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VARESE RIPARTE DALLE STAZIONI, E LA CITTA’ SI TRASFORMA
«Il progetto Stazioni, nel frattempo ribattezzato Varese Futura, è a metà strada – si legge sulla Prealpina – ed entro pochi mesi cominceranno a vedersi i primi interventi di riqualificazione di un’area urbana di quasi 50mila metri quadrati di superficie per un intervento da 18 milioni di euro». Con la fine dell’anno si completerà il centro diurno, poi sarà la volta del sottopasso e del bus terminal. Già completati, invece, i lavori all’interno della Stazione dello Stato grazie ai fondi arrivati dal Governo con il bando periferie che ha premiato l’idea varesina «di mettere mano ad una zona complessa e degradata per renderla più bella, funzionale e vivibile». Così, gli edifici fatiscenti nell’area interna alla Stazione Fs saranno sostituiti con nuove aree verdi, Piazzale Trieste diventerà una grande piazza aperta, ci sarà un grande collegamento pedonale tra la piazza e Giubiano con un sottopasso che da via Del Ponte – poco sotto l’incrocio con via Buonarroti – porterà direttamente alle stazioni, ai vari scali ferroviari e al piazzale Trieste. Tutt’intorno una grande area pedonale che collegherà le due stazioni tra loro e con il centro città. L’intervento interesserà anche le strade circostanti: piazza Biroldi, via Del Ponte, piazzale Kennedy, viale Milano, via Morosini e Piazza XX Settembre.
DUE MEGA PROGETTI DI RIGENERAZIONE: BUSTO CORRE
Busto Arsizio «vanta doppi collegamenti con la metropoli e vaste aree da riqualificare accanto alle stazioni», scrive la Prealpina. Per la zona attorno alle Nord si sono già portati a casa 15 milioni di euro, ed ora le energie si concentreranno sulle Ferrovie dello Stato. In tutto si parla di 389mila metri quadrati da far rivivere con soluzioni urbanistiche moderne: si tratta della superficie più estesa tra gli scali lombardi dopo il Farini di Milano. I progetti, da realizzare con FS Sistemi Urbani Srl, saranno sottoposti entro fine mese alla giunta Antonelli. Alcuni fra i tratti primari del progetto sono: molto verde, attenzione al benessere, servizi alla persona, residenze. La rigenerazione delle ferrovie Nord coinvolge, invece, privati, istituzioni, Università dell’Insubria e ovviamente le Nord. «Al cuore di tutto – si legge sul quotidiano varesino – c’è un parco che attraversa tutta l’area da via Magenta fino ai Tre ponti. Da piazza Plebiscito a via Ugo Foscolo ci penseranno le Ferrovie Nord nell’ambito di un progetto che riguarda le stazioni sull’asse Milano-Cadorna-Malpensa in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026». Il Comune ha anche previsto uno studentato, senior living e una struttura commerciale di media distribuzione.
SARONNO: CACCIA AL POSTO, MA NON OVUNQUE
«C’è chi ha parcheggi in grande quantità, con l’imbarazzo della scelta, e chi li chiede a gran voce perché non trova un posto libero; poi c’è chi ne avrebbe disponibili a decine ma non li usa perché lontani qualche centinaio di metri dalla stazione. E’ la situazione che si vive nei comuni del Saronnese, dove la caccia al parcheggio è un incubo dappertutto tranne nella città degli amaretti dove l’apertura dell’area ex De Nora ha permesso di tirare un sospiro di sollievo a chi è a caccia di un posto per la sua auto: 400 quelli disponibili», si legge sulla Prealpina. A Cislago, nelle vie Donatello e Vespucci, sono stati istituiti i dischi orari di due ore eccetto i residenti con pass. Caronno Pertusella va a caccia di soluzioni: si propone di far pagare «ai non residenti un euro per lasciare la vettura tutto il giorno. I pendolari continuano a posteggiare nelle aree limitrofe, davanti alle abitazioni, rischiando la multa. Disponibile la vicina area di sosta in via Tevere, gestita da Saronno Servizi».
GALLARATE PENSA AI PENDOLARI E DIALOGA CON LE FERROVIE
«Realizzare parcheggi nello scalo merci della stazione di Gallarate non è una novità», si legge sulla Prealpina. Un problema che si lega ai pendolari costretti a lasciare le auto lungo le vie del rione Sciarè e che crea problemi alla viabilità e ai residenti in zona che non hanno un box. L’impegno è quello di realizzare un parcheggio dedicato ai pendolari sfruttando le aree dismesse, ma per farlo «bisogna confrontarsi con Rete Ferroviaria Italiana». In realtà, un progetto c’era e interessava l’area dove sorge lo scalo merci, ma non si è realizzato «per i paletti messi da Rfi e i relativi costi da sostenere: palazzo Borghi avrebbe dovuto trovare i fondi per realizzare la pavimentazione, l’illuminazione, la manutenzione, la guardia dell’area senza però far pagare la sosta. Il tutto per una cifra che, ai costi attuali, si aggira tra i 300 e i 400mila euro».