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Edilizia: tre cessioni del credito e bollino di qualità, ma ci vuole più energia...

Edilizia: tre cessioni del credito e bollino di qualità, ma ci vuole più energia...

DA OGGI AL LAVORO SOLO CON IL SUPER GREEN PASS
Si legge su Repubblica che «sono soprattutto dipendenti pubblici, agricoli e liberi professionisti gli over 50 non ancora in regola con il certificato verde. E superano il mezzo milione. Invece nelle fabbriche – sottolinea Confartigianato - non ci sono numeri importanti da creare problemi di organizzazione». Da oggi, martedì 15 febbraio, scatta l’obbligo del Green Pass rafforzato per tutti gli over 50: i dipendenti pubblici e privati, infatti, per accedere ai luoghi di lavoro dovranno esibire la certificazione verde da vaccino o guarigione. Il lavoratore senza Super Green Pass è considerato assente ingiustificato finché non presenta la certificazione e, comunque, non oltre il 15 giugno 2022. Chi si reca al lavoro senza Pass rischia una sanzione da 600 a 1.500 euro; doppia se la violazione è ripetuta. Per gli omessi controlli scatta una multa da 400 a 1.000 euro.

BONUS EDILIZI:IL TETTO CESSIONI SALE A TRE E TIMBRO DI VALIDITA’ SUI CREDITI
Lo scrivono il Sole 24 Ore e Repubblica: «I nodi da sciogliere riguardanti i bonus edilizi sono ancora molti», ma le modifiche che dovrebbero trovare posto nel decreto Sostegni ter sono sostanziali per il mondo delle Costruzioni. Vediamole:

  • Cessioni dei crediti. Il numero massimo di cessioni dovrebbe essere fissato a tre, ma solo tra istituti vigilati da Bankitalia (come banche e assicurazioni) e per società o veicoli dei gruppi bancari.
  • Il bollino. I tre passaggi dei crediti dovranno essere tracciati da un “bollino”, ovvero dal codice che l’Agenzia delle entrate attribuisce al credito per la prima volta che questo viene comunicato sulla piattaforma digitale. Ogni cessionario che lo acquisterà potrà risalire al primo cedente della catena per chiedergli tutti i documenti necessari a verificarne la reale esistenza: catastali, inizio e fine lavori, asseverazioni, conformità, congruità.
  • I software. La misura del “bollino” non era prevista in origine, quindi i software di gestione delle pratiche caricate sulle piattaforme devono essere adeguati.
  • La privacy. Il certificato di qualità pone un problema di tutela della privacy del soggetto che cede in origine il credito fiscale e che, poi, deve risultare “ricostruibile” in tutto il percorso delle varie cessioni. Si attende un parere del garante per la privacy.
  • Credito fiscale sottoposto a sequestro. E’ una misura che consente di avvalersi del credito fiscale sottoposto al sequestro anche negli anni successivi alla maturazione.
  • Responsabilità penale. Non c’è alcuna responsabilità per banche, assicurazioni, finanziarie, Poste e Cassa depositi e prestiti se questi hanno dimostrato buona fede e diligenza nell’accettare i crediti oggetto di frodi.
  • Il nuovo prezziario. Si applica ai lavori foraggiati dal Superbonus 110%. Il decreto fissa i tetti massimi, aggiornando quelli vigenti per l’ecobonus, aumentandoli almeno del 20% per tenere conto dell’inflazione e del rincaro delle materie prime.

CRISI ENERGETICA PER 85 MILA IMPRESE. GRAVE LA MANIFATTURA

Pmi

Ne scrive il Quotidiano Energia: «L’Istat evidenzia che 85 mila imprese, pari all’8,8% delle aziende di 3 addetti e oltre, segnala criticità per l’approvvigionamento energetico tale da compromettere i propri piani di sviluppo del 2022. La crisi energetica è più diffusa nella manifattura e interessa il 14,3% delle imprese (25 mila unità)». Secondo le tariffe approvate dall’Autorità, nel primo trimestre 2022 un kWh di energia elettrica (a cui si sommano le spese di trasporto e oneri) costa ad una microimpresa 4,6 volte (+360%) quello pagato un anno prima, mentre il costo di un metro cubo di gas naturale si è moltiplicato per 4,4 volte (+336%).

GAS, UN ANNO PER RADDOPPIARE LE ESTRAZIONI
Il Governo vuole raddoppiare da 3,34 miliardi di metri cubi ad almeno 7 miliardi di metri

Gas

cubi l’estrazione di metano dai giacimenti nazionali, «ma il progetto potrebbe chiedere 2 miliardi di euro di investimenti e non passeranno meno di 10 mesi prima di poter riaprire i polmoni dei giacimenti più sfiatati», si legge sul Sole 24 Ore. Gli stoccaggi italiani ora sono al 43,7%: 8-9 miliardi di metri cubi di metano che corrispondono ai consumi di un mese invernale. Tra le vie alternative, il raddoppio della capacità di trasporto del Tap, il metanodotto che dall’Azerbaijan approda in Puglia, e il Transmed, che arriva dall’Algeria alla Sicilia. Per far partire il progetto, si dovranno bandire diverse gare per assegnare gli incarichi alle compagnie petrolifere che hanno i giacimenti da ripotenziare: Eni, Energean, Shell, Gas Plus e forse anche Total. Un’asta servirebbe per far ripartire le imprese più esposte ai rincari: vetrerie, cartiere, ceramiche, chimica e tante altre.