Dal taglio dell'Irpef agli sconti in bolletta, più benefici per le imprese: ecco cosa cambia
LAVORO, PREVIDENZA E BONUS: ECCO COSA CAMBIA
Il Consiglio dei ministri si appresta a varare la legge di Bilancio di 23,4 miliardi di euro. Qui, le principali novità per imprese e famiglie elencate dal Corriere della Sera:
Fisco: 8 miliardi per il taglio dell’Irpef - Il governo mira a ridurre l’Irpef, accorpare Irap e Ires e cancellare il Cuaf, il contributo per gli assegni al nucleo familiare che, oggi, è a carico delle imprese.
Ammortizzatori sociali: cassa Covid prorogata per le piccole imprese - Proroga della cassa integrazione Covid per le piccole imprese del terziario; rifinanziata la malattia per i lavoratori in quarantena. Naspi e Dis-Coll collegate alle politiche attive e alla formazione per il reinserimento nel mondo del lavoro.
Casa: resta il Superbonus - Proroga del 110% per condomini e case popolari ma, per ora, non per le case unifamiliari e le villette. La proroga potrebbe interessare solo i proprietari con Isee fino a 25mila euro. Proroga anche per il Bonus facciate: l’incentivo, però, passa dal 90 al 60%.
Aziende: rifinanziato il piano Industria 4.0, ma non solo - Non solo ci sono risorse aggiuntive per il piano Industria 4.0, ma anche per le garanzie erogate dal fondo per le Pmi, l’internazionalizzazione e la Ricerca & Sviluppo.
BOLLETTE: IL PARLAMENTO LAVORA PER AMPLIARE I BENEFICI ALLE AZIENDE
Il decreto bollette è all’esame della commissione Industria del Senato, ma la strada sembra ancora lunga perché numerosi sono i correttivi presentati dai diversi schieramenti politici. Ne scrive il Sole 24 Ore:
C’è la proposta di ampliare la platea delle microimprese che usufruiranno dell’azzeramento degli oneri di sistema per la bolletta elettrica dell’ultimo trimestre: il limite di potenza dovrebbe passare da 16,5 a 30 kilowatt.
Lo stesso taglio andrebbe applicato alle aziende energivore che non usufruiscono delle agevolazioni già previste dal Mise, ma che sostengono una spesa per l’energia pari ad almeno il 30% del fatturato.
Estensione del taglio dell’Iva al 5% per gli usi civili e industriali del gas anche all’autotrazione e alle forniture di energia termica attraverso le reti di teleriscaldamento.
Estensione della platea dei beneficiari: gli sconti in bolletta dovrebbero interessare coloro che hanno un reddito fino a 25mila euro annui (ad oggi il tetto è fissato a 8.265 euro annui).
Istituzione di un servizio elettrico pubblico, esercitato dall’Acquirente Unico, che può svolgere funzione di approvvigionamento e servizio di vendita secondo regole e modalità stabilite con decreto del ministero della Transizione ecologica. Il servizio sarà destinato ai titolari di bonus sociale, agli over 75, agli utenti delle isole minori non interconnesse o residenti in zone colpite da eventi calamitosi, ai chi ha diritto all’assistenza previsa dalla legge 104 per le persone disabili.
PATTO UE SUGLI ACQUISTI DI GAS, ANCHE SE L’EUROPA PUO’ FARE POCO
Lo dice alla Stampa Roberto Cingolani, il ministro della Transizione Ecologica: “Nell’immediato
l’Europa può far poco, ma nel medio periodo si troverà una sintesi”. Per intenderci: l’aumento dei costi potrebbe essere passeggero, non ci sarà un diverso mercato regolato ma stoccaggi collettivi e acquisti congiunti di grandi quantità. Così si abbassano i costi e si spuntano buoni prezzi, razionalizzando anche il trasporto. “Certo si tratta di un’operazione colossale – ha aggiunto il ministro – che non si può fare in tre settimane e non avrà effetti sulla bolletta di dicembre”. I fattori da valutare sono due: la possibilità di computare diversamente i costi degli oneri in bolletta e affrontare l’accelerazione dei prezzi che, con l’avvio di Nord Stream, potrebbero stabilizzarsi. Nel frattempo, il gas “è il vettore della transizione, quindi è energia primaria e stabilizzatore nello stesso tempo: non credo che nei prossimi 5 anni riusciremo a liberarcene”. Ad oggi, però, l’Italia ha diversificato le forniture e acquista da cinque Paesi: le riserve sono all’85%. Dal 2000 ad oggi si è ridotta di un quarto la nostra produzione di gas, ma tenendo fermi i consumi la si potrebbe aumentare per compensare l’export ed essere meno dipendenti. Insomma, il Natale non sarà così freddo.
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