
POCA STABILITA’ E TANTE TRASFORMAZIONI: NEL MERCATO DI OGGI LE PMI HANNO BISOGNO DI UN ALLEATO “LEGAL”
Ne hanno scritto tutti i quotidiani di oggi, prendendo il via dalla dichiarazione di Mauro Colombo, amministratore delegato di Caf Artser Srl, società di servizi di Confartigianato Varese: «In questi ultimi anni le aziende di piccole e medie dimensioni sono state sempre più coinvolte in processi di cambiamento: nell’assetto societario, nel rapporto con il mercato, nel cambio di strategia, nel cambio generazionale e nell’aprire il capitale a nuovi soggetti. Per affrontare tutto questo è importante rivolgersi ad un pool di specialisti, ognuno con una competenza diversa, per poter elaborare non una soluzione, ma la soluzione migliore per l’azienda». Nasce con queste finalità il Dipartimento Legal di Caf Artser Srl, una squadra di avvocati e giuslavoristi, che punta «più a prevenire che a curare». A dirlo è Salvatore Vitiello, chief manager operativo e consulente del lavoro della società di servizi, che aggiunge: «Aiutiamo l’imprenditore ad andare oltre l’adempimento puro e lo mettiamo nelle condizioni per fare la scelta giusta per dare stabilità ai rapporti di lavoro (andando al di là degli elementi base del contratto) e per limitare, se non evitare, il contenzioso». In un momento storico in cui i cambiamenti avvengono con frequenza e velocità, il mercato è imprevedibile e le trasformazioni tecnologiche sono continue non c’è spazio per le approssimazioni. E le risposte arrivano ora anche dal Dipartimento Legal, che fa di Caf Artser Srl «un’organizzazione ancora più all’avanguardia, capace di interpretare i cambiamenti ancora prima che se ne accorgano le imprese. Per offrire loro indicazioni corrette e opportune sul da farsi». Le nuove professionalità inserite nel management di Artser, società che opera sulle province di Varese, Milano e Pavia e conta più di 200 tecnici e professionisti, hanno un obiettivo molto concreto: aiutare le imprese a cambiare. E non si poteva attendere oltre: «E’ il periodo storico a imporci di rinnovare l’offerta per l’imprenditorialità del nostro territorio».
IL GAS ALLE STELLE E LE STRATEGIE CHE NON CI SONO. EPPURE….

Lo scrive Il Messaggero: «I prezzi del gas sul mercato spot sono intorno agli 80 euro per megawattora da un paio di settimane, valore inferiore ai 182 euro di dicembre ma lontano dai 20 euro considerati un valore normale. Fa lo stesso il prezzo dell’elettricità, che oscilla sopra i 200 euro per megawattora, valore inferiore ai 300 toccati in dicembre ma ancora troppo alto rispetto ai 50-70 euro da range normale». La bolletta energetica italiana, rispetto a quella del 2020, rischia di vedere un aumento di 4 volte. Che fare? Le soluzioni sono almeno due: «Il nostro primo ministro dovrebbe chiamare più spesso Putin, e non una volta ogni tre mesi, per chiedergli con insistenza di mandarci più gas attraverso l’Ucraina. Seconda soluzione: bisogna premere sulla Germania e sugli Stati Uniti per far partire subito il Nord Stream 2, il gasdotto che è già pronto da settimane e che corre a fianco di quello gemello attivo dal 2011 e che funziona regolarmente da anni. Con l’annuncio della sua entrata in funzione, i prezzi del gas crollerebbero da subito». Anche perché importiamo dalla Russia ogni anno 170 miliardi di metri cubi, il 40% di tutti i consumi di gas dell’Unione Europea, e circa 50 miliardi passano per il Nord Stream 1.
LA COSTITUZIONE E’ GREEN E ORA TUTELERA’ ANCHE L’AMBIENTE
«La tutela della Natura è da ieri tra i principi fondamentali dello Stato», scrive La

Repubblica. Perché il Parlamento ha approvato in via definitiva la Proposta di legge costituzionale che colma una lacuna storica: nella Carta fondamentale della Repubblica, ora, viene recepito il concetto di sviluppo sostenibile e si modificano gli articoli 9 e 41. Al primo si aggiunge che la Repubblica tutela “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». Il secondo, l’articolo 41, è stato modificato aggiungendo che l’iniziativa economica «non può svolgersi in modo da creare danno alla salute, all’ambiente” oltre che alle già sancite “sicurezza, libertà e dignità umana”. Ma, secondo gli ecologisti, si deve compiere un passo in più: «Ora è necessario definire un sistema normativo organico e innovativo a tutela della natura d’Italia». Insomma, serve una legislazione futura che si ispiri al passo “green” della Costituzione.