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Dal Fondo per le Pmi al litio e rame: come cambia l'economia. L'Italia meta per il 70% degli europei

Dal Fondo per le Pmi al litio e rame: come cambia l'economia. L'Italia meta per il 70% degli europei

#Rassegnastampa

FONDI GARANZIA PMI E ITALIA SACE PROROGATI AL 31 DICEMBRE 2021
Recepito l’ultimo emendamento del Temporary Framework nella bozza di decreto Sostegni-bis: i regimi del fondo di garanzia per Pmi e di Garanzia Italia Sace sono stati prorogati al 31 dicembre 2021 (la scadenza era stata fissata al 30 giugno 2021). Fondo centrale di garanzia Pmi: richiesta finanziamenti fino alla fine del 2021. Dal 1° luglio 2021 la garanzia potrà essere concessa sui nuovi finanziamenti in tre misure: «Sulla durata di sei anni – si legge sul Sole 24 Ore – la garanzia sarà ridotta dal 90% all’80%; fino a otto anni scenderà al 70%; per quelli fino a 10 sarà del 60%. Sulle durate maggiori, la garanzia prevede il pagamento di una commissione». Per i finanziamenti già erogati dal Fondo, e ancora aperti al 30 giugno 2021, l’impresa può chiedere alla banca di estendere la durata del mutuo fino a otto o dieci anni e la garanzia si estenderà alle nuove durate. I finanziamenti entro i 30mila euro sono stati prorogati, ma dal 1° luglio 2021 con copertura solo al 90%. Estesa al 31 dicembre 2021 anche la riassicurazione di Sace in favore delle assicurazioni a garanzia dei crediti commerciali delle imprese italiane.

INCENTIVI ALLE ESPORTAZIONI: NIENTE RISORSE AL FONDO PERDUTO
«Arrivano i fondi per l’internazionalizzazione delle imprese, ma lo stanziamento previsto nella bozza del decreto Sostegni bis prevede risorse per la copertura del solo finanziamento agevolato e non anche per la parte a fondo perduto», scrive il Sole 24 Ore. Le domande per ottenere crediti agevolati potranno essere presentare a partire dal 3 giugno, ma non si sa ancora se il contributo a fondo perduto sarà confermato al 40%, ridotto rispetto a questa percentuale o, addirittura, se non ci sarà affatto. Il rifinanziamento, al momento, riguarda solo il fondo previsto dalla legge 394/81. Possono richiedere l’agevolazione tutte le imprese aventi sede legale in Italia, in forma singola o aggregata. Solo la misura relativa al rafforzamento patrimoniale esclude le grandi imprese che non possono qualificarsi come mid-cap.

SENZA LITIO E RAME A RISCHIO GLI OBIETTIVI SUL CLIMA
Ne scrive il Sole 24 Ore: «Dopo il petrolio è arrivato il momento di creare scorte strategiche di litio, cobalto e altri metalli necessari per la decarbonizzazione: lo dice l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie)». E questo perché «il fabbisogno di materiali critici – non solo litio o terre rare, ma anche metafossili – provoca conseguenze immediate sulla vita quotidiana: uno stop all’offerta di cobalto non impedisce di guidare le auto elettriche, ma si fermerebbe la produzione di nuove batterie e, dunque, il percorso della transizione ecologica». Inoltre, per molti minerali critici la supply chain è vulnerabile. La posta in gioco per chi importa è alta: le risorse ci sono, ma non è detto che le si avrà quando serviranno e, soprattutto, a prezzi accessibili. Infine, per molte materie prime «l’offerta e i piani di investimento sono insufficienti rispetto a quanto servirebbe per trasformare il settore energetico. E le previsioni sullo sviluppo della domanda sono impressionanti».

L’ITALIA È LA META PIÙ DESIDERATA DAI VIAGGIATORI EUROPEI
A dirlo è l’indagine dal titolo “Comunicazione, Media e Turismo” realizzata dal Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi (Certa) dell’Università Cattolica insieme a Cattolica per il Turismo e Publitalia ’80 – Gruppo Mediaset. Si legge su Varesenews che «l’indagine, sviluppata durante il 2020, si è conclusa con uno studio quantitativo condotto in Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito su un campione di 6.000 interviste rappresentative di oltre 300 milioni di Europei». Dai dati risulta che l’Italia è e rimane in cima alla “lista dei desideri” del 70% degli europei quando pensano a una meta per un viaggio (superando altri Paesi, come Spagna e Grecia). Ma il territorio lo si deve raccontare, ed è da qui che si deve partire: comunicazione e media contribuiscono per oltre il 70% allo sviluppo della notorietà e dell’attrattività delle nostre mete turistiche.