
ENERGIA: L’UE VERSO UNA CENTRALE UNICA PER GLI ACQUISTI DEL GAS
Lo scrive il Sole 24 Ore: “Di fronte all’aumento del prezzo dell’energia, Bruxelles ha proposto l’acquisto in comune di gas”. La comunicazione della Commissione contiene una serie di misure “da prendere nel breve termine” e provvedimenti che agiranno nel medio-lungo periodo. Tra le prime, ci sono il sostegno al reddito, l’eventuale riduzione dell’imposizione e la dilazione nel pagamento delle bollette. Per aiutare, soprattutto, i gruppi più vulnerabili di utenti e le piccole imprese. Le misure devono essere “facilmente adattabili e devono evitare di interferire con la dinamica dei mercati dell’elettricità o di mettere a rischio la transizione ambientale verso le fonti rinnovabili”. Per quanto riguarda il medio-lungo periodo, invece, “la Commissione esaminerà i possibili vantaggi dell’acquisto congiunto di stock di riserva di gas per consentire di mettere in comune le forze e creare riserve strategiche”. Nel frattempo, le diverse posizioni tra Paesi del Nord e del Sud rischiano già di portare ad una spaccatura: i primi pensano che l’aumento dei prezzi sia passeggero e vogliono evitare fughe in avanti; i secondi ritengono, invece, che la situazione riveli problemi più strutturali. I costi derivanti da una assenza di integrazione tra le nazioni ammonteranno, nel 2050, al 5,6% del Pil.
CARO ENERGIA E MERCI BLOCCATE: TORNA LO SPETTRO STAGFLAZIONE
Su Repubblica si legge che “il Fondo monetario internazionale ha lanciato un nuovo allarme:

l’inflazione rischia di danneggiare la ripresa”. Che deve fare i conti con un mix esplosivo fatto di shock energetico (il petrolio ha sfondato il tetto degli 80 dollari a barile), penuria di manodopera (per attirare lavoratori le imprese americane hanno adeguato le buste paga, cresciute del 4,6%), scarsità di materie prime e strozzature nelle supply chain globali. E sono proprio gli ingorghi logistici e produttivi, abbinati all’inadeguatezza delle infrastrutture di trasporto, ad ostacolare il rimbalzo dopo la pandemia. L’America rischia quella stagflazione che la segnò negli anni Settanta perché i prezzi al consumo, a settembre, sono aumentati del 5,4%; si procederà ad un adeguamento del 5,9% sulle pensioni e il 46% delle piccole imprese “prevede di alzare ancora i prezzi nel prossimo trimestre”.
MINI-PROROGA PER LE CARTELLE FISCALI E ALTRE 13 SETTIMANE DI CIG

“Il decreto fiscale sta per arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri – si legge sulla Stampa – e il piatto forte del menù saranno le cartelle esattoriali”. Si va verso una mini-proroga delle scadenze o, meglio, verrà concesso più tempo per pagare gli atti che il Fisco ha cominciato a notificare dal 1° settembre scorso. Il Parlamento ha chiesto 150 giorni di tempo, ossia 5 mesi, per il pagamento delle cartelle, ma “l’opzione sulla quale potrebbe convergere il Tesoro prevede 120 giorni di rinvio. Non ci sarà nessun altro stop della riscossione, né una rottamazione quater o una riapertura dei termini del saldo e stralcio per i contribuenti non in regola con le rate”. Nel provvedimento ci saranno anche misure di semplificazione per giungere, in futuro, alla fusione tra Agenzia delle entrate e Riscossione. Però, il governo sta lavorando anche su un nuovo intervento a sostegno delle imprese che hanno terminato la cassa integrazione nel mese di ottobre: probabilmente, verranno finanziate altre 13 settimane di cassa integrazione senza contributo addizionale, fino al 31 dicembre, con causale Covid.
CRISI D’IMPRESA: C’E’ IL SI’ DEL SENATO PER LA COMPOSIZIONE NEGOZIATA
“Passa al Senato il maxiemendamento del Governo interamente sostitutivo del disegno di

legge di conversione della crisi d’impresa”, si legge sul Sole 24 Ore. Nel testo, l’accento è posto sulla “nuova composizione negoziale della crisi, destinata dal 15 novembre a sostituire le misure di allerta, per evitare che una fase temporanea di difficoltà si converta quasi automaticamente in insolvenza”. Allo studio anche “un progetto di riforma della parte penale della Legge fallimentare per rivedere, nel segno di una minore astrazione e maggiore tassatività, le varie fattispecie di bancarotta”. Ma si lavora anche su un nuovo intervento per la parte civilistica, per adeguare la nostra legislazione fallimentare alla nuova direttiva sull’insolvenza. Con particolare attenzione per tre elementi: “Quadri di ristrutturazione preventiva per il debitore in difficoltà finanziarie per impedire l’insolvenza e garantirne la sostenibilità economica; procedure che portano all’esdebitazione dei debiti contratti dall’imprenditore insolvente; misure per aumentare l’efficienza delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e esdebitazione”.