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Il petrolio a 80 dollari il barile, ma rischia di salire ancora. L'Europa pensa ad un piano comune

Il petrolio a 80 dollari il barile, ma rischia di salire ancora. L'Europa pensa ad un piano comune

ENERGIA: CORRE ANCHE IL PETROLIO. RECORD DEL BARILE A 80 DOLLARI
L’autunno caldo dell’energia rischia di diventare rovente. Infatti, scrive il Sole 24 Ore, “anche il prezzo del petrolio ha ripreso a correre fino a sfiorare gli 80 dollari al barile nel caso del Brent e portandosi ben oltre la soglia psicologica dei 75 dollari nel caso del Wti”. E se da un lato Goldman Sachs dice che “il riferimento europeo arriverà facilmente a scambiare a 90 dollari al barile nel giro di un paio di mesi”, la Bank of America sostiene che “fiammate oltre i 100 dollari al barile non sono da escludere il prossimo anno”. Ma il gas costa più caro del petrolio e già oggi si sta assistendo “a un effetto sostituzione nelle centrali elettriche e negli impianti petrolchimici”. Persino nel Nord Europa ci sono raffinerie che hanno iniziato ad utilizzare elettricità generata dai gas liquidi derivati dal petrolio, come butano o propano. Perché il gas ha superato ancora i 75 euro per Megawattora (MWh), “e sempre più cari sono anche i diritti europei per l’emissione di Co2: superati i 65 euro per tonnellata”. L’elettricità segue a ruota: in Italia siamo vicini ai 250 euro per MWh. L’offerta dei combustibili non cresce abbastanza per rispondere alla domanda che, dopo il Covid, si sta riprendendo con particolare vigore. E anche il prezzo dei carburanti alla pompa rischia di mettere in crisi l’economia. Soprattutto in Italia, dove su benzina e diesel – che non erano così cari da anni – c’è un forte peso della componente fiscale.

CRISI ELETTRICA E PETROLIO: L’ANALISI
“Molto della ripresa degli ultimi giorni – si legge sul Sole 24 Ore – risiede ne timori circa la

Petrolio

scarsità delle commodities che ha investito gli altri mercati, con Cina ed Europa in piena crisi: la prima più sul carbone, il cui prezzo è quadruplicato a quasi 200 dollari per tonnellata; la seconda sul gas, le cui quotazioni sono salite di 7 volte in un anno”. La crisi elettrica, sulla spinta del gas e del carbone, sta diventando talmente seria da convincere i cinesi a staccarsi dalla rete elettrica e avviare generatori a gasolio. Una domanda addizionale che sta assorbendo volumi di distillati dalle scorte che erano rimaste alte. Come il cherosene per gli aerei, che con la fine della pandemia faranno tornare alla normalità la domanda globale di gasolio. “Sul lato dell’offerta – prosegue il quotidiano economico – per ora ci salvano l’Arabia Saudita e la Russia, con un aumento mensile della produzione di 0,4 milioni barili di petrolio al giorno”. Ma, come detto, il rialzo del barile spinge anche i prezzi dei carburanti. E il rialzo alla pompa “spingerà sul tasso d’inflazione e, assieme al colpo che arriverà sulle bollette, si supererà nei prossimi mesi abbondantemente il 3% contro l’attuale 2,1%”. La Commissione europea ha indicato che proporrà un piano per fronteggiare il caro energia al vertice dei capi di Stato e di Governo che si terrà il 6 ottobre a Brdo, in Slovenia. Perché la questione deve essere affrontata “a livello europeo, e non soltanto Stato per Stato”.

LA SABATINI PER IL FRANCHISING

Nuova Sabatini

Lo scrive Italia Oggi: “Tra le spese ammissibili alle agevolazioni della Nuova Sabatini rientrano anche quelle previste dal contratto di franchising”. Per intenderci, gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature effettuati dal titolare dei prodotti o servizi che concede all’affiliato (franchisor) sono ammissibili al contributo, anche se concessi in comodato d’uso o prestito d’uso ad uno o più affiliati (franchisee)”. Per essere ammissibile al contributo, l’acquisto dei beni deve rispettare alcune condizioni: “I beni devono essere strumentali all’attività svolta dal franchisor, ad uso produttivo e avere una loro autonomia funzionale; i beni devono essere iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale del franchisor; se concessi in locazione o in comodato gratuito al franchisee, i beni devono risultare da regolare contratto registrato”.