News

Economia Italia: tra la caccia al gas, e all'evasione fiscale, spunta il "caos superbonus"

Economia Italia: tra la caccia al gas, e all'evasione fiscale, spunta il "caos superbonus"

SENZA GAS RUSSO E’ RAZIONAMENTO
Lo si legge in un’intervista de Il Tempo a Davide Tabarelli, presidente di Nomisma: «Il nodo dei nodi è guadagnare l’indipendenza dalle forniture russe. L’Italia acquista da Mosca 29 miliardi l’anno, su 70 totali di fabbisogno. Un Paese in cui il ricorso a fonti di approvvigionamento interno è passato in circa vent’anni da una copertura di 20 miliardi a poco più di tre. La buona volontà da parte del governo c’è, ma non basta». Non è sufficiente, perché l’accordo con l’Algeria «in un anno porterà, se va bene, 2 miliardi di metri cubi: se noi dovessimo troncare le importazioni di gas dalla Russia, rischieremmo di andare incontro ad un razionamento duro e questo è il vero problema». Dall’altro lato si affronta la questione dei due rigassificatori galleggianti di cui si sta dotando il nostro Paese: «Siamo in fase di negoziazione – dice ancora Tabarelli – ma sono cose da pagare, da fare arrivare nel nostro Paese. Poi, bisogna trovare il gas naturale liquefatto, e anche in questo caso non è una passeggiata. Non c’è tantissimo, in giro per il mondo». La partita del nucleare resta aperta, così come la richiesta dell’Europa all’Opec di aumentare la produzione di petrolio: «Però, dal 2019 c’è stato un avvicinamento tra Russia e Opec. E nel 2020 un accordo tra Opec e una decina di Paesi, tra cui la Russia. Questa vicinanza impedisce di fare manovre di aumento a favore dell’Europa che sta facendo la guerra contro Mosca».

SUPERBONUS, LE BANCHE BLOCCANO IL MERCATO DEGLI SCONTI IN FATTURA

Superbonus

Si legge su La Repubblica e La Stampa che «le banche più piccole da tempo hanno chiuso i rubinetti e ora anche le più grandi tirano il freno. L’ultima stretta arriva da Intesa Sanpaolo e da Unicredit che, insieme a Poste Italiane, sono i primi operatori nell’ambito dei bonus edilizi: i due istituti di credito hanno bloccato l’acquisto di nuovi crediti, sia per la mole di richieste e sia per il raggiungimento, ormai prossimo, della capienza fiscale». Sul tavolo del governo c’è un’estensione dei termini e un allentamento sulla limitazione delle cessioni del credito. Per quanto riguarda la prima, «per il superbonus per le villette è in arrivo una proroga oltre il 30 giugno e il termine potrebbe slittare almeno al 31 dicembre 2022. Inoltre, sarà rimandato il termine intermedio del 30% fissato per i lavori delle abitazioni unifamiliari (i condomini hanno tempo fino al 2025). Poi sarà chiarito se la percentuale del 30% dell’intervento complessivo è riferita al complesso dei lavori o ai singoli lavori oggetto dell’intervento». Per quanto riguarda il numero di cessioni: «Lo scorso febbraio, il governo aveva deciso che i passaggi dei crediti devono fermarsi a un massimo di tre. Ora, potrebbe essere introdotta una quarta cessione, ma solo per le banche e a patto che il credito vada a un correntista dell’istituto».

DA GIUGNO, MULTE A CHI NON USA IL POS
Si legge sul Corriere della Sera che «ieri, nel giorno in cui l’Ue ha versato all’Italia la prima

Pos

rata da 21 miliardi di euro per il Pnrr, uno degli obiettivi del Piano è rimasto: l’obbligo di Pos per esercenti e professionisti è già in vigore dal 2013, ma la multa sarebbe dovuta diventare operativa dal 1° gennaio 2023. Ora, con un decreto del Consiglio dei ministri la data sarà anticipata al 30 giugno 2022». La sanzione sarà di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento. Un esempio da Il Sole 24 Ore: «Per un pagamento negato con carta elettronica da 25 euro, l’esercente dovrà pagare una multa di 31 euro».  L’anticipo è passato, ma ora la battaglia si sposta in Parlamento.

PARTITE IVA, E-FATTURA DA 25MILA EURO

E-Fattura

Scrive Il Sole 24 Ore che «il Decreto Pnrr pone uno stop agli esoneri dall’obbligo di fattura elettronica: questa sarà estesa anche alle partite Iva in regime forfettario, ma solo sopra i 25mila euro di ricavi e compensi. Il limite varrà fino a tutto il 2024. A conti fatti, la novità coinvolgerà non meno di 800mila partite Iva». Secondo la bozza del Decreto, «viene previsto un regime transitorio (anche se molto limitato) in relazione ai primi documenti da emettere. Solo per il terzo trimestre 2022 (ossia da luglio a settembre) non scatteranno sanzioni se la fattura elettronica sarà emessa entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Dopo questi primi tre mesi, anche per i nuovi obbligati scatterà la tagliola dei 12 giorni per l’emissione della fattura immediata (discorso diverso per quella differita da emettere entro il giorno 15 del mese successivo, ma è vincolata ad una serie di requisiti). Oltre ai contribuenti forfettari, l’obbligo della e-fattura scatta anche per le associazioni sportive dilettantistiche e per gli enti del Terzo settore con proventi da attività commerciali fino a 65mila euro.