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Il caldo cambia le regole, le imprese cambiano il futuro

Il caldo cambia le regole, le imprese cambiano il futuro

La parola al cliente:

  • La richiesta impossibile: “Nei miei locali vorrei lo stesso clima che c’è in montagna, la primavera, con la finestra aperta”.
  • La certezza smentita dal caldo torrido: “Abito in riva al lago ed il clima è ventilato: l’aria condizionata non mi serve”.
  • Il salto mortale: “Potreste costruire una casa più economica?”
  • Il cliente-progettista: “Qui serve un impianto più grande”. Dimensionamento, questo sconosciuto.
     

Questi sono solo alcuni fra i tanti casi “da cantiere” che hanno portato quindici imprese, e venti partecipanti, a confrontarsi su “La casa del futuro”: l’approfondimento di Confartigianato Varese su quanto il caldo abbia aperto un nuovo mercato a edili, impiantisti e serramentisti.

Tante le domande. La prima: nell’estate 2026, causa le temperature tropicali, le richieste dei clienti sono cambiate? Cambiate e aumentate, soprattutto per gli impiantisti. In alcuni casi, anche del 50%. Gli impianti di climatizzazione con split sono al top delle preferenze e le richieste del fotovoltaico, basilare per efficientare al massimo la pompa di calore (che ha preso il sopravvento sulle caldaie), non si contano.

Cambia il clima, cambia il cliente. Che a volte ha pretese travestite da richieste - più comfort, più efficienza, soluzioni integrate, consulenza, risparmio – perché cerca, trova e confronta i prezzi online, acquista i materiali da solo, si serve ai centri commerciali. L’impianto di climatizzazione è un must, ma quanti sono i clienti che decidono il dimensionamento della macchina senza consulare il progettista? A guidare le scelte è il risparmio: da un lato, la possibilità di sfruttare gli incentivi sul nuovo, dall’altro la richiesta di impianti che non necessitano di troppe manutenzioni.

Per gli imprenditori presenti a Gallarate, questa sembra essere una nuova tendenza. Ed è per questo che il cliente, in un mercato ricco di proposte e soluzioni (tecnologiche ed economiche), deve essere consigliato, guidato ed aiutato a spiegare chiaramente le sue esigenze. La soluzione spetta ai tecnici. Che per ovviare al problema del “fai da te” chiedono migliori controlli per una migliore qualità del lavoro.

Se da un lato la domanda sale vertiginosamente, come la colonnina di mercurio nel termometro, dall’altro il caldo torrido ha costretto le imprese ad un nuovo modo di lavorare. In una parola: riorganizzazione.

Lavori lasciati per le temperature a 38° C? Risposta affermativa collettiva. La mattina si esce presto e si privilegiano i lavori più impegnativi all’aperto; il pomeriggio ci si dedica ad interventi interni agli edifici. Ma questo significa modificare squadre e orari. Nel mese di agosto sul tetto non si va, le commesse si posticipano, si dice “no” alle manutenzioni di stagione. Perdite economiche? Ad oggi, nessuna.

Ma di fronte ad una richiesta sempre più ampia e complessa, il margine – nuove leve in azienda – per soddisfarla, si restringe. La mancanza di manodopera giovane è uno fra i fattori più importanti che determina il “sì” o il “no” detti ai clienti. L’aumento anche del 50% della richiesta di lavoro non corrisponde allo stesso aumento nelle nuove leve nelle aziende. Le scuole ci sono, gli Its formano figure specializzate, tanti corsi sono affidati ad imprenditori-docenti. Però, nella filiera casa il lavoro lo si impara sul campo. E tutti gli imprenditori preferiscono formare internamente. La vera fortuna? Chi ha figlio o nipote in azienda. Ma il trend registrato in edilizia è l’occupazione di giovani stranieri.

Il futuro, secondo i venti imprenditori, dovrà passare dalla rete. Tra professioni e aziende. Come mettere d’accordo termotecnici, tecnici competenti in acustica, progettisti, costruttori, impiantisti, ingegneri? Serve coordinamento. Così come serve nelle riunioni di cantiere. Ma, secondo i partecipanti, la scelta va fatta ora perché – e qui l’accento è stato messo su chi progetta – o si favoriscono i Consorzi, che offrono il vantaggio di avere come punto di riferimento un solo referente, oppure gli spazi verranno occupati dalle grandi società di ingegneria.
La rete è da tempo un tema caldo, e gli imprenditori sembra abbiano già la risposta ai loro dubbi: non si fa perché molte imprese temono di perdere la loro autonomia e indipendenza. Eppure, le reti sono normate e sono un valido strumento per superare quei carichi sulla fatturazione legati al “prendo il lavoro e poi te lo passo”.

Alcune imprese edili, sul Consorzio ci hanno scommesso ai tempi del Superbonus al 110%: finito il business, crollate le collaborazioni.

Insomma, secondo gli imprenditori presenti a Gallarate ad essersi complicato non è tanto il lavoro sul campo (i professionisti sanno cosa fare, come farlo e quando), ma tutto ciò che gli gira intorno. Burocrazia compresa.



 

Hanno partecipato: Bellora Srl, Celano Srl, Costruzioni edili Geom. Afferi Paolo, C.P.B. Broggi Srl, CRB Hydro Srl, Edil.D Costruzioni Srl, Finazzi Serramenti Srl, Giemmetre Srl, Guzzetta Costruzioni Srl, Luigi Riva Sas, TAMedil di Tamagnini Pierluigi & C. Sas, R.C. Refrigerazione Srl, SA Termoidraulica Srl, Scazzosi Carlo Alberto, Vegezzi Impianti Srl