News

Apprendistato e alternanza scuola-lavoro: strategie di crescita per imprese e giovani

Apprendistato e alternanza scuola-lavoro: strategie di crescita per imprese e giovani

Il miglior investimento per il futuro delle aziende è quello in capitale umano. In collaboratori preparati, con competenze che non siano solo hard (conoscenze tecniche) ma anche soft (qualità relazionali), capaci di trainare competitività e innovazione.
Gli imprenditori scommettono su quei giovani che, portando in azienda idee innovative e progettualità, danno nuovi stimoli alla continuità aziendale. Ma per farlo bisogna investire in quella formazione che permette a imprese e lavoratori di connettersi velocemente. Una connessione ancora debole, ma che è sempre più necessaria per passare dalla teoria alla pratica. Dal sapere al fare. Una somma di fattori che porta ad un solo risultato: il “saper fare”.

APPRENDISTATO MA NON SOLO
Un percorso che nella Manovra di Bilancio 2024 si concretizza con un aumento di risorse, 50 milioni di euro per quest’anno, destinate ai percorsi formativi relativi ai contratti di apprendistato duale e ai percorsi di alternanza scuola-lavoro. Due cardini nei quali Confartigianato Imprese ha sempre creduto. E sui quali è intervenuto spesso, di fronte al Governo, per sollecitare il sostegno a strumenti che non solo educano al lavoro, ma portano direttamente nelle aziende.
Ma la formazione è un grande contenitore nel quale ci si deve orientare, ed è per questo che affidarsi a professionisti seri e preparati fa la differenza. Formare e riqualificare dipendenti e titolari, infatti, rientra in un percorso che va costruito in base alle specificità delle singole aziende. È una questione di bisogni, tecnici ma non solo, che solo un piano formativo personalizzato può soddisfare in pieno.

IL SUCCESSO DI UN’AZIENDA DIPENDE DA COLLABORATORI QUALIFICATI
In un mondo che corre verso Industria 5.0 (una maggiore integrazione tra uomo e macchina per rendere le aziende ancora più sostenibili), cambiano prospettive ed esigenze di imprese e scuole. Che dovranno sempre più collaborare fra loro entrando le une nelle altre.
Ed è proprio l’apprendistato duale a offrire un contributo concreto per agevolare l’ingresso dei giovani in azienda. Perché risponde ad un imperativo più che mai attuale: il successo di un’impresa dipende da dipendenti qualificati. Grazie a un percorso che è fatto apposta per superare lo “skill mismatch”, cioè il mancato incontro tra le competenze acquisite a scuola e le professionalità richieste dal mercato del lavoro.

IMPRESE E GIOVANI SEMPRE PIU’ VICINI CON GLI ITS
Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono l’anello di congiunzione tra scuola e lavoro: assicurano un tasso di occupazione superiore all’80%, i percorsi formativi sono direttamente legati alle richieste del mercato grazie al coinvolgimento diretto degli imprenditori (a questi è affidato il 60% del monte ore complessivo dei corsi); la formazione tecnico-scientifica è mirata e flessibile.
Investire sugli ITS dovrà essere un must di questo 2024, perché le imprese hanno la possibilità di entrare in contatto diretto con giovani che hanno competenze adeguate, li possono inserire negli ambienti di lavoro in tempi ridotti, l’organizzazione ne beneficia perché ha a disposizione studenti che permettono di mantenere gli standard competitivi richiesti dal mercato, si migliora l’employer branding dell’azienda.

I VANTAGGI DELL’APPRENDISTATO DUALE
Nata in Germania, la formazione duale inizia a diffondersi in Italia dal 2015. E il vantaggio che offre ai giovani è principalmente uno: lo studente occupa metà del suo tempo in lezioni teoriche e l’altra metà in attività pratiche all’interno dell’azienda. In breve, non si impara “un” lavoro ma “quel” lavoro di cui ha bisogno l’impresa. I vantaggi:

  • Una volta terminato il periodo di prova (in azienda) e quello di formazione (in aula), il giovane viene assunto con un contratto a tempo indeterminato
  • Il giovane ottiene due risultati nello stesso tempo: un titolo di studio e un posto di lavoro
  • Il giovane può impegnarsi in mansioni che non sono normalmente consentite durante uno stage
  • Il giovane, una volta entrato come apprendista, resta all’interno dell’azienda
  • Sostiene l’occupazione perché facilita l’incontro tra domanda aziendale e offerta del mercato
  • Migliora la sinergia tra istituti formativi e mondo del lavoro
  • Aumenta la qualità dei processi educativi perché sviluppa nuove competenze professionali
  • La formazione in azienda si modella sulla tipologia produttiva dell’azienda e gli apprendisti imparano “sul campo”
  • L’imprenditore ottiene gravi contributivi, tagli fiscali e incentivi economici
  • L’impresa riceve una spinta innovativa perché porta al suo interno profili professionali ritagliati sulle proprie esigenze produttive
  • Consente alle imprese di operare in prospettiva, avvalendosi di risorse consapevoli e motivate da far crescere seguendo percorsi mirati e funzionali alle specifiche esigenze
     

SCOPRI CONFARTIGIANATO IMPRESE VARESE

Margherita