
E SE PARLASSIMO DI FIDUCIA NEL FUTURO?
Polarizzazione: è la parola che meglio descrive il sentiment della popolazione italiana di fronte agli eventi, imprevedibili, che hanno interessato i nostri ultimi 20 anni di storia, dall’attacco alle Torri Gemelle (2001) alla guerra tra Russia e Ucraina (2022). Scrive il Sole 24 Ore che «viviamo in un “condominio globale” dove non vi è più alcuna azione che non abbia conseguenza sui vicini che coabitano». Le prospettive sulla situazione italiana ritornano ai livelli pre-pandemici: il 46,1% ritiene che resterà invariata, mentre il 33,2% (era il 30,6% nel 2019) pensa che peggiorerà. Il 45,2% prefigura un aumento delle difficoltà per il proprio territorio, in particolare per il sistema Paese (48,9%), mentre il 21,9% ipotizza uno sviluppo a livello territoriale e il 29,5% a livello nazionale. Diverso il sentiment verso l’Europa: «Il 37,9% degli italiani intravede una crescita degli altri Paesi continentali, il 32,4% prefigura un calo. E’ diffusa la convinzione che i Paesi partner europei siano avvantaggiati rispetto all’Italia». Il senso di incertezza verso il futuro (30%) aumenta anche rispetto all’anno della pandemia (24,8%), ma diminuiscono i pessimisti (41,6%) e aumentano gli ottimisti (28,4%). Maschi, adulti e anziani, laureati, imprenditori, residenti nelle aree di piccola impresa del Centro-Nord Est hanno fiducia nel futuro. Tra gli scettici, invece, ci sono donne, inattivi e lavoratori manuali residenti nel Mezzogiorno.
BOLLETTE, CAMBIA IL SISTEMA DI CALCOLO: RISPARMI FINO AL 40%

Si legge sul Corriere della Sera che «nel decreto Energia è stata introdotta una norma antispeculazione che potrebbe ridurre l’impatto dei prezzi del mercato. Infatti, cambiano le regole con cui l’Arera può fissare le tariffe da far pagare agli utenti in bolletta. L’obiettivo della nuova norma è bloccare la speculazione finanziaria ancorando il prezzo del gas ai contratti reali e non al Ttf olandese». Il risparmio potrebbe arrivare al 40%, considerando che oggi il gas al Ttf è scambiato intorno ai 100 euro a megawattora mentre ne costa agli importatori circa 60. A inizio marzo, mentre il metano importato costava 0,60 euro al metro cubo, nei contratti “forward” alla Borsa di Amsterdam si arrivava a valori ben più alti, vale a dire a 1,60 euro. La norma non introduce un vero tetto al prezzo del gas, come richiesto dall’Italia all’Europa, ma pone un argine alla spirale rialzista.
LA DOP PER ARTIGIANI E INDUSTRIA. UNO SCUDO ANCHE PER LE VENDITE ONLINE
Scrive Italia Oggi che «sul mercato arriveranno produzioni artigianali e industriali Dop e

Igp». La proposta di regolamento della Commissione Ue punta ad «estendere lo scudo dei prodotti tipici anche a produzioni note per il loro particolare legame al territorio d’origine. Così se ne tutelerà la proprietà intellettuale, l’originalità e l’autenticità». La proposta prevede una protezione che permetta ai consumatori di riconoscere più facilmente la qualità di questi prodotti e, al contempo, ai produttori di promuovere, attrarre e mantenere competenze e posti di lavoro nelle regioni di origine delle produzioni. Attraverso questa protezione, «viene potenziata l’azione di contrasto ai prodotti contraffatti, inclusi quelli venduti online». La registrazione delle IG sarà semplice e a costi contenuti. Due gli step: in una prima fase saranno i produttori a dover presentare l’istanza di IG ad un’autorità designata dallo stato. Questa, a sua volta, trasmetterà all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) la domanda ritenuta idonea, affinché sia ulteriormente valutata e approvata. I produttori potranno anche presentare un’autodichiarazione di conformità dei prodotti.
LAGARDE: L’INFLAZIONE RESTERA’ ALTA. TASSI FERMI

Si legge sul Corriere della Sera che «la Bce prende tempo sul rialzo dei tassi nell’eurozona. Pur in presenza di un tasso di inflazione in area euro al 7,5%, il consiglio direttivo dell’Istituto di Francoforte non ritiene ancora appropriato procedere a manovre restrittive, come hanno invece fatto la Federal Reserve americana e altre banche centrali». Tuttavia, una decisione la Bce l’ha già presa: «Il “bazooka” degli acquisti di titoli da parte della Bce andrà presto in pensione. Ad aprile gli acquisti saranno pari a 40 miliardi di euro, a maggio 30 miliardi e a giugno 20 miliardi. Le operazioni di acquisto dovrebbero concludersi nel terzo trimestre, ma non è stato ancora deciso esattamente quando». I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale restano quindi fermi rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. La Banca d’Italia stima che nei primi tre mesi dell’anno il Pil possa essersi ridotto di poco più di mezzo punto percentuale.