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Edilizia nel caos: ogni 15 giorni c'è una nuova legge

Edilizia nel caos: ogni 15 giorni c'è una nuova legge

Il settore delle Costruzioni si interroga sul proprio futuro. E lo fa partendo dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza che, proprio all’edilizia, guarda con particolare attenzione: dei 222 miliardi di euro del Pnrr, più di 107 andranno al comparto. E 63,4 miliardi di euro riguarderanno quegli interventi che, ormai, sono considerati prioritari per il rilancio economico del nostro Paese: efficienza energetica, riqualificazione degli edifici, opere di infrastruttura stradale, rete dell’alta velocità, sicurezza sismica ed edilizia scolastica.

L’EDILIZA NELLA RAGNATELA DELLA BUROCRAZIA
Però, il settore si trova impigliato in una ragnatela burocratica di 224 interventi che si dividono tra detrazioni fiscali edilizie e superbonus. Ad entrare nel dettaglio è uno studio di Confartigianato, che segnala 29 interventi legislativi distribuiti su 16 differenti leggi, decreti-legge e decreti ministeriali. Un irrigidimento normativo che, solo nell’ultimo anno, ha registrato 24 interventi. Facendo i debiti calcoli, si parla di una modifica legislativa ogni 16 giorni. A questo balletto si sommano 9 provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate e 186 documenti di prassi composti da 6 circolari, 4 risoluzioni, 157 risposte ad interpello e 19 Faq.

SUL 2023 PESA L’INCERTEZZA DEL SUPERBONUS E DELLE OPERE DEL PNRR

Superbonus

A questo punto, dopo la ripresa del 2021 con un +20,1% in termini reali, un 2022 che si chiude con un segno positivo del 12,1% e 2,1 punti di crescita del Pil dovuti ai maggiori investimenti nel settore rispetto al resto dell’Eurozona, il 2023 potrebbe portare venti di tempesta. Le ragioni di un’improvvisa virata sono molteplici: la frenata del Superbonus, l’incertezza del decollo effettivo delle nuove opere del Pnrr, l’aumento dei prezzi delle materie prime, il continuo altalenare dei costi delle commodities energetiche e, infine, gli effetti recessivi della pandemia sul mercato del lavoro. Tutti potenziali rischi che potrebbero rallentare il comparto protagonista della ripresa post-pandemia, per il quale l’Italia ha assunto una posizione di leader in Europa.

ANCORA TROPPO POCHI GLI INVESTIMENTI SULLE INFRASTRUTTURE
Quando si parla di Pnrr e di Costruzioni, inevitabilmente si pone l’accento su un’urgenza tutta nazionale: da un

Ristrutturazione

lato l’efficientamento energetico del parco immobili e, dall’altro, gli interventi di manutenzione sulle grandi opere. Tra il 2008 e il 2021 la spesa pubblica in infrastrutture è diminuita del 30%. Un punto negativo per il nostro Paese dove che, secondo una ricerca di European House - Studio Ambrosetti, è terzultimo in Europa per percentuale di spesa in infrastrutture rispetto al PIL (1,8%). Inoltre, l’elevata età media dell’infrastruttura stradale (quasi 60 anni) si attesta tra le cause di morte per incidente. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, in media sono necessari 4 anni e 5 mesi per il completamento delle grandi opere. Troppo se si considerano i ritmi sempre più rapidi richiesti, e permessi, dalla digitalizzazione. La logica del discorso richiama logiche connessioni: il miglioramento della sicurezza si lega all’efficienza e alla sostenibilità delle infrastrutture. E questo riporta all’esigenza di attrezzare le imprese del settore dell’edilizia con le tecnologie di ultima generazione per poter accelerare le fasi di progettazione e realizzazione, dalla valutazione alla verifica virtuali dei progetti. Le risorse ci sono: quelle del Pnrr.

IL DIGITALE PER AGGREDIRE IL 2023

Edilizia Digitale

La terza edizione dell’Osservatorio sulle Pmi italiane e sulla loro digitalizzazione realizzata da Qonto, rileva che circa il 68% di un campione di 1.000 piccole e medie imprese del settore edile hanno già fatto ricorso, o lo faranno, agli incentivi previsti dal Pnrr. Il 93% delle imprese intervistate (9 su 10) hanno deciso di investire nella digitalizzazione. Per il 67% circa delle Pmi del settore edile che stanno utilizzando, o hanno intenzione di utilizzare le risorse del Pnrr, il digitale avrà un ruolo fondamentale o molto importante rispetto alla tipologia di intervento che si prevede di realizzare. Sono meno del 2%, invece, le imprese per le quali la digitalizzazione non giocherà un ruolo importante. Inoltre, le risorse del Pnrr saranno fondamentali anche per dare uno slancio alle professionalità richieste in edilizia: le competenze digitali sono tra le più difficili da reperire da 1 azienda su 4 (25%). Ed è per questo che il 67% delle aziende delle Costruzioni utilizzeranno i fondi del Pnrr per investire in competenze digitali.