News

Con la sfida sul gas russo decolla l'inflazione. In Italia, rinnovabili bloccate e meno metano

Con la sfida sul gas russo decolla l'inflazione. In Italia, rinnovabili bloccate e meno metano

PUTIN E L’EUROPA, SFIDA SUL GAS
Le forniture di gas all’Europa potrebbero finire. Scrive il Corriere della Sera che «Putin ha firmato un decreto che in dieci giorni dovrebbe spostare la valuta di pagamento del gas siberiano dall’euro al rublo. Il decreto riguarda i “Paesi ostili” democratici». Putin vuole che ogni “compratore estero” apra due conti correnti presso la Gazprombank: uno in euro e l’altro in rubli. Chi compra versa gli euro sul proprio conto presso la banca russa, la quale poi venderebbe in cambio rubli sulla Borsa di Mosca. Putin otterrebbe il pagamento in rubli e gli europei, invece, continuerebbero a pagare in euro. Il campo minato è un altro: «Nel decreto si dice che dell’obbligo di pagamento da parte del compratore di gas si considera compiuto solo quando i rubli sono trasferiti sul conto di Gazprom». Durante il passaggio da euro a rubli e poi da rubli a rubli, potrebbe accadere che il rublo si svaluti o si rivaluti sull’euro, «e allora la somma pagata dal compratore per la merce potrebbe diventare troppo bassa o troppo alta. Chi subirà un’eventuale perdita?». Dalla risposta dipende il futuro di oltre il 40% del gas usato in Italia e del 60% di quello tedesco. Dipende la disponibilità di energia in Europa l’invero prossimo.

ORA RISCHIAMO DI RESTARE SENZA GAS

Gas

Il rischio c’è: l’interruzione delle forniture può essere effettuata dall’oggi al domani, ma il gasdotto che porta il gas al confine italiano di Tarvisio e che attraversa l’Ucraina continua a funzionare regolarmente. Inoltre, nonostante il preallarme, «da alcuni giorni alcuni operatori italiani stanno esportando verso il Nord Europa volumi di gas che vengono venduti a prezzi superiori sull’hub olandese Ttf rispetto a quelli del Psv (Punto di scambio virtuale) italiano. Si tratta di alcune decine di milioni di metri cubi che escono dal Paese e farebbero comodo per il mantenimento delle riserve nazionali». Quali sono i piani del governo per le riserve? Per incentivare gli operatori al riempimento degli stoccaggi, il governo ha allo studio un meccanismo che prevede il pagamento della differenza di prezzo tra il mercato olandese e quello italiano. «Un sistema a due vie – prosegue il quotidiano – che porterebbe a rimborsi nel caso che il prezzo italiano sia superiore a quello olandese».

L’ENERGIA FA VOLARE L’INFLAZIOE: +6,7% A MARZO, RECORD DAL 1991
Lo scrive Il Sole 24 Ore: «In Italia, i prezzi al consumo salgono per il nono mese

Inflazione

consecutivo e l’inflazione raggiunge la crescita del +6,7%, un livello che non si registrava da luglio 1991». Anche questo mese, a sostenere gli aumenti, sono i prezzi dei beni energetici non regolamentati (tariffe per energia e gas: da +31,3% a +38,7%), «ma le tensioni inflazionistiche continuano a diffondersi con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, che ora si porta ad un +5%». I lavorati passano dal +3,1% al 4%, i non lavorati dal +6,9% all’8% e i beni durevoli da +1,2% ad un +1,9%. I servizi relativi ai trasporti, invece, registrano un rallentamento: da +1,4% a +1%. «L’inflazione sta aumentando – si legge sul quotidiano economico – per l’aumento delle materie prime, in particolare quelle alimentari. Poi c’è scarsa disponibilità che produce aumenti dei prezzi. Sull’energia l’Italia è intervenuta per aiutare le famiglie e le imprese con 20 miliardi di euro nell’arco di 8-9 mesi. Ma il sostegno a carico del bilancio e del debito ha senso se l’aumento è temporaneo, se è permanente serve risposta strutturale. Non ha senso che l’energia idroelettrica che non costa nulla venga venduta al prezzo del gas».

RINNOVABILI BLOCCATE PER IL 90% E PRODUZIONE DI GAS IN CADUTA

Eolico

«I giacimenti in mezzo all’Alto Adriatico, fra i 30 e i 40 miliardi di metri cubi, non vengono sfruttati per timore che facciano sprofondare Venezia. Il giacimento Giulia al largo di Rimini ha già la piattaforma posata, il pozzo perforato e 550 milioni di metri cubi di metano da estrarre, ma è fermo e tappato perché vicino di 12 miglia dalla riva e quindi, per legge, è stato congelato», scrive Il Sole 24 Ore. Dai giacimenti nazionali sono stati estratti appena 260 milioni di metri cubi di gas, -24,8% rispetto al febbraio 2021. In gennaio erano 279 milioni. L’import è in aumento del 16,8%, soprattutto dall’Algeria. «Stanno riempendo a manetta gli stoccaggi di metano i seguenti Paesi: Austria, Cechia, Croazia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Ungheria. Segno meno per le scorte italiane». L’Italia dovrebbe costruire impianti solari, eolici, idroelettrici per 4.700 Megawatt l’anno: nel 2021 sono stati costruiti impianti nuovi pari a 1.300 megawatt, meno di un terzo. Gli impianti eolici sotto esame alla Commissione di valutazione di impatto ambientale al ministero della Transizione ecologcia sono 209: i pareri negativi espressi dal ministero Cultura sono 41; positivi solo sei. Silenzio totale sugli altri 162 progetti. Tempo medio di anticamera: 5,4 anni. Non manca qualche segnale positivo: «Regione Lombardia, per esempio, ha approvato le compensazioni per le comunità che ospitano stoccaggi sotterranei di gas».