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BANKITALIA: 76MILA DONNE IN MENO AL LAVORO. AUMENTANO LE DISPARITA’ DI GENERE
Lo comunicano Bankitalia e Ministero del lavoro: «Il Covid-19 ha portato ad un divario occupazionale importante tra i generi: 76mila in meno i posti occupati da donne rispetto a un anno prima e +44mila quelli occupati dagli uomini. La forbice si allarga. Solo il 60% di questo divario (circa 70mila posti) è riconducibile alla composizione settoriale della domanda», scrive il Sole 24 Ore. Inoltre, il lavoro a tempo indeterminato non è ripartito, e quello temporaneo sta crollando: -23mila unità alla fine di febbraio. Tra i settori resiste l’industria (un segno positivo dato però più dalle costruzioni che dalla manifattura) e calano invece i servizi privati, il turismo, l’abbigliamento (l’intera filiera). Bene, invece, l’alimentare e il trasporto merci su strada trainato dalla diffusione dell’e-commerce.
IN LOMBARDIA I BILANCI DELLE PULITINTOLAVANDERIE SI MACCHIANO DI ROSSO
Il calo del turismo, la chiusura degli impianti sciistici, il diffuso utilizzo dello smart working e la cancellazione di eventi e cerimonie hanno messo in crisi il settore delle lavanderie e delle imprese di pulitura di articoli tessili e pellicce. La Prealpina scrive che «nel 2020 il comparto risultava costituito, a livello nazionale, da 19.752 imprese registrate, che danno lavoro a 48.052 addetti. Il calo di fatturato maggiore si registra in Lombardia». Secondo dati Confartigianato, nel 2020 il fatturato delle micro e piccole imprese del settore ha registrato un calo del 37,1%, pari a minori ricavi per 499 milioni di euro. Sulla base di questi andamenti, si stimano cali di fatturato più elevati per la Lombardia (-144 milioni di euro), Emilia-Romagna (-59 milioni) e Veneto (-56 milioni).
DECRETO SOSTEGNI: ECCO COME SI CALCOLA L’AIUTO ECONOMICO
E’ una formula matematica: «(FMM19 – FMM20) x CD, dove FMM 19 e FMM20 rappresentano rispettivamente il fatturato medio mensile 2019 e del 2020. CD, invece, raffigura il coefficiente dimensionale che varia in base al volume dei ricavi o compensi conseguiti nel secondo periodo di imposta antecedente a quello in corso al 23 marzo 2021», si legge sul Sole 24 Ore. All’esito del calcolo va verificato se la somma ottenuta è inferiore ai minimi (mille o 2mila euro, rispettivamente per le persone fisiche e i soggetti diversi), ovvero superiore al massimale di 150mila euro provvedendo, in tal caso, agli opportuni adeguamenti. Il contributo spetta ai titolari di partita Iva al 23 marzo 2021, i titolari di reddito agrario, gli esercenti attività di impresa o arti e professioni con ricavi o compensi non superiori ai 10 milioni di euro.