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Carbon tax sulle imprese, credito a chi non inquina, Green Pass in azienda. E la Manifattura che alza il Pil

Carbon tax sulle imprese, credito a chi non inquina, Green Pass in azienda. E la Manifattura che alza il Pil

GREEN PASS IN AZIENDA, GLI IMPRENDITORI DICONO SI’
Lo dice un sondaggio di Confartigianato Varese su un campione di 420 aziende: il 57,9% dei titolari è favorevole all’obbligo di vaccinazione per l’accesso ai luoghi di lavoro, con l’eccezione dei casi incompatibili dal punto di vista sanitario. Solo il 16,6% ritiene che si tratti di una forzatura alla libertà personale. Contrario all’obbligatorietà, non prevista in Italia, ma favorevole alla deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di contagio è il 13,2% degli imprenditori. Minore, al 12,4%, la quota di aziende favorevoli a misure non coercitive, come il “green pass” con annessa opzione di destinare ad altri incarichi i lavoratori non vaccinati e, in ultimissima istanza, di procedere alla sospensione.

I QUATTRO PILASTRI DELLA CRESCITA ITALIANA: IN POLE POSITION LA MANIFATTURA

Manifattura

Ne scrive il Sole 24 Ore: “Manifattura, incentivi edilizi, attuazione puntuale del Pnrr e la credibilità di Mario Draghi sono i quattro pilastri sui quali poggia la vigorosa ripresa economica dell’Italia”. La manifattura si è irrobustita grazie al Piano Industria 4.0, che ha permesso alle nostre imprese di diventare molto competitive: “Mai siamo stati così forti per bilancia commerciale e dei pagamenti”. Il secondo pilastro è il boom che sta vivendo il settore dell’edilizia, spinto anche dagli incentivi varati negli ultimi tempi: “E se l’edilizia va bene, vanno bene anche i settori che traina: costruzioni di mobili, elettrodomestici, tecnologie per l’acqua, riscaldamento, illuminazione”.  Il terzo pilastro che porta la rivista “The Economist” a vedere, per l’Italia, un +4,4% del Pil nel 2022 e una crescita del 5% nel 2021 è “la convinzione che il Piano nazionale di ripresa e resilienza verrà attuato con concretezza e competenza”. Infine, Mario Draghi: lui “permette all’Italia di godere di un notevole livello di rappresentatività internazionale”.

UNA CARBON TAX PER FAVORIRE LA TRANSIZIONE ENERGETICA
Lo scrive Milano Finanza: “Tra gli obiettivi della riforma del fisco ci sarà anche quello di accompagnare l’Italia nella transizione ecologica. In ballo non c’è solo la volontà di virare dai sussidi ambientalmente dannosi a quelli favorevoli all’ambiente, ma anche a destinarli a chi investe in processi di riconversione e nuove tecnologie. Per farlo, il governo non esclude di ricorrere a quote di emissioni possibili per le attività economiche, il cosiddetto carbon budget”. Superate le soglie, l’imposizione sarà legata alle emissioni e allo sfruttamento delle risorse naturali, fissando imposte sul carbonio. In sintesi, il governo vuole spostare il carico dal lavoro a chi inquina per trovare le risorse necessarie al finanziamento della transizione e tamponare le eventuali ricadute sociali.

CREDITO SOLO PER IL GREEN
“Intesa Sanpaolo azzera il credito agli impianti che usano carbone”, si legge su Milano Finanza. Il gruppo, che ha

Green

introdotto regole dedicate per il settore oil (petrolio) e gas non convenzionale, si impegna infatti “ad azzerare entro il 2025 la quota di servizi finanziari verso controparti appartenenti al settore dell’estrazione del carbone. Inoltre, vengono rivisti i limiti e le esclusioni per il settore della generazione di energia elettrica da carbone, dando rilievo ai piani di transizione delle aziende operanti in tale settore”. Anzi, le imprese che daranno il via alla transizione verranno sostenute attraverso finanziamenti volti alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

EXPORT: LE PMI E LA SFIDA DELL’E-COMMERCE
“In Italia le piccole e medie imprese generano quasi il 70% del valore aggiunto dell’economia”, scrive Milano Finanza. Anche grazie all’e-commerce, cresciuto in tutto il Paese e con un tasso annuale atteso del 10% entro il 2023. Secondo un’indagine UPS e Nathan Inc. sulle Pmi di nove Paesi nel mondo (in Italia ne sono state intervistate 69 attive in diversi settori), “l’84% del campione dice che la rete aumenterebbe le vendite; il 59% sostiene che l’e-commerce attrae nuovi clienti, mentre il 49% afferma che vendere online agevola l’espansione in nuovi mercati”. Le opportunità non mancano, ma neppure i problemi: per vendere oltreconfine le imprese devono affrontare costi doganali, passaggi burocratici e problemi legati alla protezione della proprietà intellettuale. E’ per questo che gli imprenditori chiedono “formazione on e offline, un facile accesso al credito e la conoscenza di programmi di promozione dell’export di e-commerce”.