
CARO-BOLLETTE: L’UNIONE EUROPEA PENSA AGLI STOCCAGGI COMUNI
Si legge sul Corriere della Sera che “non c’è accordo tra i Paesi su come affrontare nel medio e lungo termine la corsa dei prezzi dell’energia ed eventuali nuove crisi”. A dare la linea ci ha pensato la presidente Ursula von der Leyen: “Il 90% del gas che usiamo è importato e questo non è sostenibile. Dobbiamo discutere una riserva strategica europea e la possibilità di appalti comuni. Per rendere il sistema energetico più resiliente agli choc è necessario investire nelle rinnovabili, ma c’è anche bisogno di fonti stabili: il nucleare e, durante la transizione, il gas”. E’ quello che farà la Francia. E’ chiaro che “la transizione verde – ha detto il commissario all’Economia Paolo Gentiloni – non è l’origine del problema ma potrebbe essere la soluzione”. Insomma, “lo stoccaggio è l’ipotesi caldeggiata e quella più facilmente realizzabile”, scrive la Repubblica. Nel frattempo, la compagnia russa Gazprom ha approvato la procedura di riempimento di gas in cinque depositi di stoccaggio sotterranei europei. Ma, ha aggiunto la presidente von der Leyen, “la dipendenza da Mosca è ormai eccessiva”.
DECRETO ANTI-RITARDI PER LE RINNOVABILI: MENO BUROCRAZIA ED EOLICO IN MARE

Il governo italiano vuole recuperare le lentezze che si sono accumulate negli ultimi anni. E per accelerare la transizione dai combustibili tradizionali alle fonti rinnovabili, ha elaborato una strategia che si basa su tre pilastri. Ne scrive la Repubblica:
Non c’è tempo da perdere, anche perché “l’Italia è stata retrocessa al 34esimo posto per le politiche insufficienti nel raggiungimento degli impegni che dovrebbero portare alla riduzione delle emissioni del 65% entro il 2030”.
VILLETTE E 110%: TAGLIOLA SUI TEMPI E CONTROLLI PREVENTIVI SUI BONUS
Si legge sul Sole 24 Ore che “nel testo della legge di bilancio che ancora si fa attendere in

Senato, la proroga del Superbonus per le abitazioni unifamigliari resterà vincolata al tetto Isee da 25mila euro”. Però c’è un nuovo meccanismo allo studio del governo: “Le villette potranno utilizzare il Superbonus solo se i proprietari riusciranno a presentare entro il 1° marzo la comunicazione di inizio lavori (Cila), oppure se raggiungeranno il 60% dei lavori entro i primi sei mesi dell’anno. Quest’ultimo vincolo, però, potrebbe essere più morbido: si sta lavorando, infatti, per offrire il Superbonus a chi completa almeno il 30% dei lavori entro giugno”. Saranno più veloci, invece, i tempi del decreto legge con il quale costruire la nuova griglia “dei controlli preventivi – scrive ancora il Sole 24 Ore – per frenare gli abusi (almeno 800 milioni di euro, secondo i calcoli prudenti dell’Agenzia delle Entrate) su sconto in fattura e cessione del credito nei bonus edilizi”. L’allarme delle frodi, infatti, preoccupa anche i costruttori: “Negli ultimi sei mesi si sono iscritte alle Camere di Commercio 6mila imprese con i codici Ateco dell’edilizia. Un fenomeno opportunistico con nuovi soggetti più interessati alla liquidità degli incentivi che alla qualità dei lavori”.