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Dl Semplificazioni: lo sprint all'Italia che vuole crescere. A partire da appalti e superbonus

Dl Semplificazioni: lo sprint all'Italia che vuole crescere. A partire da appalti e superbonus

Per far marciare rapidamente il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è indispensabile eliminare i colli di bottiglia che potrebbero ritardare gli investimenti e l’attuazione dei progetti, mettendo a rischio l’intera strategia per il rilancio del Paese. Nel pieno rispetto del cronoprogramma indicato nel Pnrr, è stato approvato un decreto legge con le semplificazioni necessarie per favorire la transizione energetica e quella digitale: le sfide per la crescita.

  • SEMPLIFICAZIONE PER LA RIVOLUZIONE VERDE E LA TRANSIZIONE ENERGETICA

Sulla transizione energetica il Pnrr ci mette 70 miliardi di euro.

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE MA NON SOLO

La nuova procedura di Valutazione Impatto Ambientale (Via) sarà più veloce e con tempi nettamente inferiori alle procedure di autorizzazione attuali?

Sì, perché i tempi vengono dimezzati: dagli attuali 360 giorni della procedura ordinaria ai 175 giorni della procedura veloce (al netto dei tempi a favore del proponente).

La nuova procedura fa leva su quattro pilastri principali: quali sono?
La nomina di una Commissione ad hoc dedicata a tempo pieno ed esclusivo allo svolgimento dell’attività istruttoria necessaria al rilascio della VIA sui progetti PNRR e PNIEC; lo svolgimento in parallelo dell’attività istruttoria della Commissione con quella consultiva gestita dalla competente direzione generale del Ministero della Transizione ecologica; l’affidamento del potere decisionale al direttore della direzione generale competente del MiTE che lo esercita di concerto con il direttore della direzione generale competente del Ministero della Cultura (che assorbe anche l’autorizzazione paesaggistica, quando viene presentata la relazione paesaggistica, con un notevole risparmio di tempo e di denaro; il riconoscimento automatico di un rimborso degli oneri istruttori pagati dal proponente nel caso di mancato rispetto del termine procedimentale e la previsione di un potere sostitutivo in caso di inerzia.

In quali altri settori le semplificazioni potranno accelerare gli investimenti nella green economy?
Nelle fonti rinnovabili, nelle infrastrutture energetiche, negli impianti di produzione e accumulo di energia elettrica, nella bonifica dei siti contaminati.

Sarà semplificata anche l’attività di repowering?
Sì. Disposizioni in questo senso interesseranno l’incremento dell’efficienza attraverso la sostituzione degli impianti esistenti in modo da garantire una maggiore produzione di energia senza ulteriori effetti sul paesaggio.


SUPERBONUS ED EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DEGLI EDIFICI

Sarà ancora necessaria l’attestazione di stato legittimo degli edifici?
No. E questo varrà tanto per il Superbonus al 110% quanto per le altre agevolazioni, compreso il bonus facciate. L’eliminazione dell’attestazione di stato legittimo comporta inoltre un risparmio di spesa per adempimenti burocratici stimabile in 110 milioni di euro (da reinvestire in spesa produttiva, ossia in progettazione e realizzazione degli interventi).

Quale il documento richiesto?
Gli interventi previsti per l’efficientamento energetico potranno essere realizzati con una Cila, Comunicazione di inizio lavori asseverata. In questo modo si accelerano gli interventi di efficientamento energetico e antisismico e si eliminano le lunghe attese per accedere alla documentazione degli archivi edilizi dei Comuni (3 mesi in media per ogni immobile oggetto di verifica).

Quali nuove strutture potranno beneficiare dell’agevolazione al 110%?
E’ stata estesa a case di cura, caserme, ospedali e ospizi. Niente da fare invece per gli alberghi: ad oggi, la misura risulterebbe troppo costosa.

 

  • SEMPLIFICAZIONE PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA E LA TRANSIZIONE DIGITALE

Il PNRR destina 40 miliardi alla missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura.

INFRASTRUTTURE NECESSARIE PER LA BANDA ULTRA LARGA

Le procedure autorizzatori necessarie saranno più veloci?
Vengono drasticamente tagliati i tempi, che sono ridotti da 250-300 giorni a un massimo 90 giorni, decorsi i quali matura il silenzio assenso o può essere esercitato il potere sostitutivo. Vengono eliminate completamente le autorizzazioni per alcune tipologie di interventi di piccola entità, come le microtrincee.

Quindi, il territorio italiano sarà coperto dalla banda ultra larga in tempi bevi?
Attualmente, la banda ultra larga copre il 34% del nostro territorio. Ridurre i tempi per il rilascio delle autorizzazioni significa consentire il completamento della copertura di tutto il territorio nazionale. All’aumentare della copertura, poi, aumenterà anche il numero di cittadini e imprese che, grazie alla nuova tecnologia, potranno usufruire al meglio di tutti i servizi digitali ormai disponibili.

Quali i vantaggi?
Attraverso la disponibilità della banda ultra larga è possibile avere una connessione “adeguata” per poter accedere alla didattica a distanza per gli studenti, allo smart working per i lavoratori, alle prestazioni online delle amministrazioni pubbliche (evitando attese e perdite di tempo), ai tanti servizi resi disponibili via web per migliorare la qualità della nostra vita (dal delivery alle piattaforme di streaming agli acquisti online in piena sicurezza). Per le imprese, in particolare, la banda ultra larga rappresenta anche l’opportunità per allargare il mercato, offrendo servizi innovativi. Altre importanti semplificazioni sono destinate a mutare profondamente il rapporto tra amministrazioni e cittadini


DIFFUSIONE DELLE COMUNICAZIONI DIGITALI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Le comunicazioni tra PA e cittadini e imprese dovranno essere realizzate con strumenti digitali?
L’uso della piattaforma per le notifiche digitali diventerà obbligatorio per le notifiche, ma potrà essere utilizzata anche per la trasmissione di atti e comunicazioni per i quali non è previsto obbligo di notifica. Le modifiche che il decreto apporta al funzionamento della piattaforma mirano a semplificare e favorire l’utilizzo del domicilio digitale da parte dei cittadini.

Come funziona la piattaforma?
In tutti i casi di notifica digitale la piattaforma invierà un “avviso di cortesia” a chi ha comunicato anche una mail non certificata, o un numero di telefono: un messaggio semplice con gli stessi dati contenuti nella notifica via PEC. Inoltre, sarà possibile eleggere un domicilio digitale speciale che non abbia valenza generale, ma solo per determinati atti o in occasione della presentazione di un’istanza alla pubblica amministrazione.

Si potrà delegare a chiunque l’accesso a uno o più servizi digitali?
Sì. L’accesso a uno o più servizi digitali e analogici potrà essere delegato a un altro soggetto titolare di identità digitale (e questa delega potrà essere creata sia mediante il canale digitale che quello fisico, con l’acquisizione della delega cartacea presso lo sportello).

Come saranno tutelati i cittadini dagli effetti del digital divide?
Una volta che la transizione digitale sarà completata, sarà attribuito un domicilio digitale a tutti coloro che ancora non lo hanno.


SEMPLIFICAZIONE DI DATI PUBBLICI

Come verrà potenziata l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR)?
Innanzitutto, la certificazione dei dati anagrafici rilasciata in modalità telematica sarà esente da imposta di bollo e diritti di segreteria e, in ogni caso, senza oneri per il richiedente. Poi: saranno garantiti a tutti Comuni, progressivamente, i servizi per utilizzare l’archivio nazionale dei registri dello stato civile contenuto nell’Anagrafe Nazionale. Infine, saranno integrate nell’ANPR anche le liste elettorali comunali (con dati eventualmente anche divisi per sezione elettorale).

Nello stesso tempo verrà potenziata anche la Piattaforma Digitale Nazionale Dati?
Sì, attraverso lo scambio di informazioni tra gli enti grazie all'interoperabilità delle basi dati. Questo permetterà alle amministrazioni pubbliche di ridurre i costi e i tempi di gestione e, soprattutto, di fornire a cittadini e imprese servizi immediati, basati su informazioni condivise e costantemente aggiornate.

Quale il principale vantaggio dell’interoperabilità?
Evita di dover fornire più volte le stesse informazioni ad enti diversi. Basterà fornirle una sola volta (secondo il principio europeo once-only) riducendo così il numero di adempimenti, con un risparmio di tempo e risorse. In particolare: prevede la definizione di un termine perentorio per la condivisione a regime delle banche dati; incrementa il numero di banche dati coinvolte perché “di interesse pubblico”; definisce regole in caso di illecito utilizzo da parte dei fruitori dei dati.

Nel caso ci fossero violazioni degli obblighi di transizione digitale?
I dirigenti della PA responsabili di frenare la transizione digitale pagheranno con sanzioni economiche e fino al licenziamento. Sul rispetto delle norme dovrà vigilare l’Agid.
 

  • SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DI APPALTO

Il decreto contiene importanti misure di semplificazione delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture. Si tratta, in particolare, di norme che mirano a ridurre i tempi delle procedure di gara e a semplificare gli oneri in capo agli operatori economici.

I tempi per l’iter di aggiudicazione delle gare vengono ridotti?
Il lungo iter di aggiudicazione viene contingentato. Gli operatori economici che partecipano alla gara possono programmare la propria attività avendo certezza della tempistica. In caso di violazione di tali termini si attiveranno poteri sostitutivi.

La collaborazione tra pubblico e privato potrà semplificare ancora di più le procedure di appalto?
Sì. Le stazioni appaltanti potranno affidare la progettazione e l’esecuzione dei lavori sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica. In questo modo si estrinseca la collaborazione tra il settore pubblico, che predispone una idea progettuale di massima, e il settore privato, che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi indicati nel Pnrr attraverso il proprio know-how tecnico. Con questa procedura si ottimizzano i tempi di approvazione e si prevede, tra l’altro, che sul progetto di fattibilità tecnica ed economica posto a base della gara sia sempre convocata la conferenza di servizi.

Le Stazioni appaltanti dovranno essere ancora più qualificate?
Sì. E con esse anche le Centrali di Committenza. Garantire elevati standard prestazionali significa aumentare la capacità amministrativa delle Stazioni nel predisporre la documentazione di gara per poter dare il via a procedimenti di aggiudicazione rapidi e privi di errori.

Fino a quanto sarà valida la soglia del subappalto al 50%
Fino al 31 ottobre 2021: la soglia del subappalto passa dal 40 a 50% dell’importo complessivo del contratto di appalto. Dal 1 novembre 2021 verrà introdotto un nuovo meccanismo con il quale il subappalto sarà possibile solo per le prestazioni individuate dalle Stazioni Appaltanti sulla base di valutazioni svolte, anche in collaborazione con le Prefetture, a tutela degli interessi dei lavoratori. Inoltre, il contraente principale e il subappaltatore restano responsabili in solido nei confronti della stazione appaltante in relazione alle prestazioni del contratto di subappalto.
 

  • RAFFORZAMENTO DEL SILENZIO ASSENSO E DEI POTERI SOSTITUTIVI PER ACCELERARE LE PROCEDURE PER CITTADINI E IMPRESE

Il decreto contiene importanti misure per rendere più veloci e certe non solo le procedure del PNRR, ma anche quelle della vita quotidiana di cittadini e imprese e assicurare piena effettività a strumenti da tempo esistenti nel nostro ordinamento, come il silenzio assenso e il potere sostitutivo. Con queste semplificazioni saranno rafforzati i diritti dei cittadini e delle imprese.

Cosa cambia con l’attestazione del silenzio-assenso?
Fino ad ora con il silenzio assenso sarebbe stato impossibile chiedere il mutuo o ottenere un finanziamento per la ristrutturazione di una casa. Grazie alla norma, il cittadino potrà richiedere e ottenere per via telematica l’attestazione dell’accoglimento della domanda o potrà autocertificarla.

Il potere sostitutivo potrà essere richiesto anche dalla PA?
Sì. Fino a ieri l’intervento sostitutivo, in caso di mancato rispetto dei termini dei tempi delle procedure, poteva essere richiesto solo dall’interessato. Con la nuova disposizione l’amministrazione può intervenire anche d’ufficio. Il dirigente o l’ufficio responsabile del potere sostitutivo, o l’ufficio appositamente individuato, hanno l’obbligo di concludere le procedure nella metà del tempo originariamente previsto.

Come cambiano le procedure per le Zone economiche speciali?
Sono state semplificate: autorizzazione unica, tempi dimezzati, silenzio assenso e conferenza di servizi.