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Caro-bollette: imprese e famiglie non se lo possono permettere. Le possibili soluzioni del Governo

Caro-bollette: imprese e famiglie non se lo possono permettere. Le possibili soluzioni del Governo

CARO BOLLETTE: IL GOVERNO AL LAVORO PER RIDURRE I RINCARI
Il rincaro di gas ed elettricità metterà in seria crisi imprese e famiglie. E’ per questo che tutti gli schieramenti politici stanno chiedendo al Governo di intervenire affinché si possa evitare un autunno che si sta preannunciando particolarmente caldo. E non si sta parlando di clima. Di fronte ad un aumento del 40% per l’elettricità e del 30% per il gas (l’aggravio medio di spesa annua per famiglia sarà di 247 euro), il Governo prova a rassicurare i cittadini. Ne scrive Repubblica: “Si è già aperto un tavolo di lavoro per capire come mitigare gli aumenti da record”. In campo ci sono diverse ipotesi:

  • Il Governo potrebbe intervenire, così come già fatto a fine giugno, con uno stanziamento straordinario: grazie a 1,2 miliardi di euro spalmati sulle bollette, aveva limitato gli aumenti al +9,9% per l’elettricità e al +15,3% per il gas. Ora gli aumenti sono più consistenti e serve un Fondo tra 3 e 4 volte superiore.
  • Si potrebbe utilizzare parte dei fondi per le aste dei diritti della Co2. Ogni anno, la Ue assegna una quota di diritti ai Paesi membri che li mettono all’asta alle imprese più inquinanti. Per legge, la metà degli incassi è destinata alle rinnovabili e potrebbe essere usata per coprire una parte degli incentivi che gli italiani pagano in bolletta per le energie verdi (13 miliardi all’anno).
  • Spostate una parte degli oneri “impropri” in bollette (incentivi, ma non solo) sulla fiscalità generale.
  • Resta da decidere, invece, sul canone Rai legato alle bollette. Alleggerisce il costo per l’elettricità, ma non quello dei bilanci familiari.
  • Si propone di formare una commissione parlamentare per approfondire le conseguenze della transizione verde sul sistema industriale e sulla società italiana in generale.
  • Insistere sulla transizione verde. Lo ha detto Franz Timmermans, vicepresidente della Commissione europea: “Invece di rallentare le cose a causa dell’attuale aumento dei prezzi, dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti”.

EXPORT AI LIVELLI PRE COVID: 482 MILIARDI DI EURO A FINE 2021

Export

Dal Corriere della Sera e dal Sole 24 Ore: “Alla fine del 2021, le esportazioni italiane segneranno una crescita dell’11,3%, attestandosi a quota 482 miliardi di euro. Un’ulteriore accelerazione è prevista per i prossimi tre anni: per il 2022 si attende un aumento delle esportazioni pari al 5,4%, seguito nel biennio successivo da una crescita media del 4% annuo. L’obiettivo è di raggiungere, entro il 2024, un valore dell’export nazionale pari a 550 miliardi”. Lo dice il Rapporto Export 2021 elaborato da Sace. Che assegna “una ideale medaglia d’oro ai tre Paesi che stanno recuperando più degli altri in termini di intensità e solidità: la Germania, primo mercato di sbocco per l’Italia, cresce a doppia cifra con i beni di investimento a +10,4% e quelli intermedi a +11,7%; gli Stati Uniti, terzo mercato per il nostro Paese e il primo fuori dai confini europei (+11%) e la Svizzera, che fa +7,1% (e spinge i beni di consumo)”. Risultati che si devono anche ad un nuovo modello di business introdotto da Sace, “non più e solo rivolto al supporto all’export e all’internazionalizzazione ma anche al mercato domestico e alle garanzie green”.

RISPARMIO, MOTORE DELLA RIPRESA
Gli italiani vanno rassicurati, perché “la ripresa può passare anche dagli investimenti delle

Credito

famiglie italiane. Tre su quattro sono in grado di accantonare risorse. Utili per costruire nuovi mondi, si legge in uno studio del Censis”. Insomma, una parte di quella liquidità che resta sui conti correnti – oltre 1.700 miliardi di euro, di cui più di 100, un record, parcheggiati lì nell’ultimo anno e mezzo – può diventare un motore per il futuro. Nel frattempo, qualche segnale di interesse per investimenti più a lungo termine si vede già: “Fondi, polizze e mandati nei primi sette mesi del 2021 hanno intercettato flussi per 57 miliardi e lo stock ne vale ore 2.545, quanto il Pil della Regina. O quanto la capitalizzazione di alcuni giganti tecnologici quotati a Wall Street, come Apple”. Durante il Salone del Risparmio, che si apre oggi al MiCo di MIlano e durerà fino al 17 settembre, si parlerà di come utilizzare anche solo una piccola parte di quel denaro accantonato sui conti correnti per poter affrontare le tante transizioni che faranno dell’Italia un Paese più competitivo.