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Etichettatura ambientale degli imballaggi: l’obbligo slitta al 30 giugno 2022

Etichettatura ambientale degli imballaggi: l’obbligo slitta al 30 giugno 2022

In Italia, l’obbligo dell’etichettatura ambientale degli imballaggi era scattato il 26 settembre 2020. Finalità corrette, quelle del pacchetto di direttive europee sull’economia circolare introdotto nel nostro Paese dal DL 116/2020, ma che aprivano diversi dubbi interpretativi e forti incertezze sugli aspetti operativi a tal punto da disorientare produttori e utilizzatori.

La sospensione dell’obbligo slitta dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022
E’ dal mese di aprile 2021 che Confartigianato insiste, con un pressing supportato da correttezze normative, sulla sospensione di tutta la misura almeno fino al 2022. E così è stato. E’ di pochi giorni fa la notizia che nel DL Milleproroghe viene confermata la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi, che slitta dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022. Allo stesso modo, i prodotti che alla data del 1° luglio 2022 risultino già immessi in commercio sebbene privi di etichettatura potranno essere commercializzati fino a esaurimento scorte. Questo risultato aggiuntivo, ottenuto nel maggio 2021, risolve un ulteriore problema: gli imballaggi, infatti, si sarebbero accumulati nei magazzini provocando difficoltà pratiche, logistiche e anche ambientali.  Al Ministero della transizione ecologica viene ora affidato il compito di superare, con un apposito decreto entro gennaio, le criticità operative sinora riscontrate, approvando le linee guida CONAI.

Ecco cosa è successo
Linee guida sulle quali si era concentrata la Confederazione nel mese di aprile dello scorso anno: la nuova scadenza del 2022, infatti, assicurava il tempo necessario per chiarire l’operatività del pacchetto, a maggior ragione di fronte a quella linea guida CONAI che non avrebbe potuto avere la forza normativa per regolare un intero sistema e, di conseguenza, non avrebbe dato alcuna garanzia alle aziende. Anche perché le sanzioni previste per le inadempienze (da 5.200 a 40.000 euro) erano assolutamente spropositate e insostenibili per le piccole e medie imprese costrette ad operare in tempi di pandemia in un contesto così poco chiaro.
In aggiunta a questo, nel maggio 2021 Confartigianato presenta una proposta di emendamento per inserire il corretto riferimento di legge. L’ultima conferma della sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale disposta con la legge di conversione del DL Sostegni, infatti, faceva erroneamente riferimento alla legge n. 21 del 26 febbraio 2021, con la quale si era disposta una proroga parziale dell’obbligo di etichettatura. Proposta accettata dal Governo e che ha portato ad una sospensione che arriverà fino al 30 giugno 2022.