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Dal digitale alle infrastrutture: il Recovery Plan dà una spinta all'Italia

Dal digitale alle infrastrutture: il Recovery Plan dà una spinta all'Italia

In sei anni, l’Italia avrà un tesoretto di 221,5 miliardi di euro per affrontare le sue debolezze strutturali e dare una spinta a digitalizzazione, green, infrastrutture, istruzione e ricerca, coesione sociale. Di Recovery Plan ne scrivono tutti i quotidiani. Anche perché il Piano, oggi, avrà un primo esame; il via libera finale slitta alla prossima settimana. Tra le novità del Recovery Plan: la parte di risorse Ue per coprire programmi già esistenti scende da 65,7 a 53 miliardi, e la missione dedicata a istruzione e ricerca sale da 23,2 a 31.9 miliardi. Qui la sintesi delle misure e delle risorse a disposizione per iniziare a prendere confidenza con uno strumento che cambierà la vita di tutti gli italiani.

Imprese e digitalizzazione – Le risorse passano da 43 a 42,5 miliardi. Verrà introdotto l’high tech nelle aziende per aumentare la produttività. Cruciali gli interventi su banda larga e 5G (per potenziare rete e telecomunicazione) e Transizione Industria 4.0 (18,46 miliardi di investimenti) per le aziende (che investono in macchinari segnati dalle nuove tecnologie e dal digitale). Aiuti anche per le filiere, l’internazionalizzazione, le tecnologie satellitari, la riforma della proprietà industriale. Solo per le Pmi ci saranno 800 milioni di euro.

Lavoro – Ci sono circa 6 miliardi di euro. Si potenziano i centri per l’impiego e viene creato un sistema di certificazione della parità di genere. Grossi gli investimenti destinati alla riforma delle politiche attive del lavoro e alla formazione, alla creazione d’impresa al femminile e al sistema duale (sul modello tedesco) per promuovere la formazione on the job.

Inclusione e coesione – I fondi, che passano da 18,1 a 19,1 miliardi, verranno utilizzati per il servizio civile universale e, per quanto riguarda la famiglia a il terzo settore, per dare il via a percorsi di autonomia per le persone con disabilità, per realizzare housing sociale, progetti di rigenerazione urbana delle periferie, infrastrutture nelle Zone economiche speciali, riqualificazione degli spazi di vita nel sistema carcerario.

Superbonus – Nel Recovery Plan non si fa cenno alla proroga lunga del Superbonus 110% al 2023. E’ rimasto, invece, all’interno delle tabelle di spesa finanziata con i fondi Ue l’importo sostitutivo di risorse già stanziate con la legge di bilancio 2021 (10,26 miliardi). L’unica novità dovrebbe essere che l’incentivo si potrà applicate pienamente per tutto il 2022.

Rivoluzione verde e transizione ecologica – Il “fondo” accusa un taglio: da 64,2 a 54 miliardi. L’Italia diventa più “green”: sostegno alla produzione dell’idrogeno, auto elettrica e interventi per sanare il problema idrogeologico. Investimenti in economia circolare e gestione dei rifiuti, energie rinnovabili, potenziamento delle reti elettriche. Incentivi per incrementare l’efficienza energetica degli edifici. Semplificazioni per le procedure di autorizzazione per l’energia rinnovabile oltre che per la promozione del biometano e dell’agrivoltaico. Investimenti anche per un trasporto locale più sostenibile con flotte di bus e treni verdi.

Infrastrutture – La cifra complessiva passa da 26 a 25,3 miliardi. Si punta sulle ferrovie ad alta velocità per passeggeri e merci e per le connessioni con l’Europa. Investimenti anche per rafforzare i nodi metropolitani e ristrutturare le stazioni ferroviarie del Mezzogiorno. Risorse anche per il progetto strade sicure, per l’innovazione digitale dei sistemi aeroportuali e per il settore della logistica. Verrà creato anche lo sportello unico doganale.

Istruzione e ricerca – Le risorse a disposizione passano da 23,6 a 31,9 miliardi. Si investe su asili, estensione del tempo pieno, ricerca-sviluppo-istruzione, formazione continua per presidi e insegnanti, estensione del numero dei dottorati di ricerca. Investimenti anche per il risanamento strutturale degli edifici scolastici, lo sviluppo degli istituti professionalizzanti, la partecipazione ai grandi progetti europei di innovazione tecnologica (Ipcei).

Sanità – Con un “tesoretto” di 15,6 miliardi (in rialzo rispetto i 14,7 miliardi fissati in precedenza) si potenzieranno la rete dell’assistenza territoriale/domiciliare e la telemedicina. Si punta sulla digitalizzazione dei servizi sanitari, sull’ammodernamento del parco tecnologico degli ospedali, sulla costituzione di banche dati specifiche e sulla ricerca biotech.