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Gli italiani sempre più "formiche": soldi sui conti correnti per pagare le bollette?

Gli italiani sempre più "formiche": soldi sui conti correnti per pagare le bollette?

SUI CONTI CORRENTI DEGLI ITALIANI CI SONO 255 MILIARDI IN PIU’
Lo dice la “Ricerca sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani” realizzata da Intesa Sanpaolo con il Centro Einaudi. Si legge sul Corriere della Sera che “la forbice sociale si è allargata ed è cresciuto il risparmio involontario, cioè la riduzione dei consumi, del 6,7%, mentre la quota di risparmiatori è scesa dal 55,1 al 48,6%. Più colpite le donne: solo il 45% non ha intaccato i propri risparmi, mentre il 10% li ha usati in modo rilevante”. Si riduce invece il risparmio intenzionale, perché si rimandano gli investimenti, “ed è aumentato quello precauzionale. In ottobre, rispetto a fine dicembre 2019, la liquidità depositata sui conti correnti è aumentata di 255,9 miliardi, e di questi 130,5 vengono dalle famiglie”. L’incertezza porta al “bene rifugio” che è la casa: 1,5 milioni di persone sta pensando di acquistarla nei prossimi due anni e 282 mila hanno già pianificato di farlo entro 12 mesi. La propensione al risparmio degli italiani riconduce il discorso al tema dell’educazione finanziaria. Se ne parla nell’ultimo podcast di Imprese e Territorio con Gianni Nicolini, professore associato di Economia degli Intermediari finanziari all’Università Tor Vergata.

CASE: PER VENDITA O AFFITTO OBBLIGHI “SOFT” DI EFFICIENZA VERDE

Casa

Raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, e tagliare del 55% le emissioni di CO2 rispetto al 1990 entro il 2030, così come richiesto dall’Unione europea, coinvolge non solo il mondo dell’energia, ma anche quello dell’edilizia con la direttiva sull’efficienza degli edifici. La notizia su Sky TG24: “La stretta sulle case voluta dall’Europa in modo che inquinino meno potrebbe essere più morbida di quanto atteso. I nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero, mentre per gli immobili esistenti si prevede la graduale introduzione di requisiti minimi di efficienza energetica e ogni Stato dovrà individuare il 15% degli immobili, esclusi quelli storici, che hanno i maggiori problemi”. Il mattone è responsabile di circa il 40% del consumo energetico della Ue e del 36% delle missioni di gas serra legate all’utilizzo di energia. Però, rendere più “verde la propria casa ha un costo: nel nostro Paese più di un terzo degli edifici è di classe G, la peggiore; un quarto è al livello di poco superiore, la F. In quest’ultimo gradino, secondo la bozza della direttiva europea, dovranno rientrare dal 2030 case e appartamenti per poter essere venduti o affittati e dal 2033 bisognerà salire ancora: almeno alla classe E”. Un’operazione di ristrutturazione che costerebbe circa 12 miliardi all’anno per dieci anni.

BOLLETTE: SI PENSA ALLA RATEIZZAZIONE PER LE IMPRESE
Si legge sul Sole 24 Ore che “la dote complessiva messa a terra dal governo contro il caro-

Bollette

energia è di 3,8 miliardi di euro. Così suddivisi: 1,8 miliardi per azzerare gli oneri di sistema per il settore elettrico e annullare le aliquote applicate a famiglie e imprese (nel caso specifico si parla di microimprese con potenza disponibile fino a 16,5 Kilowatt); 600 milioni per ridurre l’Iva sul gas al 5%; 500 milioni per azzerare gli oneri di sistema sul gas; 900 milioni per annullare l’aumento per beneficiari del bonus sociale”. Accanto a queste misure si valuta la rateizzazione delle bollette “per quelle imprese rimaste fuori dagli interventi messi in campo fino ad ora. Il nodo principale restano le aziende che consumano grossi quantitativi di energia”. Si tratta di una misura tampone che andrebbe definita con l’Arera. L’Authority, però, già da tempo ha predisposto per i clienti morosi “un meccanismo di rateizzazione che, quindi, andrebbe rimodulato per ricomprendere anche altre tipologie di utenti”.

LA FATTURA ELETTRONICA DIVENTA EXTRA LARGE

Fattura elettronica

Lo ha deciso il Consiglio dell’Unione europea e ne scrive Italia Oggi: “L’Italia potrà prolungare l’obbligo dell’emissione della fattura elettronica fino al 31 dicembre 2024 ed estenderlo ai soggetti che si avvalgono del regime di franchigia per le piccole imprese”. Per intenderci, si tratta di quelle persone fisiche “che si avvalgono del regime forfetario, o di quello di vantaggio previsti dalla normativa nazionale, e che erano escluse dalla precedente autorizzazione”. Il volume d’affari dei soggetti passivi che si avvalgono della franchigia deve restare entro i 65mila euro annui. Va ricordato che l’obbligo di emettere fatture esclusivamente in formato elettronico via Sdi (Sistema di interscambio) vale soltanto per i soggetti passivi stabiliti in Italia, e che non scatta “per i fornitori nazionali quando il destinatario dell’operazione è un soggetto stabilito all’estero”.