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Diventare grandi nelle piccole imprese: «Ogni giorno vivi la grande emozione di iniziare qualcosa di nuovo»/8

Diventare grandi nelle piccole imprese: «Ogni giorno vivi la grande emozione di iniziare qualcosa di nuovo»/8

Simpatici, schietti, decisi: sono i giovani che si incontrano nelle piccole e medie imprese del nostro territorio. E sono così perché in azienda hanno trovato un humus professionale che li stimola dal punto di vista tecnico ma anche umano. Due dimensioni sulle quali scommettere, sempre, per “diventare grandi”. Accade anche alla Finazzi Serramenti, impresa leader nella realizzazione di serramenti su misura con impianti di ultima generazione, dove incontriamo Samuele Roberto Bianchi (22 anni), Chakir Younas (23 anni) e Mattia Manfredi (24 anni). Ottava puntata del viaggio di Confartigianato Imprese Varese alla scoperta dei talenti che vogliono costruirsi un futuro.

Foto Finazzi Serramenti

SAMUELE ROBERTO BIANCHI: «OGNI GIORNO VIVO LA GRANDE EMOZIONE DI INIZIARE QUALCOSA DI NUOVO»
Ha risposto ad un semplice annuncio di lavoro, si è proposto ed è stato assunto. La storia di Samuele Roberto Bianchi è tutta da leggere: dopo un diploma al Liceo linguistico di Varese, ma «annoiato dalle lingue e completamente perso» tra indecisioni e incertezze, alla Finazzi Serramenti «trovo la mia strada e uno scopo di vita perché ho imparato un mestiere e sono anche cresciuto a livello personale». Senza alcuna base tecnica, Samuele vive questo suo percorso lavorativo «con una grande emozione: quella di iniziare qualcosa di nuovo. Un’esperienza che non posso definire difficile, ma che richiede sempre tanta applicazione e impegno per capire cosa si deve fare e come». Quell’impegno che è richiesto a chi, come lui, è salito nel grado delle responsabilità: a capo del reparto “ante”, il ventiduenne vive un rapporto positivo in azienda con le nuove e vecchie generazioni, «perché alla Finazzi non sei mai considerato un numero, ma una persona. E questo è un punto fermo per cementare i legami all’interno del gruppo. Un’integrazione che i titolari rafforzano anche attraverso i tanti momenti ricreativi organizzati durante l’anno. Con Chakir Younas, poi, ci conosciamo dai tempi delle scuole medie e anche questo mi ha avvantaggiato». Prossimi obiettivi? «Ho sempre cercato di migliorare la qualità del mio lavoro, e così farò in futuro».


CHAKIR YOUNAS: «PER NON SBAGLIARE, MEGLIO FARE DUE DOMANDE IN PIU' CHE UNA IN MENO»

Foto Finazzi Serramenti


Di origini marocchine, vive in Italia, ha studiato all’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Isaac Newton” di Varese ed è entrato alla Finazzi Serramenti «grazie ad un collega amico di mio fratello: il tipico passaparola». Younas, come tutti, ha le sue ambizioni: «Con questo lavoro non ho realizzato il mio sogno, ma mi sta piacendo: sono qui da due anni e tengo aperta ogni porta. E mi sono accorto di quanto sia cresciuto anche nella costruzione dei rapporti umani: gestire ciò che accade in azienda, con autocontrollo e ordine, aiuta ad affrontare ciò che accade fuori». Più interessato a vivere il presente che ad immaginare il futuro, questo giovane è operaio nel reparto “telai”, e aggiunge: «La formazione sul campo e l’affiancamento dei colleghi più esperti è fondamentale per la trasmissione di competenze. Ed io sto già trasmettendo ciò che so ai colleghi più giovani di me. Dico sempre: per non sbagliare meglio fare due domande in più che una in meno». Una maturazione, questa, aiutata anche dal dialogo e dal confronto che si sviluppa in azienda: «E’ questo che ti permette di crescere e, nel mio caso, di sentirmi soddisfatto quando completo un telaio nel modo corretto. Perché le macchine realizzano il prodotto, ma siamo noi a rifinirlo. Cosa mi dà la spinta giusta? In una piccola e media impresa riesci a conoscere tutti i tuoi colleghi e ciò che fanno: è questo il vero vantaggio».
 

Foto Finazzi Serramenti

MATTIA MANFREDI: «SODDISFATTO PERCHE' SONO CAMBIATO ANCHE COME PERSONA»
Lo zio, un collega e Mattia: la triangolazione funziona e il giovane entra alla Finazzi Serramenti dopo il diploma al Liceo Scientifico, «perché l’Università non era nelle mie corde», e un’esperienza di tre anni in un’altra azienda di serramenti. A Mattia piace la manualità, «mettere le mani sui motori» e l’aria che si respira «in una piccola e media impresa: qui puoi diventare ancora più grande di quanto tu possa fare in una grossa industria. Dove, solitamente, non ti viene riconosciuto lo stesso valore perché troppe sono le persone che ci lavorano». Soddisfatto? «Molto, perché sono sempre stato introverso e da quando lavoro qui, invece, il mio carattere è cambiato». Operaio nel reparto “ante”, questo ventiquattrenne di Biandronno preferisce concentrarsi sul presente, proprio come Chakir Younas, e dice: «Vediamo dove mi porta la vita».

FABIO GIACOBBO: «I GIOVANI HANNO QUELL'ENTUSIASMO CHE IO HO PERSO NEGLI ANNI»
«In azienda, i giovani ci devono essere e – come sempre accade – le vecchie generazioni preparano quelle nuove a costruire il futuro». Lo dice Fabio Giacobbo, co-titolare della Finazzi Serramenti con sede ad Azzate: «In azienda ce la mettiamo tutta per garantire un ambiente sereno e compattare sempre più il gruppo attraverso corsi di formazione per la sicurezza, team building, momenti ricreativi come lo può essere una grigliata in prossimità delle ferie estive. Tutto questo ci permette di conoscerci meglio al di fuori dell’ambiente lavorativo per poter collaborare meglio in azienda». I giovani, dunque, svolgono un ruolo centrale. E a ricordarlo è ancora Giacobbo: «Di loro mi piace la grande voglia di imparare un mestiere e hanno quell’entusiasmo che io, titolare, con il passare del tempo ho perso. Ciò che mi piace, poi, è che la crescita non è solo professionale ma anche umana: il carattere si modifica, migliora, si fa più forte e positivo. E’ un percorso già affrontato dalle vecchie generazioni. Quelle che insegnano ai giovani ad essere più sicuri».

 

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