
Il DL Anticipi fissa le nuove regole per il Fondo di Garanzia per le Pmi. Di fronte alla stretta monetaria della Banca Centrale Europea, che ha condizionato le prospettive e gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese, la nuova disciplina, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024, assume una certa importanza «dopo la mancata proroga del Temporary Framework ed è il primo passo verso quella che – Confartigianato lo ha sottolineato più volte – appare una revisione ormai non più procrastinabile della disciplina della garanzia pubblica».
Il perché lo dicono i dati: nell’ultimo anno, le micro e piccole imprese hanno subito un aumento di 6,7 miliardi del costo del credito. Contemporaneamente si assiste ad un progressivo crollo dei prestiti bancari: – 8,2% per le aziende fino a 20 addetti e – 9,5% per le imprese artigiane. Inoltre, sono diminuiti di molto la richiesta di credito a medio-lungo periodo e la spesa per investimenti. Segno che gli imprenditori sono prudenti e in attesa di certezze.
Per quanto riguarda il credito di piccolo importo, le banche tendono sempre più a spostare la domanda delle imprese verso le finanziarie del credito al consumo, con aggravio significativo dei costi per interesse. Altro fenomeno da tenere sotto controllo è il trend dei tempi di pagamento tra imprese che dà segnali di rialzo ed è sintomo di un possibile, ulteriore aumento delle criticità sul fronte dell’accesso ai finanziamenti bancari. I rialzi dei tassi di interesse hanno allargato la distanza, ormai strutturale, del mondo del credito tradizionale dalle esigenze della micro e piccola impresa.
COME CAMBIA IL FONDO DI GARANZIA
Uno fra i punti più importanti della riforma è la gratuità d’accesso per le microimprese, che rappresentano quasi il 97% del tessuto imprenditoriale italiano. Le piccole pagheranno una commissione dello 0,5%, le medie l’1% e le small mid cap (le imprese non Pmi che hanno fino a 499 dipendenti) l’1,25% del garantito. Dalla garanzia vengono escluse le imprese più rischiose. Inoltre, il DL Anticipi dovrebbe confermare il tetto di 5 milioni di euro per ogni singola impresa e maggiori saranno gli spazi di intervento per i Confidi, che da sempre facilitano l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese. Altri due sono i punti che Confartigianato ritiene di particolare interesse: la costituzione di un Comitato di indirizzo costituito dai rappresentanti delle associazioni rappresentative dell’impresa e il riconoscimento di una maggiore complementarietà tra la garanzia pubblica e quella privata.
LA GARANZIA
La garanzia è concessa per il finanziamento di esigenze di liquidità fino ad un massimo del 55% per le operazioni finanziarie delle Pmi di fascia 1 e 2 del modello di valutazione (prima era 60%), ed al 60% per le Pmi di fascia 3 e 4 (prima era 80%).
La garanzia è innalzata all'80% nel caso di operazioni finanziarie finalizzate a programmi di investimento, oppure per le start up. La garanzia all'80% viene anche riconosciuta per le operazioni finanziarie di importo ridotto, la cui soglia viene innalzata dagli attuali 25mila euro a 40mila, o 80mila nel caso di richiesta presentata da garanti di primo livello.
Possono accedere alla garanzia del fondo anche gli enti del terzo settore per operazioni finanziarie non superiori a 60mila euro. Per le imprese non Pmi con un numero di dipendenti tra 250 e 499, la garanzia del fondo può essere concessa fino al 30% per le operazioni di liquidità e al 40% per gli investimenti.