Le strategie in un mondo che cambia
di Gianfranco Fabi
«I leader sono persone che hanno una capacità fenomenale di disegnare e ridisegnare relazioni di collaborazione creativa». Era un pomeriggio di una calda estate quando nell’auditorium del Lingotto a Torino il pur breve intervento dell’allora amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, animò un convegno che sembrava assopirsi negli stanchi rituali dei meeting aziendali.
Il richiamo era esplicito. «E questo vale – aggiunse – per le grandi imprese, e la nostra deve diventare ancora più grande, così come nelle piccole imprese che costituiscono la spina dorsale del nostro paese».
Leadership e collaborazione creativa. Tre parole che valgono un libro di strategia aziendale. Sul fronte interno perché rompono i vecchi schemi impostati sulla gerarchia. Sul fronte esterno perché sollecitano le imprese a superare il tradizionale concetto di “concorrenza” per aprirsi al “correre con” per sfruttare le potenzialità del territorio e tutte le possibili alleanze operative per sviluppare il business.
Mai come oggi è vero quello che ha accompagnato le analisi sullo scenario economico negli ultimi decenni: siamo nella società del cambiamento. L’avvento di Internet, il passaggio dai calcolatori agli elaboratori dei dati, l’arrivo dell’intelligenza artificiale hanno segnato vere e proprie rivoluzioni all’interno delle imprese e sui mercati. Rendendo ancora più forte una trasformazione già in atto da tempo importante che riguarda sempre di più, pur se in misura diversa, praticamente tutte le linee di business. Il vecchio concetto di “prodotto”, dal più semplice bullone alla più sofisticata macchina utensile, viene sempre più integrato con la dimensione del “servizio”.
Non è un caso che la congiunzione prodotto+servizio sia stata teorizzata già nel secolo scorso da uno dei maggiori guru del marketing, Philip Kotler, sottolineando come alla semplice vendita si devono sempre più associare assistenza, garanzia, consulenza, personalizzazione ed esperienza d’uso per arrivare ad un “product-service system”.
E’ a questo punto che la collaborazione creativa, guidata da una forte leadership, deve entrare in scena per rafforzare ogni singola impresa. C’è chi lo chiama networking, chi “impresa a rete”, chi relazioni strategiche. In pratica costruire rapporti, accedere a informazioni, coltivare idee innovative, individuare i segnali deboli, cogliere opportunità che non emergono nei canali formali. E creare una rete per trovare partner, sviluppare progetti, allargare i mercati di riferimento, aumentare la reputazione e la visibilità. Nella gestione interna così come nella proiezione esterna dell’impresa.
La leadership diventa così importante perché le imprese devono mantenere la propria identità allargando e potenziando le potenzialità operative nella logica dell’apertura, della ricerca di collaborazione, della volontà di praticare quello che non è solo uno slogan: l’unione fa la forza.
Certo, si tratta di superare i vecchi schemi. Ma fin dove è possibile è meglio giocare d’anticipo. E la forza delle piccole imprese deve stare anche nella flessibilità di adattarsi, sfruttando le nuove opportunità anche a livello di strategia, ai grandi cambiamenti dei mercati.