranti allievi sosterranno un colloquio conoscitivo e motivazionale. Tutte le informazioni sul sito www.officinedellacqua.eu.
Resta, sopra ogni dettaglio organizzativo, la ragione di fondo. Un sapere che vive solo nelle mani di chi lo pratica non si può mettere in cassaforte: o passa a qualcun altro, o si spegne. La scuola di Laveno prova a farlo passare. E il territorio, questa volta, ha deciso di esserci.