
TESSILE, SBLOCCATO IL FONDO PERDUTO. MA SI TUTELINO I POSTI DI LAVORO
Lo scrive il Sole 24 Ore: “Si sbloccano i contributi a fondo perduto previsti dal decreto rilancio del 2020 per il settore tessile, moda e accessori. Anche l’attività di design di moda, oltre alla lavorazione di pietre preziose e semipreziose per gioielleria e per uso industriale, è stata inclusa tra le attività agevolabili con i 5 milioni di euro previsti. L’integrazione dei codici Ateco (rispetto alla lista di 38 voci definita lo scorso dicembre) è l’atto che disincaglia gli incentivi”.
La misura finanzia progetti d’investimento e, in particolare “l’acquisto e l’installazione di nuovi macchinari, licenze software e la creazione di tessuti derivanti da fonti rinnovabili e dal riciclo di materiali usati. Il contributo a fondo perduto verrà concesso per il 50% delle spese ammissibili, che dovranno essere comprese tra 50mila e 200mila euro”.
Possibili, però, anche altri interventi: bonus diretti alla domanda, contributi per l’e-commerce, bandi per la transizione digitale, fondi per progetti “verdi”, potenziamento del tax crediti su design, estensione del credito di imposta sulle rimanenze di magazzino, rete di punti di riciclo degli scarti di lavorazione, revisione del regime patent box”. Confartigianato Imprese sottolinea che l’utilizzo del fondo “va accompagnato alla tutela dei posti di lavoro, unica via che garantisce la filiera e questo pezzo centrale dell’economia del Paese”.
CONTRIBUTI, OK ALLO SCONTO PER I LAVORATORI AUTONOMI

La Commissione europea ha dato il via libera a due misure di sostegno per lavoratori e imprese. Ne scrive il Sole 24 Ore:
RIFORME FISCALI INNOVATIVE PER FAVORIRE GLI INVESTIMENTI
Dal Sole 24 Ore: “Il risparmio degli italiani deve essere opportunamente, fiscalmente, incentivato verso gli investimenti produttivi. Ecco perché chi compra e vende sui mercati deve essere distinto fiscalmente di risparmiatori, in particolare in proporzione alla durata degli investimenti”. La riforma si deve porre come obiettivo quello di “diffondere l’azionariato popolare, rafforzare le radici e la solidità anche prospettica delle imprese. E lo Stato ne trarrebbe benefici fiscali. Però, prima di tutto bisogna superare un equivoco tra il concetto di “rendimento” e quello di “rendita”. I risparmiatori che hanno parcheggiato denaro sul conto corrente possono essere incoraggiati ad investire dai rendimenti del “capitale di rischio” e dai relativi livelli di tassazione. La rendita, invece, è priva di rischio e implica una posizione di privilegio. “Innovative riforme fiscali a favore del risparmio – prosegue il quotidiano economico – sono indispensabili e urgenti per favorire gli investimenti liberi e responsabili, e rafforzare la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.