
Palare con Vito Artioli, designer delle scarpe di lusso dall’anima artigiana che neppure i cinesi sono mai riusciti a copiare, ha sempre significato porre l’accento sul lavoro, umile e meticoloso, di chi – come ha sempre fatto suo padre Serafino, fondatore dell’azienda – si pone al servizio del cliente. Vito Artioli ci ha lasciato pochi giorni fa a Tradate: avrebbe compiuto 86 anni a luglio. I funerali si terranno martedì 8 marzo, alle ore 15.30, nella chiesa prepositurale di Santo Stefano a Tradate.

Uomo entusiasta della vita e del proprio lavoro, ha saputo trasmettere tutta la sua passione per «il lavoro lento e di precisione» al figlio Andrea, che all’azienda ha dato una marcia in più seguendo gli esempi di nonno e papà. Da sempre vicino al mondo dell’associazionismo, Artioli si è distinto per impegno e capacità di coinvolgimento: prima come Presidente della Camera di Commercio di Varese (dal 1972 al 1982) e poi nell’Associazione Artigiani della provincia di Varese (poi Confartigianato Imprese Varese) della quale è stato Presidente dal 1989 al 1995.
Imprenditore che mai ha rinunciato a quell’artigianato artistico nel quale, ci aveva detto nel lontano 2006, si trova l’unicità di un prodotto «su misura, molto curato, originale e all’avanguardia. E’ questo che fa la differenza, questo che rende l’Italia unica dal punto di vista della produzione artigianale. Noi abbiamo nel Dna la creatività, il gusto del bello – diceva ancora Artioli – la storia dell’artigianato italiano lo dimostra. Non dobbiamo rinunciarci per nessuna ragione al mondo, tanto meno perché qualcuno ci fa concorrenza sleale».
E in quest’ottica, proprio in quel 2006, l’allora Associazione Artigiani promuoveva una petizione per chiedere alle istituzioni la tutela del “Made in Italy”: più di 700 firme arrivarono all’Unione Europea per chiedere l’introduzione dell’obbligo di indicare il Paese nel quale avveniva la fabbricazione di tutti i prodotti circolanti in Europa, da qualunque parte essi arrivassero.
La storia dell’Artioli è storia di impresa famigliare, come lo sono quelle che animano

l’economia italiana: il testimone è passato da padre in figlio per tre generazioni; il mondo lo si è conquistato a suon di modelli esclusivi che hanno calzato Gary Cooper e Michael Jackson, Elton John e Prince, Barack Obama e Donald Trump, Papa Wojtyla; le sue linee non hanno confini e le si può trovare nei tanti negozi monomarca aperti da Dubai ad Abu Dabi, da Parigi a Londra e da Macao a Tokyo.