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AIUTI ANTICOVID, LA MICROIMPRESE FANNO IL PIENO
«Un milione e duecentomila aziende coinvolte, ciascuna delle quali in media ha ottenuto benefici per 86mila euro. Lo dice uno studio Cribis sugli aiuti di Stato (per il 78% sotto forma di garanzie sui prestiti per agevolare l’accesso alla liquidità) messi a disposizione delle imprese», scrive il Sole 24 Ore. Le microimprese hanno assorbito il 91,9% del totale degli aiuti a fronte del 7% delle piccole, dell’1% delle medie e dello 0,1% delle grandi. Realtà poco strutturate, con un giro d’affari inferiore al milione di euro e, per il 42,2%, nate fra il 2011 e oggi. Il commercio al dettaglio ha utilizzato il 16,3% del totale degli aiuti, la ristorazione il 12,1%, il commercio all’ingrosso il 9,3% e i lavori di costruzione specializzati il 9,2%. Bisogna arrivare fino al decimo posto per trovare il primo settore manifatturiero (2,8%).
GALLARATE: NEGOZIAMO, IL NUOVO BANDO PER IL COMMERCIO DA 130MILA EURO
Il Comune di Gallarate mette a disposizione 130mila euro per le attività commerciali (con vetrina o che siano situate al piano terra degli edifici) esterne al perimetro del Distretto del Commercio. Il Bando “NegoziAmo” prevede un sostegno con contributo del 50% delle spese sostenute e certificate (fino ad un massimo di 1.500 euro) tra il 1° ottobre 2020 e 30 aprile 2021. Numerose le spese ammissibili: si va da quelle edili all’ammodernamento degli impianti, dai veicoli da destinare alla consegna a domicilio alla realizzazione di siti web, app e piattaforme online, dalle spese per la comunicazione e servizi di e-commerce all’affitto dei locali per l’esercizio dell’attività di impresa. Le domande possono essere presentate via Pec a partire dal 12 aprile e fino al 30 aprile 2021, e saranno finanziate in ordine cronologico di ricezione.
IL COVID NON FERMA L’INNOVAZIONE IN AZIENDA, MA LA STRADA È LUNGA
“L’innovazione nelle Pmi: cosa è cambiato e cosa serve alle imprese?”. Al sondaggio promosso da Confartigianato Varese con Artser e Faberlab hanno risposto 370 imprenditori: l’86% è molto interessato all’innovazione. L’89% del campione è certo che tra dieci anni la produzione sarà profondamente cambiata. Tra le competenze necessarie ci sono quelle manageriali (41%) e operative (38%). Tra i progetti, le collaborazioni con centri di ricerca (11%), startup (8%) e università (8%) per puntare sull’economia circolare (24%) e idee innovative (16%). I principali ostacoli al processo di innovazione si ritrovano nel basso livello di integrazione dei sistemi informativi con i sistemi di produzione (27%) ancora fondato sull’impiego della carta (38%).
RECOVERY PLAN: SOLO 13 PAESI UE SU 27 HANNO DATO IL VIA LIBERA
Lo scrive Italia Oggi: «Su 27 Paesi Ue, fino ad ora soltanto 13 hanno dato via libera al Recovery Plan, e l’Italia è tra questi. La Germania, invece, è tra i 14 Paesi ritardatari, e solo questa settimana il parlamento tedesco ha iniziato a discuterne». Il mare è mosso perché la Germania ne fa una questione di Paesi scrocconi o meno. E’ per questo che è stato presentato un disegno di legge con il quale il parlamento tedesco «verrebbe autorizzato a indagare e a pronunciarsi sui Recovery Plan degli altri Paesi Ue. Soprattutto, su quelli del Sud Europa». Per l’appunto, quelli scrocconi. Semmai tutto questo venisse approvato, si tratterebbe di una vera «bomba politica».