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Caro bollette: crisi insostenibile. Le imprese chiedono un prezzo controllato dell'elettricità e del gas

Caro bollette: crisi insostenibile.  Le imprese chiedono un prezzo controllato dell'elettricità e del gas

BOLLETTE, TETTO AI PREZZI ANCHE PER LA LUCE. E SI GUARDA AL NUCLEARE
Scrive il Corriere della Sera che «il governo è pronto ad altri interventi massicci per fare fronte al caro energia». Da parte delle imprese, le richieste arrivano forti e chiare: «La prima è quella di avere un prezzo controllato dell’elettricità e del gas. Altra proposta, è la drastica semplificazione delle regole sull’impianto e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per sbloccare il settore superando i problemi legati ai procedimenti autorizzativi». La misura più forte sulla quale sta lavorando il governo è, dunque, la fissazione di un tetto al prezzo dell’energia elettrica e del gas che oggi non sono consentite. I nuovi interventi si sommerebbero all’azzeramento degli oneri di sistema in vigore fino alla fine di giugno, «che però pesano sulla bolletta della luce per meno di un quarto e solo per il 4-5% su quella del gas. Lo Stato non si limiterà a tagliare gli oneri impropri di carattere fiscale, ma si farà carico di una parte del costo dell’energia». Altre misure riguardano il risparmio di energia, con la modifica delle norme sulle temperature massime consentite per il riscaldamento (potrebbero essere ridotte di uno o due gradi) e quelle sull’orario di accensione degli impianti previsto nelle diverse zone climatiche del Paese. A sostegno delle imprese, che lamentano difficoltà nelle forniture, potrebbero essere introdotti dazi e autorizzazioni alle esportazioni di materie prime strategiche e non. Infine si apre al nucleare, «che per raggiungere un’autonomia energetica deve essere reintrodotto in Italia».

INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LIBERARE L’ITALIA DAL GAS DELLA RUSSIA

Pannelli fotovoltaici

Lo scrive l’economista Leonardo Becchetti su Il Sole 24 Ore: «Da luglio 2021, dal governo sono stati stanziati circa 11 miliardi per il contenimento del costo delle bollette elettriche; altri 8 sono stati spesi dai consumatori come extra costo: se avessimo utilizzato questa cifra in detrazioni fiscali per pannelli fotovoltaici non avremmo più bisogno di gas russo». L’economista propone «un incentivo per le imprese simile a quello per l’utenza residenziale: una detrazione del 30% senza cessione del credito per acquistare pannelli e pome di calore. Con questi, la nostra dipendenza dal gas verrebbe annullata in brevissimo tempo perché i pannelli si possono installare in pochi giorni e da subito possono concorrere ad abbattere il consumo. Le pome di calore, alimentate ad energia elettrica, consumano invece un quarto rispetto alle caldaie a gas con un impatto significativo sulla qualità dell’aria». Ma i vantaggi sono anche altri: «Per un imprenditore, uno dei maggiori problemi è la variabilità del costo dell’energia che aumenta il rischio della sua attività. I pannelli in autoconsumo eliminano per 20-30 anni una spesa energetica elevata e annullano tale variabilità. Il riscaldamento diurno non “brucia” più gas utilizzando le pome di calore, ma utilizza l’energia del sole». Infine, sostituire tutto il gas russo con impianti fotovoltaici consumerebbe «una superficie minima, per esempio meno dello 0,5% - conclude Becchetti - per pannelli installati sui terreni abbandonati italiani».

LA CRISI SARA’ LUNGA, RIDURRE SUBITO I CONSUMI
Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, dice a La Stampa che «questa è 

Gas

un’emergenza senza precedenti, destinata a durare a lungo, e le cose da fare sono subito due: riaprire le centrali a carbone come accade in mezza Europa e iniziare a spegnere la luce e ridurre i consumi». Anche perché la via per sganciarsi dalla Russia non è così breve: «Per il raddoppio delle forniture dal Tap servono quattro anni, per il rigassificatore di Porto Empedocle ce ne vogliono tre e anche per Gioia Tauro ce ne vorranno altrettanti. E le estrazioni di gas non possono arrivare a 5 miliardi di metri cubi in fretta: servono nuove concessioni e bisogna tornare a fare esplorazioni dopo 15 anni». E se per Tabarelli «il tetto al prezzo è sacrosanto, sugli acquisti comuni ho qualche riserva perché non credo incideranno sui meccanismi del settore». Insomma, «è sbagliato pensare che questa crisi si risolverà con qualche correttivo: dobbiamo razionare i consumi, già in questi giorni in cui fa ancora freddo bisogna spegnere la luce e abbassare il riscaldamento».

APPALTI, REVISIONE DEI PREZZI E TUTELA DELLE PMI

Appalti

Italia Oggi elenca le novità del disegno di legge delega in materia di contratti pubblici approvati dall’aula del Senato e, ora, all’esame della Camera: «Revisione prezzi obbligatoria a regime, anche se limitata ad eventi imprevedibili; tutela delle piccole e medie imprese; divieto di utilizzo del sorteggio o di altri meccanismi automatici per la selezione degli invitati nelle procedure negoziate; obbligo in tutti gli appalti di applicazione dei criteri ambientali minimi; valorizzazione della partecipazione delle “imprese di prossimità”». Su quest’ultimo punto, in particolare, si chiede che nel nuovo codice «si preveda la possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti in lotti sulla base di criteri qualitativi o quantitativi, nonché il divieto di accorpamento artificioso dei lotti».