News

Banche italiane a rischio, ma si dice addio all'Irap e arrivano gli aiuti alle imprese femminili

Banche italiane a rischio, ma si dice addio all'Irap e arrivano gli aiuti alle imprese femminili

L’OCCHIO DELLA BCE SUL CREDITO
Italia Oggi scrive che “le banche italiane sono a rischio se gli aiuti Covid vengono meno”. Secondo la Bce, sono cinque le criticità da risolvere nel 2022-2024:

  • Il possibile deterioramento della qualità degli attivi delle banche legato alla revoca delle misure di sostegno monetario e di bilancio
  • Il rischio di insolvenza dovuto all’incremento dei livelli di debito in vari segmenti dell’economia
  • L’esposizione delle banche verso i settori vulnerabili al Covid, compreso quello degli immobili non residenziali
  • Il continuo rincaro degli immobili residenziali e l’aumento del credito ipotecario, che hanno accresciuto l’indebitamento delle famiglie e la sopravvalutazione stimata dei prezzi degli immobili residenziali
  • La mancanza, da parte delle banche, di una solida trasformazione digitale e di meccanismi di governance adeguati a rendere i propri modelli imprenditoriali sostenibili a lungo termine

CRISI D’IMPRESA A PICCOLI PASSI

Crisi d'impresa

Si legge su Italia Oggi che “sono 70 le domande depositate, di cui 23 già formalmente inviate tramite la nuova piattaforma informatica delle camere di commercio e che hanno visto l’effettiva richiesta della nomina dell’esperto prevista dalla composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa (Cnc). Delle 70 domande, 47 potrebbero essere in corso di lavorazione, oppure sono state presentate da imprese curiose di conoscere come funziona il nuovo sistema. La maggioranza delle imprese, comunque, ha chiesto l’adozione delle cosiddette misure protettive del patrimonio”. Sono poche, invece, le aziende “sotto soglia”, cioè di piccola e piccolissima dimensione, che al momento hanno fatto ricorso alla procedura. E pochi sono anche gli esperti iscritti negli elenchi “perché si stanno ancora formando per acquisire il presupposto di legge: aver frequentato un corso di 55 ore”.

ADDIO ALL’IRAP PER 1 MILIONE DI DITTE INDIVIDUALI E PROFESSIONISTI
Scrive il Sole 24 Ore che “l’eliminazione dell’Irap sarà in vigore dal prossimo 1° gennaio con

Irap

effetto sull’anno d’imposta 2022. Ciò significa che i contribuenti interessati all’abolizione dovranno comunque pagare il saldo dell’annualità 2021, entro il 30 giugno 2022. Ne saranno interessati circa 1 milione di autonomi, ditte individuali, professionisti e anche gli artisti. Cantanti e attori su tutti”. Non sarà risolta, invece, la querelle dell’imposta sulle attività produttive per gli studi professionali associati: “Essendo soggetti collettivi, non potranno rientrare nell’esclusione in arrivo con la manovra per il 2022”.

IMPRESE FEMMINILI, AIUTI A FONDO PERDUTO E A LARGO RAGGIO

Imprese femminili

Ne scrive Italia Oggi: “In Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo della Manovra 2021 con i contributi a fondo perduto, e finanziamenti agevolati, alle imprese femminili che operano nei settori artigianato, industria, agroindustria, commercio, turismo e servizi”.

  • Contributi per imprese femminili costituite da meno di 12 mesi
    Programmi di spesa non superiori a 100mila euro: agevolazioni fino all’80% (elevabili al 90%) delle spese e comunque fino a 50mila euro
    Programmi che prevedono spese superiori a 100mila euro e fino a 250mila euro: agevolazioni fino a copertura del 50% delle spese ammissibili
  • Contributi e finanziamenti per imprese costituite da almeno 12 e da non più di 36 mesi
    Contributo a fondo perduto per il 50% della spesa; per il restante 50%, finanziamento a tasso zero fino all’80% della spesa
  • Imprese costituite da oltre 36 mesi
    Copertura dell’80% della spesa; il mix contributo e finanziamento agevolato si applica alle sole spese di investimento; per il capitale circolante sono concessi contributi a fondo perduto.