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Autonomia differenziata: sì alla riforma, ma deve migliorare la qualità dei servizi pubblici

Autonomia differenziata: sì alla riforma, ma deve migliorare la qualità dei servizi pubblici

Autonomia differenziata: Confartigianato apprezza l’intento del Governo di voler dare attuazione al Titolo V della Costituzione. Una storia che dura da più di 20 anni, perché la riforma del titolo V – che trasferiva molti poteri dallo Stato centrale alle Regioni, dando di fatto piena attuazione all’articolo 5 della Costituzione con il quale si riconoscono le autonomie locali quali enti esponenziali preesistenti alla formazione della Repubblica – risale al 2001, con la legge n. 3 del 18 ottobre. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri, è entrato nel vivo del suo iter parlamentare. E Confartigianato si augura che possa contribuire ad aumentare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici a livello locale, all’insegna della responsabilizzazione della governance regionale, per inserirsi all’interno di politiche nazionali orientate alla crescita e alla competitività del sistema produttivo e ispirate al valore della responsabilità tra i territori.

Quindi, semaforo verde per quanto riguarda:

  • La semplificazione delle procedure, la sburocratizzazione e la distribuzione delle competenze
  • Le funzioni amministrative, ricollegabili alle materie oggetto di trasferimento alle Regioni, devono essere a loro volta attribuite agli enti locali, valorizzando la prossimità ai territori delle funzioni svolte e rendendo queste ultime maggiormente aderenti ai bisogni del tessuto produttivo e sociale

Alcune riflessioni, invece, fanno fatte:

  • Sul procedimento per l’approvazione delle intese tra Stato e Regione: Confartigianato chiede che il ruolo del Parlamento non sia limitato alla mera ratifica dell’intesa tra governo centrale e regionale ma possa pronunciarsi ad ampio raggio
  • Sulla definizione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) attraverso lo strumento del Dpcm, che relega le Camere a una funzione meramente consultiva. Si ricorda che la determinazione dei LEP rappresenta una materia attribuita alla competenza esclusiva dello Stato, perché questi riguardano i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio della Repubblica
  • Sull’eccessiva frammentazione amministrativa: bisogna evitare il rischio che si moltiplichino le differenziazioni e le prassi sui vari territori. Questa potrebbe vanificare il processo di semplificazione orientato a standardizzare l’attività amministrativa attraverso la digitalizzazione per superare le differenze territoriali. Per le imprese, infatti, è assolutamente necessario proseguire sulla strada intrapresa dal Governo sulla semplificazione, standardizzazione e digitalizzazione. Per Confartigianato, infatti, la modifica dell’attuale riparto delle competenze legislative deve rispondere a valutazioni qualificate e dimostrate esigenze di differenziazione, che assicurino la migliore assegnazione delle materie individuando il punto di equilibrio tra istanze territoriali e necessità di raccordo statali

COSA E’ L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA
Con autonomia differenziata si intende il riconoscimento da parte dello Stato dell'autonomia legislativa a Regioni a statuto ordinario sulle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni o ad esclusiva competenza statale. Grazie alla riforma del titolo V della Costituzione, del 2001, le Regioni possono chiedere allo Stato competenza esclusiva su 23 materie di politiche pubbliche.
Oltre alle competenze, con la riforma approvata le Regioni potranno mantenere il controllo dell'intero gettito fiscale, che non verrà più distribuito a livello nazionale a seconda delle necessità collettive del momento.