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Dal 2022, l'uso delle banconote torna alla soglia dei mille euro. Buone notizie per gli investimenti 4.0

Dal 2022, l'uso delle banconote torna alla soglia dei mille euro. Buone notizie per gli investimenti 4.0

STRETTA AL CONTANTE: DAL 1° GENNAIO 2022, LA SOGLIA PASSA A MILLE EURO
Lo scrive il Sole 24 Ore: “Dal 1° gennaio 2022, la soglia a partire dalla quale sarà vietato fare transizione con banconote passerà da 2mila a mille euro”. Dunque, si fa marcia indietro perché questa decisione riporta direttamente a quella presa da Mario Monti con il decreto “Salva Italia”. Però, il contesto attuale è diverso. E lo dicono i dati del Politecnico di Milano: i pagamenti digitali sono in continua ascesa. “Tanto che a fine 2021, secondo le previsioni dell’Università, potrebbero raggiungere una quota pari al 37% sul totale degli acquisti in confronto al 33% dello scorso anno e al 29% del 2019”. Detto questo, gli italiani preferiscono ancora usare il contante: il nostro Paese è al 25esimo posto su 27 nella Ue per numero di transazioni pro capite con carta. Abbassare la soglia nell’uso del cash servirà a combattere l’evasione? Sì, anche se nel 2016, quando la soglia aumentò dai 2mila ai 3mila euro, l’economia irregolare crebbe dello 0,5%. Nel frattempo, la manovra di Bilancio ha cancellato il cashback per il 2022: i mezzi di pagamento alternativi sono stati favoriti, ma ad un costo rilevante. Si parla di 1,5 miliardi di euro a semestre.


COMUNICAZIONI 4.0: L’OMISSIONE NON FA PERDERE L’AIUTO

Industria 4.0

Lo si legge su Italia Oggi: “L’omessa comunicazione al Mise degli investimenti in beni Industria 4.0 non comporta la decadenza dell’agevolazione del credito di imposta trattandosi di un adempimento ai solo fini statistici”. Cioè per monitorare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative. Nessun obbligo di comunicazione, invece, è previsto per gli investimenti “ordinari”, cioè in quei beni diversi da quelli Industria 4.0 che fruiscono del credito di imposta del 6% o del 10% a seconda del periodo di effettuazione. Ecco cosa comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico:

  • Ambito oggettivo: investimenti in beni Industria 4.0 che danno diritto al credito di imposta
  • Soggetti interessati: tutte le imprese che effettuano investimenti in beni Industria 4.0
  • Termini di presentazione: 31 dicembre 2021 (per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 e fino al 15 novembre 2020); entro il termine di presentazione del modello Redditi riferito al periodo di imposta in cui sono stati effettuati gli investimenti per quelli effettuati in base alle disposizioni della legge n. 178/2020.


LA TRANSIZIONE GREEN: COME FINANZIARE L’ADDIO AL CARBONE?
La risposta che si pone nel titolo sta in una parola: tasse. Quelle che il Corriere della Sera

Fonti rinnovabili

definisce “imposte minime globali”. Perché le fonti rinnovabili sono incostanti e di quelle “fossili, che avvelenano l’aria e rendono il clima insopportabilmente caldo, continuiamo ad averne bisogno”. Ecco perché al G20, per la prima volta, si è discusso del “carbon pricing e della sua introduzione su vasta scala come strumento per incorporare nei prezzi delle fonti fossili i costi esterni dell’emissione di gas serra”. Sotto forma di accise, di un uso più largo degli Ets (Emission trading system: certificati sottoscritti dagli inquinatori e regolati dalla Ue) e di una vera e propria carbon tax che colpisca le produzioni a più alta emissione. Insomma, “l’idea di una Global carbon price (Gcp) può rappresentare una risposta vincente nel ridurre in modo significativo la massa di 36 miliardi di tonnellate di emissione calcolate nel 2019. Ogni Paese potrebbe scegliere tra Ets, carbon tax e accise lo strumento che preferisce da inserire nel calcolo del prezzo del carbonio. In Italia, abbiamo le accise”. Parte di questo gettito dovrebbe aiutare i Paesi più poveri a sostenere i costi della transizione verde, ma l’attuale rincaro dei costi dell’energia elettrica e del gas “non è per niente favorevole ad una Global carbon price: i 4,7 miliardi impegnati dal governo per attenuare le bollette arrivano, in parte, dai fondi per la transizione ecologica raccolti grazie agli Ets”.