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Filiera corta: comprare vicino, vendere lontano. Partecipa anche tu!

Filiera corta: comprare vicino, vendere lontano. Partecipa anche tu!

C’è chi passa ore al telefono a cucire rapporti e a predisporre piani d’azione per proporre alternative efficaci di organizzazione e produzione. E lavora per diventare un connettore di fornitori e offrire ai clienti un servizio “chiavi in mano”. (Meccanica Besnatese)

C’è chi spinge sulla collaborazione progettuale come anticamera dell’aggregazione tra imprese, perché senza una visione comune la filiera rischia di diventare un recinto. (Setecs Engineering).

C’è chi è stato acquisito da una multinazionale estera, ma scommette sulla filiera corta perché è una questione di comodità, gestione e metodo. L’organizzazione prende il posto dell’improvvisazione. (R&M Italia).


Tre imprese, tre modi leggermente diversi, ma non contrastanti, di intendere la filiera corta (reciprocità, scambio di opportunità, aiuto operativo) e un solo obiettivo: passare da una semplice connessione ad una vera integrazione di teste e obiettivi con una governance condivisa.

IL 22 LUGLIO, A MATERIA, TRE IMPRESE RACCONTANO LA LORO ESPERIENZA

Ne parliamo il 22 luglio 2026, alle ore 18.30, a Materia Spazio Libero (via Confalonieri 5, Castronno), con Fabrizio Severgnini (Meccanica Besnatese), Simone Pasqualotto (Setecs Engineering), Mauro D’Oronzo (R&M Italia), Michele Mancino (vicedirettore di Varesenews) e Gioacchino Garofoli (già professore di Politica Economica e autore del libro “Sviluppo e crisi dell'economia italiana. Dal 1945 ad oggi”).

L’appuntamento, dal titolo “Comprare vicino, vendere lontano: perché conviene esserci”, è organizzato da Confartigianato Varese con Materia e Materia Impresa Lab.

 


PERCHE’ CONVIENE LAVORARE IN FILIERA

Strutturare quelle collaborazioni che, ad oggi, sono da considerarsi ancora informali offre un ventaglio di opportunità che un’impresa, da sola, non potrebbe mai permettersi: dal coinvolgimento in progetti sempre più ambiziosi e interessanti per i mercati, al miglioramento esponenziale delle proprie, rispettive, competenze.

Ma c’è di più: le singole imprese che fanno parte della filiera potrebbero aprire le porte alla continuità generazionale (nel caso in cui gli eredi non fossero interessati a subentrare nell’attività di famiglia) e aumentare il loro valore sul mercato.

I VANTAGGI DI UNA COLLABORAZIONE STRUTTURATA

I vantaggi ci sono e sono indiscutibili: conoscenza diretta dei fornitori, scambio continuo di Know how, specializzazione diffusa, valori condivisi del territorio, continuità produttiva, riduzione dei costi logistici, adattamento rapido alle richieste, gestione flessibile delle emergenze, risoluzione informale dei conflitti, posizionamento su nuovi mercati, obiettivi globali con controllo locale.

Oggi, l’80% di quello che un’impresa potrebbe fare da sola, con la filiera potrebbe farlo insieme ad altre, meglio e a costi più bassi. Con una leva potentissima: l’intelligenza collettiva.

I PUNTI DEBOLI SUI QUALI INSISTONO LE IMPRESE

D’altro lato, però, non mancano i punti deboli. Ad elencali sono gli stessi imprenditori: l’individualismo delle piccole imprese, la paura di condividere idee e progetti, la mancanza di visione o di strategia, il timore di perdere marginalità, o di doverla dividere, con le altre aziende della filiera, il rapporto qualità/costo dei prodotti non sempre competitivo, la preoccupazione che i talenti lascino un’azienda per un’altra, la chiusura di alcune aziende per mancato passaggio generazionale.

Se da un lato può mancare la fiducia, dall’altro è proprio su questa che devono investire le aziende.

LE DOMANDE CHE SI FANNO TUTTI

L’appuntamento del 22 luglio 2026 porta nel dibattito le tante esperienze quotidiane dell’imprenditoria:

  • Cosa manca per passare dalla rete informale ad una rete organizzata e strutturata?
  • Perché non sono sufficienti le relazioni e i contatti?
  • Perché, per creare una filiera, non basta che un’azienda si rivolga al vicino di capannone solo quando deve affrontare le troppe richieste produttive?

Ad oggi, i tre imprenditori che saranno presenti a Materia non stanno solo accorciando la filiera, ma stanno tentando ci governarla. Sapendo che il limite è in parte tecnico ma, soprattutto, culturale e organizzativo vogliono fare un passo in più: condividere regole, visioni, idee, obiettivi, anche spazi e investimenti. Perché la filiera, così come è, può anche funzionare ma è ancora fragile.

Quando funziona? Quando si trasforma in hub cognitivo nel quale si intrecciano fra loro relazioni, competenze e velocità.


Tu, usi la filiera corta?
Quanto e come?
Vuoi raccontare la tua esperienza?
Vieni il 22 luglio 2026, alle 18.30, a Materia Spazio Libero per un confronto aperto.