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Consumi a -19%, Pil a +4,9% e il tessile che crede nella ripresa. Ecco come si può ripartire

Consumi a -19%, Pil a +4,9% e il tessile che crede nella ripresa. Ecco come si può ripartire

DALLA CRISI AL RILANCIO: IL TESSILE CI CREDE
Nel comunicare i dati sull’andamento del comparto tessile, Confartigianato Varese indica alcune chiavi per la ripresa. Partiamo dai dati: oggi, in provincia di Varese, sono 1.266 le micro-piccole realtà del comparto. Dal 2009 al 2019 hanno chiuso 793 aziende; un calo del 26,4% (in Lombardia -19,8%). Rispetto al 2019, il fatturato scende del 36,6% e le previsioni nell’occupazione segnano un -25%. L’export varesino contribuisce per il 7% al totale delle esportazioni lombarde. Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese, indica quattro strade per ripartire: introdurre nuove competenze in azienda per gestire le innovazioni digitali anche legate all’e-commerce (digital manager) e all’internazionalizzazione (export manager); puntare sulla sostenibilità (le certificazioni per la tracciabilità della filiera); creare sul territorio Istituti Tecnici Superiori legati al mondo della moda e del tessile (sono lo strumento più indicato per formare nuove risorse competenti) e , infine, pensare ad una detassazione fiscale sui prodotti realizzati dalle imprese del comparto.

FONDO PERDUTO E RIMBORSI: IL FISCO NON E’ PIU’ QUELLO DI UNA VOLTA
I conti sono presto fatti: “21 miliardi di contributi a fondo perduto e 30 miliardi restituiti dall’Agenzia delle entrate ai contribuenti sotto la voce rimborsi”, si legge sul Sole 24 Ore nell’intervista a Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia. Una realtà che vuole cambiare scommettendo sulla digitalizzazione e sulla semplificazione, con norme comprensibili e facilmente attuabili anche in programmi informatici. “Per uscire dal nero” ci si affida anche ai bonus e al Superbonus 110%, con la tracciabilità dei pagamenti legati all’agevolazione fiscale. E poi a redditometro e intelligenza artificiale, fattura elettronica (dall’avvio dell’obbligo sono state più di 5 miliardi i documenti veicolati dallo Sdi), compliance e pagelle fiscali. In futuro, l’Agenzia assumerà funzionari tributari, data scientist, esperti in fiscalità internazionale e ingegneri: anche il Fisco non è più quello di una volta.

CORSA DEL PIL, ITALIA BATTE GERMANIA

Crescita

Lo scrive il Sole 24 Ore: “Il Fondo monetario internazionale (Fmi) conferma che quest’anno la crescita dell’Italia è più robusta di quella della Germania”. Secondo le stime, nel 2021 il nostro Prodotto Interno Lordo crescerà del 4,9% e del 4,2% nel 2022. La ripresa economica mondiale (+6%) procede a due velocità dettate dall’accesso ai vaccini. Le economie avanzate corrono più veloci: gli Stati Uniti fanno +7% nel 2021 e la stima per il 2022 è del 4,9%; la Francia segna un 5,8% mentre la Spagna un 6,2% nel 2021; le economie emergenti procedono più lentamente. E la Cina? Nel 2021 segna +8,1% e non 8,4% come previsto. Il Giappone prevede una crescita del 2,8% nel 2021 e del 3% nel 2022, mentre va male l’India: nel 2021 rimbalzerà del 9,5% con un ribasso di tre punti percentuali sulle stime di aprile causa pandemia. Il principale fattore di rischio con il quale dovranno ancora fare i conti le economie mondiali.

CONSUMI ANCORA IN FLESSIONE DEL 19%. PRIMI SEGNALI POSITIVI DAL NO FOOD
Se si guarda il calo dei consumi nella ristorazione, abbigliamento e no food, giugno 2021 rispetto allo stesso mese

Consumi

del 2019 fa -19%. Inferiore di otto punti percentuali rispetto al -27% di maggio 2021 su maggio 2019. “Se invece ampliamo l’orizzonte al semestre – si legge sul Sole 24 Ore – le vendite sono ancora in forte calo. I primi sei mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo pre-pandemia del 2019 chiude con un -44%”. Bilanci difficili per le aziende retail, per le agenzie di viaggio (-68%), per i centri commerciali e outlet (-49%), per abbigliamento e accessori (-44%). Il no food, invece, nel 2021 fa +3% rispetto al 2019 grazie a librerie e arredamento. Nella geografia dei consumi l’Umbria registra la flessione maggiore (24%). Le città dove si registrano le situazioni peggiori sono Milano, Firenze e Bologna.

RINVIO DEL DDL CONCORRENZA. DENTRO SERVIZI LOCALI, CONNESSIONI, ENERGIA
“Il disegno id legge per la concorrenza manca l’appuntamento con l’ultimo consiglio dei ministri del mese”, si legge sul Sole 24 Ore. La bozza è ancora in composizione, però ci sono alcune indicazioni sicure: per esempio, non ci sarà la messa a gara delle concessioni balneari. Dovrebbe trovare conferma, invece, il capitolo sui servizi pubblici locali e si sbloccheranno le gare per la distribuzione del gas. Nel testo dovrebbero entrare anche la semplificazione per l’autorizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, le norme che rivedono le regole sulle concessioni idroelettriche e portuali, il pacchetto di misure per facilitare l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche e i nuovi interventi per le telecomunicazioni.