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Le truffe che affossano il Superbonus e le cinque mosse contro il caos della cessione dei crediti

Le truffe che affossano il Superbonus e le cinque mosse contro il caos della cessione dei crediti

TRUFFE, EVASIONI, IMPRESE FANTASMA: ECCO COME SI AFFOSSA IL SUPERBONUS
«La mega truffa miliardaria sui bonus edilizi ricorda la crisi subprime americana del 2008. In Italia, allo Stato sono già strati sottratti 4,4 miliardi (1,5 incassati e 2,3 sequestrati) sui 38 totali. Tutti crediti, inesistenti, non tanto sul Superbonus 110% quanto su bonus facciate, sismabonus, bonus ristrutturazioni e bonus locazioni», scrive La Repubblica. Come lo si è potuto fare, è cosa addirittura semplice: «Si parte da finte società di titolari nullatenenti: il boom nel 2021 con l’emissione di fatture a perdifiato per lavori edilizi mai eseguiti su immobili fantasma, oppure fatiscenti e improbabili come stalle, scuderie, rimesse». Il governo è intervenuto con il decreto anti-frode e l’articolo 28 del decreto Sostegni-ter con il quale si vieta la multipla cessione dei crediti, consentendola una sola volta. Ma così si è bloccato il mercato. E quei 4,4 miliardi hanno già preso il volo nei paradisi fiscali di Madeira, Dubai e Cipro in criptovalute, lingotti d’oro, contanti via carte di credit business.

CESSIONE DEI CREDITI, CINQUE MOSSE CONTRO IL CAOS

Cessione credito

Si legge sul Sole 24 Ore che «da un lato c’è chi considera il Superbonus uno sperpero di denaro; dall’altro, chi lo considera lo strumento principe per sostenere la ripresa italiana». Il vero problema sta nella cessione dei crediti. Uno strumento che potrebbe essere interessato da cinque correttivi:

  • Sanzioni più severe per visto di conformità fraudolento
  • Cedibilità all’interno dello stesso gruppo di imprese: i crediti possono essere spalmati sui diversi soggetti che compongono il gruppo
  • Cedibilità tra soggetti regolati/vigilati come intermediari finanziari e società quotate
  • Compensabilità con l’imposta sulle transazioni finanziarie: banche e intermediari finanziari ricoprono il fondamentale ruolo di sostegno finanziario ai soggetti che intendono effettuare gli interventi di miglioramento in ambito immobiliare
  • Obbligo di Sal anche per i bonus ordinari: vincolare la cedibilità dei crediti agli stati di avanzamento dei lavori sarebbe un altro tassello nella lotta alle frodi

GAS E LUCE GUIDANO I RIALZI DEI PREZZI DAL 2002 AD OGGI
Il Sole 24 Ore registra l’evoluzione dei prezzi dal 2002 al 2021, partendo da energia

Inflazione

elettrica e gas: «La spesa media annua sul mercato tutelato, per un’utenza domestica, è passata da 980 a 1.578 euro da gennaio a dicembre 2021 per il gas naturale. E da 523 a 592 euro per l’elettricità. Per quanto riguarda il mercato a prezzo fisso, si è passati da 1.191,5 a 1.916 euro per il gas naturale e da 635 a 807 euro per un’utenza elettrica standard. Cifre che fanno impressione se paragonate con quelle di vent’anni fa: la stessa spesa media annua per gas e luce, per la stessa utenza standard in ambito domestico, nel 2002 si fermava rispettivamente a 857 e 334 euro». Nel settore “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, i prezzi sono cresciuti complessivamente del 54% rispetto al 2002. Poi: bevande alcoliche e tabacchi fanno +91% rispetto al 2002, i trasporti sono a +50,9% e i beni alimentari a +36,8%. Uno shock a tutti gli effetti, «perché l’inflazione effettiva complessiva rischia di erodere i salari di oltre tre punti nel biennio 2021-22».

LA UE STUDIA IL CAMBIO DI PASSO VERSO UN’UNIONE DELL’ENERGIA

Gas

Per contrastare l’emergenza energetica, l’Unione Europea tenta la via della «cooperazione rafforzata: gli Stati membri sono disponibili a compiere un passo avanti, in questo caso verso l’unione dell’energia». Ma le sfide sono tante: la prima, è quella che impone nel breve tempo soluzioni alla volatilità dei prezzi, in particolare del gas, per sganciarsi dalla dipendenza della Russia. Si va alla ricerca di fornitori alternativi, e i contatti di queste ultime settimane con Qatar, Norvegia, Azerbaijan e Stati Uniti sembrano aver dato discreti frutti. Poi, la Ue riflette ancora sugli acquisti e stoccaggi comuni del gas. Anche se «il livello di stoccaggio non è disponibile in tutti gli Stati membri e in circa la metà è vincolato da obblighi nazionali, come le riserve strategiche». L’Italia possiede la maggiore capacità di stoccaggio sotterrano (170,5 TWh) seguita da Germania (160) e Francia (120): l’obiettivo è non solo aumentare la capacità ma anche metterla in comune. In tutto questo, c’è anche la sfida delle zero emissioni nette di CO2 e altri gas serra. Che apre la questione della transizione green: «come arrivare al “carbon zero”? Con il gas fossile che ha un effetto serra 25 volte superiore a quello della CO2? Con il nucleare che promette di risolvere la questione delle scorie radioattive, ma tra qualche decennio?», si chiede il quotidiano economico.