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Credito: Pmi a rischio default con il taglio alle garanzie. Bruxelles salva le banche

Credito: Pmi a rischio default con il taglio alle garanzie. Bruxelles salva le banche

DEPOSITI BANCARI: AUMENTANO I RISPARMI DI IMPRESE E FAMIGLIE. IN APRILE +8%
«Nel mese di aprile 2021 si è toccata la soglia record di 1.756 miliardi di euro. Tutti sui conti correnti di imprese (che trainano la crescita) e famiglie. Il ritmo di crescita è inferiore a quello registrato a gennaio (+11%) e a febbraio (+10%) e si attesta all’8,4%. Rispetto ad aprile 2020, le consistenze sono aumentate di 136 miliardi», scrive il Sole 24 Ore. L’accelerazione, secondo i dati della Bce, tra gennaio 2020 e marzo 2021 è stata particolarmente significativa in Francia (incrementi dal 6,9% al 9,7%), in Germania (da +3,2 a +5,6%) e Italia (da +6,4 a +6,9%). Il trend rialzista è dovuto in via prevalente alle imprese: nel marzo 2021, in Italia i depositi delle aziende hanno segnato un +24,7% (+6,7% per le famiglie). Per l’insieme dei Paesi dell’area euro, i depositi delle imprese sono cresciuti del 16,7%.

FONDO GARANZIA PMI, NUOVE LINEE OPERATIVE
Scrive il Sole 24 Ore che «il ministero dello Sviluppo economico approva le nuove modalità operative per la sezione speciale del Fondo di garanzia Pmi, agganciata all’emergenza Covid e alle misure del decreto Cura Italia, e dedicata al sostegno finanziario per le micro, piccole e medie imprese». Ricordiamo che il Dl Cura Italia «ha stabilito la possibilità, per imprese e professionisti, di beneficiare del divieto di revoca, della proroga e della sospensione dei loro finanziamenti in essere. I soggetti beneficiari in possesso dei requisiti di ammissibilità possono richiedere l’applicazione di queste misure agli intermediari finanziari». La sezione speciale interviene senza valutare il merito di credito concedendo garanzie sussidiarie del 33% sulle operazioni finanziarie.

PROLUNGATO LO SCUDO STATALE SULLE SOFFERENZE
Si corre il rischio che si riacutizzi il problema dei crediti deteriorati, ma le banche possono tirare un sospiro di sollievo perché è in arrivo, da Bruxelles, «l’ok al rinnovo per un anno alle Gacs, le garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze», scrive il Sole 24 Ore. Concesse dallo Stato per agevolare lo smobilizzo dei crediti in sofferenza dai bilanci delle banche, le garanzie pubbliche sono un importante incentivo per gli istituti di credito che da tempo sono alle prese con il fardello dei crediti deteriorati. La proroga è stata giudicata positivamente dal mondo bancario, anche perché le future Gacs – il cui prezzo è correlato alle condizioni di mercato – sono destinate a costare meno di quelle attuali o passate.

CON IL TAGLIO DELLE GARANZIE SI RISCHIA LA STRETTA SUL CREDITO
Ridurre le garanzie sui finanziamenti pubblici, soprattutto su quelli con una durata superiore ai 6 anni, potrebbe portare ad un aumento dei rischi di default delle imprese. Di conseguenza, ad una stretta sul credito. Richieste e importi di finanziamenti sono in netto calo: dalle 570mila operazioni nel terzo quadrimestre del 2020 alle 382mila nei quattro mesi successivi. La flessione è stata del 40%. «L’importo medio dei finanziamenti – scrive il Sole 24 Ore – si è ridotto da 307 a 225 mila euro». Il taglio delle garanzie non è una buona mossa: per le durate fino a 10 anni possono scendere al 60%; è lecito pensare che la banca chiederà altre garanzie o firme sul 40% che resta scoperto. Inoltre, la platea finora raggiunta dai prestiti garanti è composta da circa 1 milione di partite Iva (su un totale di 8 milioni) e da circa 330mila Pmi (su un totale di 5 milioni).