
Confartigianato Imprese, con altre sedici sigle associative, dice no “all’introduzione dell’obbligo retroattivo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità dei costi anche alle iniziative in corso” legate ai bonus edilizi.
L’obbligo è stato introdotto dal decreto legge n. 157/2021, il cosiddetto Decreto Antifrodi, in vigore dal 12 novembre scorso. La misura del governo ha creato subbuglio nelle imprese della filiera Casa perché ha “provocato il blocco dell’operatività delle piattaforme – ha comunicato Confartigianato – che gestiscono le cessioni dei crediti di imposta da bonus edilizi, gettando nella più ampia incertezza gli operatori e i contribuenti interessati dagli interventi agevolati”.
Se da un lato il mondo dell’edilizia sostiene con forza e determinazione “gli strumenti per mettere in campo una lotta efficace all’utilizzo indebito degli incentivi fiscali”, dall’altro ricorda che appaiono ancora insufficienti i chiarimenti dati dall’Agenzia delle entrate perché non sono in grado di risolvere “il problema complessivo della retroattività: questa, infatti, viene eliminata solo per i pagamenti eseguiti entro l’11 novembre, lasciando fuori tutti i lavori in corso”. Le piattaforme, probabilmente, torneranno presto in funzione (lo confermano anche alcuni imprenditori di Confartigianato Varese dopo essersi visti bloccare il caricamento di alcune pratiche per la cessione del credito), ma le aziende si concentrano su quel decreto del Ministero della transizione ecologica che non è ancora pronto ma che è fondamentale per aggiornare i prezzari ai quali, secondo le disposizioni del decreto Antifrodi, si devono attenere gli asseveratori.
Insomma, sì ai controlli e alla prevenzione ma “l’applicazione delle nuove procedure operative – ribadisce Confartigianato – deve essere limitata ai soli interventi avviati successivamente all’emanazione di tutti i provvedimenti e delle relative istruzioni o quantomeno avviati dopo l’entrata in vigore del decreto legge”.
Ma nell’agenda delle imprese dell’edilizia è stato inserita anche un’altra richiesta: “A tutela del contribuente, chi esegue i lavori deve possedere adeguata e specifica qualifica tecnica e professionale e organizzazione del lavoro per poter realizzare le opere seguite a regola d’arte. Questo a garanzia di chi opera nel rispetto delle regole e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.