
Nell’Eurozona l’inflazione torna al di sotto del 2% ma il Pil si ferma al +0,7%; la Germania, in recessione da due anni consecutivi, sta vivendo il suo peggior momento economico; i prezzi sono in frenata e l’andamento dell’economia europea è debole. In una situazione a dir poco complessa, Confartigianato si augura che il Consiglio direttivo della Banca centrale europea proceda con un ulteriore taglio dei tassi «per ricostituire le condizioni del rilancio del sistema produttivo». La stretta monetaria, subita soprattutto dalle imprese italiane per l’aumento del costo del credito (357 punti base contro i 318 dell’Eurozona), ha rallentato la propensione agli investimenti degli imprenditori, frenando le transizioni green e digitale.
IN EUROPA IL 4,3% DEL PIL IN INVESTIMENTI PER LA TWIN TRANSITION
Secondo le valutazioni della Commissione europea, per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e di RepowerEU serviranno 620 miliardi all’anno di investimenti pubblici e privati. Inoltre, per la transizione digitale serviranno investimenti per 125 miliardi di euro all’anno. Nel complesso, il volume di investimenti per la doppia transizione è di 745 miliardi di euro, pari al 4,3% del Pil dell’Ue a 27, di cui il 3,6% del Pil europeo per la transizione green.
ANCORA IN CALO GLI INVESTIMENTI DELLE IMPRESE
L’analisi condotta nel 31° report congiunturale di Confartigianato evidenzia che al secondo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,3%, peggiorando il calo dell’1,6% del primo trimestre dell’anno.
Il rialzo del costo del denaro ha ridotto la domanda di credito bancario, comprimendo gli investimenti, con effetti amplificati in Italia.
TROPPO ALTO IL COSTO DEL CREDITO: SCENDE LA DOMANDA DI PRESTITI
Ad agosto 2024, il costo del credito delle imprese è al 5,20%: a fronte del calo dell’inflazione sale il tasso di interesse reale, accentuando gli effetti recessivi della politica monetaria.
Il caro-tassi si associa, in Italia, ad un calo della domanda di prestiti delle imprese: -3,4% contro il +0,8% dell’Eurozona. Situazione più critica per le micro e piccole imprese che segnano una flessione dell’8%.
LA PRODUZIONE DEI MACCHINARI CALA DEL 4,5%
A fronte del calo della domanda, si riduce l’offerta di beni di investimento: nei primi otto mesi del 2024 la produzione di macchinari scende del 4,5%, facendo peggio del calo del 3,4% della media della manifattura. Grava l’incertezza sul sistema di micro e piccole imprese della meccanica, fortemente preoccupato da un calo degli investimenti in macchinari sul mercato interno che si sincronizza, amplificando gli effetti recessivi, con la crisi dell’automotive e la caduta della domanda del mercato tedesco: nei primi 8 mesi del 2024 la produzione di autoveicoli scende del 22,8% mentre nei primi 7 mesi del 2024 l’export di macchinari in Germania scende del 4,4%.