
CRISI D’IMPRESA, COMPOSIZIONE NEGOZIATA DAL 15 NOVEMBRE
Sono state approvate definitivamente dalla Camera le nuove misure per evitare l’insolvenza dell’imprenditore. Il Sole 24 Ore mette in rilievo i punti chiave delle misure che disciplinano la crisi d’impresa:
MANOVRA E SUPERBONUS, ESCLUSE LE VILLETTE

Una parte importante della discussione che sta interessando la prima manovra firmata dal governo Draghi è diretta al mondo dei bonus edilizi, a partire dal Superbonus al 110%. Ne scrivono il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore: “Il Superbonus è stato prorogato fino al 2025, ma dal 2024 scalerà al 70% e varrà solo per i condomini: escluse le case unifamiliari e gli edifici composti da due a quattro unità immobiliari indipendenti, e distintamente accatastate, per i quali la scadenza resta il 30 giugno 2022”. Il meccanismo di “decalage” porterà il Superbonus al 65% nel 2025. Ricordiamo che con il Superbonus, la detrazione Irpef corrisponde al 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 (che non possono superare i 96mila euro). Tra le ipotesi allo studio del governo, considerando quanto queste misure non sono solo fondamentali per fare ripartire l’economia ma aiutano anche l’emersione del nero, “potrebbe esserci l’agevolazione concessa in base alle fasce di reddito”. Altro tema caldo è il bonus facciate (agevolazione al 90%) in scadenza alla fine del 2021 e che non si intende prorogare. Nel frattempo, potrà essere usato anche per il 2022 da chi, entro il 31 dicembre 2021, avrà pagato almeno il 10% dei lavori. Prorogati, invece, gli altri bonus: ecobonus, sismabonus, giardini e mobili.
COVID 19: L’AZIENDA PAGA LA QUARANTENA
Si legge su Italia Oggi che “le quarantene dei dipendenti le pagano le aziende: tre giorni

interamente, il resto fifty fifty con l’Inps. Il decreto fiscale, infatti, ha cancellato la norma che dispone che i costi delle quarantene-malattia vanno sostenuti dallo Stato, e la sostituisce con una nuova norma che finanzia solo gli oneri dell’Inps connessi alle tutele delle quarantene-malattia dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021”. Conti fatti, stando alle stime della relazione tecnica al Dl fiscale, si può ipotizzare una spesa di 198 milioni di euro per il 2020 e di 183 milioni di euro per il 2021: “Soldi che i datori di lavoro avrebbero dovuto incassare e ai quali, invece, devono dire addio. Così come dovranno dire addio al rimborso degli oneri di malattia dal quarto al ventesimo giorno di quarantena (la durata media è di 14 giorni)”, continua il quotidiano economico. In estrema sintesi, la quarantena torna ad essere “malattia”, come è stato fino al 31 dicembre 2020. La norma riguarda tutte le quarantene: sorveglianza attiva, permanenza domiciliare o precauzionale.