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Piano casa, l’ok di Confartigianato: con le riqualificazioni benefici per le imprese

Piano casa, l’ok di Confartigianato: con le riqualificazioni benefici per le imprese

“Sanare piccole violazioni edilizie”: è questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del DL Piano Casa. Un pacchetto di misure specializzate con le quali, si legge nella relazione al provvedimento, “rimuovere quegli ostacoli (ricorrenti nella prassi) che determinano lo stallo delle compravendite a causa di irregolarità formali. Si tratta di misure finalizzate a tutelare anche il legittimo affidamento dei proprietari che, avendo legittimamente acquistato immobili in assenza di irregolarità risultanti da atti pubblici, si trovano nell'impossibilità di alienare i propri immobili, in forza della normativa sopravvenuta".
Le disposizioni contenute nel Decreto legge, insomma, vogliono facilitare la circolazione degli immobili e agevolare il recupero e la rigenerazione edilizia.

UN PASSO NELLA GIUSTA DIREZIONE
«Ben vengano gli interventi che contribuiscono a fare chiarezza e a superare incertezze normative e burocratiche mai risolte, semplificando la gestione del patrimonio immobiliare privato e favorendone la manutenzione”, sottolinea Confartigianato Imprese di fronte al DL approvato dal Consiglio dei Ministri. Un parere più che positivo, quello della Confederazione, che aggiunge: «Il provvedimento punta a definire una adeguata regolamentazione delle situazioni di irregolarità formale, causate da una normativa farraginosa, che impediscono il pieno godimento dei beni immobili, bloccandone anche la valorizzazione economica. In questo modo, si potrà ridare slancio al mercato immobiliare rimuovendo gli ostacoli che, pur non essendo rilevanti per gli interessi pubblici generali e per la sicurezza degli edifici e dei territori, rallentano la compravendita e impediscono la riqualificazione degli immobili”.

NESSUN CONDONO, MA IL DL SUPERA L’OSTACOLO DELLA “DOPPIA CONFORMITA’”
Se da un lato il DL Piano Casa non permette di regolarizzare gli abusi più gravi che assumono un impatto rilevate dal punto di vista urbanistico, dall’altro può superare quella “doppia conformità” istituita in Italia con la Legge 47/85. Un vero ostacolo alla “circolazione” degli immobili, perché la doppia conformità chiede di dimostrare all'amministrazione competente che l'intervento soggetto a sanatoria sia conforme alle normative urbanistico-edilizie sia al momento in cui sono stati eseguiti i lavori, sia al momento della presentazione della richiesta di sanatoria. Nello stesso tempo, però, il DL Piano Casa non può essere considerato un condono edilizio, perchè non permette di regolarizzare illeciti primari che risultano non rispondenti all’intero apparato di regole del vigente quadro normativo.

IL DL PIANO CASA: COSA PREVEDE
Il Decreto legge interviene con un nuovo pacchetto di modifiche al DPR n. 380/01 (Testo Unico Edilizia) che riguardano:

  • VEPA (Vetrate amovibili panoramiche) e pergotende (opere di protezione solari e agenti atmosferici): queste verranno inserite in edilizia libera, ma sarà obbligatorio rispettare le restanti normative edilizie e urbanistiche (piani regolatori, regolamenti edilizi…)
  • Lo stato legittimo: per immobili realizzati prima del 1967 (con possibili estensioni a date precedenti), quando non erano previsti i titoli edilizi, lo stato di fatto potrebbe essere riconosciuto come stato legittimo, permettendo la sanatoria di piccole irregolarità senza condonare abusi
  • Il mutamento d'uso urbanisticamente rilevante
  • Le tolleranze costruttive
  • La sanatoria edilizia mediante accertamento di conformità
  • La sanatoria edilizia delle parziali difformità
  • Gli interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività
  • Il fondo per la demolizione delle opere abusive presenti sul territorio comunale

AGEVOLARE LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Ancora Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese: «Si tratta di intervenire su situazioni che, oltre alle difficoltà di commercializzazione degli immobili, rendono spesso impossibile la riqualificazione, anche energetica, di interi edifici, come abbiamo riscontrato a proposito dei lavori di ristrutturazione sostenuti dagli ecobonus: le situazioni di lieve difformità nelle singole unità immobiliari (erroneamente definiti “piccoli abusi”) hanno spesso impedito o rallentato i lavori di riqualificazione energetica e per la messa in sicurezza di interi condomini».