
CARO BOLLETTE: IL GOVERNO AL LAVORO PER RIDURRE I RINCARI
Il rincaro di gas ed elettricità metterà in seria crisi imprese e famiglie. E’ per questo che tutti gli schieramenti politici stanno chiedendo al Governo di intervenire affinché si possa evitare un autunno che si sta preannunciando particolarmente caldo. E non si sta parlando di clima. Di fronte ad un aumento del 40% per l’elettricità e del 30% per il gas (l’aggravio medio di spesa annua per famiglia sarà di 247 euro), il Governo prova a rassicurare i cittadini. Ne scrive Repubblica: “Si è già aperto un tavolo di lavoro per capire come mitigare gli aumenti da record”. In campo ci sono diverse ipotesi:
EXPORT AI LIVELLI PRE COVID: 482 MILIARDI DI EURO A FINE 2021

Dal Corriere della Sera e dal Sole 24 Ore: “Alla fine del 2021, le esportazioni italiane segneranno una crescita dell’11,3%, attestandosi a quota 482 miliardi di euro. Un’ulteriore accelerazione è prevista per i prossimi tre anni: per il 2022 si attende un aumento delle esportazioni pari al 5,4%, seguito nel biennio successivo da una crescita media del 4% annuo. L’obiettivo è di raggiungere, entro il 2024, un valore dell’export nazionale pari a 550 miliardi”. Lo dice il Rapporto Export 2021 elaborato da Sace. Che assegna “una ideale medaglia d’oro ai tre Paesi che stanno recuperando più degli altri in termini di intensità e solidità: la Germania, primo mercato di sbocco per l’Italia, cresce a doppia cifra con i beni di investimento a +10,4% e quelli intermedi a +11,7%; gli Stati Uniti, terzo mercato per il nostro Paese e il primo fuori dai confini europei (+11%) e la Svizzera, che fa +7,1% (e spinge i beni di consumo)”. Risultati che si devono anche ad un nuovo modello di business introdotto da Sace, “non più e solo rivolto al supporto all’export e all’internazionalizzazione ma anche al mercato domestico e alle garanzie green”.
RISPARMIO, MOTORE DELLA RIPRESA
Gli italiani vanno rassicurati, perché “la ripresa può passare anche dagli investimenti delle

famiglie italiane. Tre su quattro sono in grado di accantonare risorse. Utili per costruire nuovi mondi, si legge in uno studio del Censis”. Insomma, una parte di quella liquidità che resta sui conti correnti – oltre 1.700 miliardi di euro, di cui più di 100, un record, parcheggiati lì nell’ultimo anno e mezzo – può diventare un motore per il futuro. Nel frattempo, qualche segnale di interesse per investimenti più a lungo termine si vede già: “Fondi, polizze e mandati nei primi sette mesi del 2021 hanno intercettato flussi per 57 miliardi e lo stock ne vale ore 2.545, quanto il Pil della Regina. O quanto la capitalizzazione di alcuni giganti tecnologici quotati a Wall Street, come Apple”. Durante il Salone del Risparmio, che si apre oggi al MiCo di MIlano e durerà fino al 17 settembre, si parlerà di come utilizzare anche solo una piccola parte di quel denaro accantonato sui conti correnti per poter affrontare le tante transizioni che faranno dell’Italia un Paese più competitivo.