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Altri aiuti dal Fondo perduto, ma non per tutti. Poi, la lunga lista di sconti fiscali che vale 53 miliardi di euro

Altri aiuti dal Fondo perduto, ma non per tutti. Poi, la lunga lista di sconti fiscali che vale 53 miliardi di euro

FONDO PERDUTO, PIATTO PIU’ RICCO. MA NON PER TUTTI
Si legge su Italia Oggi che “il nuovo pacchetto di contributi a fondo perduto del decreto Sostegni bis andrà sia ai soggetti penalizzati in termini di fatturato anche nel 2021, sia a quelli esclusi dagli incentivi automatici erogati precedentemente senza necessità dell’invio dell’istanza”.

  • Soggetti che hanno fruito del contributo. Questi possono optare per il contributo a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato/corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 sia inferiore al meno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturo/corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.
  • Soggetti che non hanno fruito del contributo. A questo soggetti spetta un contributo determinato in misura pari all’importo ottenuto applicando le seguenti percentuali alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato/corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020: 90% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100mila euro; 70% per ricavi superiori a 100mila euro e fino a 400mila euro; 50% per ricavi superiori a 400mila euro e fino a un milione; 40% per ricavi superiori a un milione di euro e fino a 5 milioni; 30% per ricavi superiori a 5 milioni.

DETRAZIONI FISCALI A VALANGA: LUNGA LA LISTA DEGLI SCONTI
Nel 2011 erano 241, mentre nel 2020 sono arrivate a 602: Italia Oggi scrive delle voci che riguardano le agevolazioni fiscali presenti nell’ordinamento tributario italiano. Una vera giungla di “sconti” che permette ai contribuenti di pagare meno tasse, incidendo sulla quantificazione dell’imposta concretamente applicabile. Il quotidiano economico pubblica la top ten degli incentivi:

  • Quelli per immobili e ristrutturazioni, anche per il risparmio energetico, valgono 21 miliardi di euro; quasi il 40% del totale;
  • Il “bonus Renzi” da 80 euro al mese vale 11,3 miliardi (21%);
  • Le detrazioni per spese sanitarie, istruzioni e attività sportive dei figli valgono 10,3 miliardi (19,50%);
  • Ricerca e sviluppo fa 3,1 miliardi (5,77%);
  • Le agevolazioni per favorire il risparmio e gli investimenti finanziari raccoglie 2,6 miliardi (4,99%);
  • Per le piccole imprese il valore è di 1,4 miliardi (2,72%);
    Per il lavoro si arriva a 684 milioni (1,28%).

L’AVVENTO DEL GDPR: DECUPLICATE LE SANZIONI PECUNIARIE PRIVACY
“Il fulcro del Gdpr (il Regolamento Ue sulla protezione dei dati) è costituito dalle sanzioni amministrative pecuniarie: quelle incassate sono decuplicate; aumentano del 50% le segnalazioni e i reclami; sanzioni e provvedimenti correttivi fanno +20%”, si legge su Italia Oggi. La scelta del legislatore, quella di alzare in generale l’asticella dell’importo delle sanzioni, “comporta un incremento significativo, sul piano sanzionatorio, anche a riguardo delle più lievi sanzioni applicate a Pmi, piccoli locali e così via. Insomma, tutto è sanzionato. Anche le più lievi violazioni formali. Ne consegue che, nell’ultimo anno pieno dell’era del codice della privacy, “l’incasso di sanzioni amministrative si è attestato alla cifra di 3 milioni e 800mila euro balzata, per il 2020, a 38 milioni di euro. In un solo anno, il 2020, si è incassato ben di più di quanto incassato dal 2012 al 2019 (pari a 34 milioni di euro”.

I VESTITI NUOVI DI IRPEF E IRAP COSTERANNO 15 MILIARDI
Lo scrive il Corriere della Sera: “La riforma delle imposte sulle imprese e sulle persone fisiche sta riscuotendo consensi abbastanza trasversali nelle Commissioni parlamentari. Però, non si affronta in modo sistematico il nodo dell’impegno economico legato all’abbassamento degli oneri per il ceto medio”. Sono due le ipotesi sulla carta: la prima riguarda l’abbassamento dell’aliquota media effettiva dell’imposta sulle persone fisiche (Irpef), in particolare per chi ha un reddito fra 28mila e 55mila euro e rientra così in uno scaglione di prelievo che sale bruscamente al 38%. La seconda ipotesi, invece, prevede il “superamento” dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), perché questa grava in particolare sugli investimenti e la creazione di posti di lavoro. Ma il gettito Irap potrebbe essere assorbito in tutto o in parte dall’Ires, l’imposta sul reddito delle società. I costi di questa operazione? Tra i 10 e i 15 miliardi di euro.