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Gli italiani e la pandemia: ecco cosa cambia dal 7 febbraio. Poi, gas e inflazione: la Bce scende in campo

Gli italiani e la pandemia: ecco cosa cambia dal 7 febbraio. Poi, gas e inflazione: la Bce scende in campo

PASS, MASCHERINE ED EMERGENZA: TUTTE LE REGOLE DATA PER DATA
Lo scrive il Corriere della Sera: «Comincia lunedì 7 febbraio la nuova fase di uscita graduale dalla pandemia con le riaperture e gli allentamenti previsti dal governo. Ecco il calendario delle nuove regole».

  • 7 febbraio: green pass. Il certificato rilasciato a chi è vaccinato oppure guarito e ha ricevuto tre dosi avrà scadenza illimitata. Così come il green pass rilasciato a chi ha ricevuto due dosi di vaccino e poi ha avuto il Covid. Quello rilasciato a chi ha avuto il Covid e, in seguito, ha fatto due dosi vale invece sei mesi. Per ottenere la validità illimitata, chi appartiene a questa categoria dovrà sottoporsi alla terza dose.
  • 11 febbraio: mascherine. All’aperto non sono più obbligatorie; resta invece l’obbligo al chiuso: nei bar e nei ristoranti quando ci si alza dal tavolo; nei cinema e nei teatri va indossata sempre; nelle palestre e nei centri sportivi solo quando si entra nelle aree comuni; sui treni, aerei, navi e su tutti i mezzi di trasporto pubblico è obbligatoria la Ffp2. Riaprono le discoteche, ma qui potrà entrare solo chi ha il green pass rafforzato. Se la discoteca è al chiuso si dovrà indossare la mascherina, tranne quando si balla.
  • 15 febbraio: obbligo vaccinale per gli over 50. Dovranno dimostrare di aver ricevuto almeno la prima dose di vaccino. In caso contrario, scatta la sospensione dal lavoro senza retribuzione e la sanzione da 600 a 1.500 euro se si è colti sul luogo di lavoro senza green passa rafforzato. Chi deve controllare rischia una multa da 400 a mille euro.
  • 15 giugno: fine dell’obbligo vaccinale. L’obbligo scade per tutte le categorie di lavoratori: personale sanitario e dipendenti esterni delle Rsa; personale scolastico; forze dell’ordine.

PIU’ GAS DALLA RUSSIA, MA LA UE CERCA FORNITORI ALTERNATIVI

Gas

«Le forniture di gas da Gazprom stanno risalendo, nei tubi della Yamal-Europe il gas russo è tornato a scorrere verso la Germania, ma Usa e Unione europea stanno fornitori alternativi: Azerbaijan e Qatar ma anche Libia e Algeria», scrive il Sole 24 Ore. Che aggiunge: «Benché tuttora carissimo, il gas oggi vale meno della metà - circa 80€/MWh (-30 sulla media di dicembre) e l’elettricità è sui 220 euro a megawattora (-60) - e ci sono buone probabilità di ulteriori ribassi con l’avvicinarsi della primavera». Tutti i fornitori alternativi premono per contratti pluriennali «indicandoli come unica vera tutela degli interessi europei: forse, davvero, la Ue si è affidata troppo ai contratti spot e per questo i prezzi del gas sono saliti a livelli senza precedenti».

TASSI E ACQUISTI: LA BCE E’ PRONTA AD ALZARE IL COSTO DEL DENARO
Lo scrive il Corriere della Sera: «Per la prima volta, la Bce ha segnalato che l’inflazione

Inflazione

indotta quasi solo dai costi dell’energia (che sono quintuplicati) può portarla ad un cambio di rotta: fine degli acquisti di titoli anticipata forse già in estate e aumento dei tassi di interesse ormai possibili prima che finisca il 2022. Il rialzo del costo del denaro potrebbe scattare entro dicembre». L’indice dei prezzi in eurozona, che ha fatto registrare un +5,1% su base annua, ha spiazzato la Bce e la preoccupazione monta. A fare i conti con questa decisione sarà, prima fra tutti, l’Italia perché «nei prossimi mesi potranno venire meno per i titoli di Stato di Roma sia il sostegno dei tassi zero o sottozero della Bce, sia gli acquisti deliberati a Francoforte che da anni assorbono tutta l’offerta di debito pubblico italiano sul mercato». Per ora l’inflazione non sta intaccando salari e stipendi – senza il boom dei listini energetici, il carovita sarebbe oggi dimezzato al 2,6% - però la sostanza resta.

BASILEA 3 METTERA’ IN CRISI IL TRADIZIONALE FIDO BANCARIO

Basilea 3

La Banca europea dei regolamenti ha partorito Basilea 3 per ridurre il rischio di eventuali crack bancari, ed ora spetta ai governi nazionali ratificare tali atti. «Nei quali – scrive Italia Oggi – emerge un approccio di natura restrittiva che riguarda il tradizionale scopert di c/c a revoca o fido da empre utilizzato dalle Pmi. Con Basilea 3 si arriverà ad un assorbimento di capitale di vigilanza a sfavore della banca erogante rispetto all’attuale richiesta di zero ponderazione. E questo comporterà un incremento di costi sul prodotto, o un razionamento del credito per le Pmi, perché troppo svantaggioso per la banca». A creare confusione ci sono anche i processi di valutazione dei rischi fino ad oggi realizzati «tramite lo sviluppo di processi interni alla banca. Basilea 3 impone la coabitazione tra i modelli interni (sviluppati a secondo del model business) e i modelli precostituiti e standardizzati». E questo potrebbe portare ad una mala interpretazione dei fondamentali patrimoniali e reddituali delle Pmi, inquadrando così in modo sbagliato il loro merito di credito.