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Dopo cinque anni dalla nascita, le imprese che ce la fanno raddoppiano gli occupati

Dopo cinque anni dalla nascita, le imprese che ce la fanno raddoppiano gli occupati

La nascita delle nuove imprese procede in controtendenza rispetto ad uno scenario economico complesso, dove tassi di interesse (che rendono ancora difficoltoso l’accesso al credito) e tensioni belliche prolungano incertezza e sfiducia. Su Movimprese, infatti, si sono iscritte 312mila aziende contro 270mila cessazioni. Il saldo è positivo, seppur con alcune differenziazioni settoriali: salgono le costruzioni e i servizi non commerciali, scendono il manifatturiero e il commercio.
Positivo è anche l’andamento delle imprese artigiane: 4mila unità in più. Il conto è subito fatto: se consideriamo le 260 giornate all’anno in cui è possibile registrare un’impresa, nel corso del 2023 sono nate 320 imprese artigiane al giorno.

NE SOPRAVVIVONO MENO DELLA META’
Nel contesto geopolitico attuale, a sopravvivere però sono le realtà più forti. Lo dicono gli ultimi dati Istat sugli effetti occupazionali della demografia d’impresa: delle 296mila imprese nate nel 2016, dopo cinque anni, nel 2021, ne sopravvivono meno della metà. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni è del 46,4%. Un fenomeno di selezione che determina un rafforzamento della struttura delle imprese con un effetto positivo sull’economia.

LE IMPRESE DI SUCCESSO RADDOPPIANO GLI OCCUPATI
Nel 2016, tutte le imprese nate determinavano un’occupazione di 349mila addetti. Nel corso del quinquennio, le 159mila imprese che non sopravvivono, e chiudono l’attività, portano ad una perdita di 180mila addetti. Un calo compensato dalle imprese che sopravvivono. E che, nel quinquennio, guadagnano 190mila addetti e nel 2021 danno complessivamente lavoro a 359mila addetti, con un aumento per l’economia di 10mila occupati: il 3% in più.
Queste imprese dimostrano di diventare più forti: nell’anno della nascita, infatti, la dimensione media era di 1,3 addetti per impresa, mentre dopo cinque anni è più che raddoppiata (+112,7%) salendo a 2,6 addetti.
Ma non tutti i settori si muovono seguendo la stessa corrente: la crescita di 10mila addetti è la combinazione di un aumento di 13mila addetti nella manifattura e di 3mila addetti nelle costruzioni. Il commercio lascia a terra 5mila addetti, mentre i servizi ne perdono mille.

DIECI ANNI D’IMPRESA: 2014-2024
Nel lungo periodo, il settore che registra le maggiori performance è quello energetico grazie ad una maggiore e crescente diffusione di impianti a fonti rinnovabili. Nel mese di febbraio 2024, infatti, le aziende attive nell’energia e utilities vedono un incremento del 22,1% rispetto a dieci anni prima.
Nell’ultimo decennio il totale delle imprese, invece, è calato dell’1,3% perché scendono del 10% quelle agricole e salgono, seppur di poco, +0,2%, quelle non agricole.

L’ANDAMENTO DEI SETTORI
La maggiore selezione tra le imprese la si osserva nel settore manifatturiero (-12,9%), seguito dal commercio (-9,7%) e dalle costruzioni (-3,3%). Segno positivo, invece, per i servizi (escluso il commercio si arriva ad un +14%), il turismo (9,4%), i servizi alle persone (15,1%) e quelli alle imprese (15,5%).
Tra questi ultimi, il dinamismo maggiore si concentra nelle imprese di sanità e assistenza sociale (+34,8%), noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese (+32,1%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+31,7%), attività artistiche, sportive, di intrattenimento (+21%), attività finanziarie e assicurative (+19%) e servizi di informazione e comunicazione (+14,5%).