
La manifattura cala, il comparto delle Costruzioni va male (segno meno per il quarto anno consecutivo) e nel 2023 anche la crescita del Pil si ridurrà. Sono gli effetti della guerra tra Russia e Ucraina. Che porta con sé il blocco delle forniture del gas, un’inflazione sempre più alta e la salita dei tassi di interesse. A peggiorare la situazione ci sono le nuove varianti Covid-19 (che pesano sulle strutture sanitarie) e gli obiettivi, per ora insufficienti, del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
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L’ECONOMIA SOTTO ATTACCO |
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Previsioni quotazioni gas 2023 |
Più che triple rispetto al 2021 |
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Produzione manifatturiera |
-0,9% a livello congiunturale |
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Chimica |
-5,2% |
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Gomma, plastica, vetro, cemento e ceramica |
-4,9% |
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Metallurgia e metalli |
-3,2% |
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Vendite al dettaglio |
-0,7% |
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Volume esportazioni primi otto mesi 2022 |
+1% |
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Volume importazioni primi otto mesi 2022 |
+3,2% |
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Previsioni occupazione ottobre-dicembre 2022 |
-10,4% |
ENERGIA: ESCALATION DEI PREZZI ALL’INGROSSO
I prezzi all’ingrosso dell’energia, questa estate, sono aumentati lasciando strascichi importanti sulla gestione delle imprese. Ora stanno diminuendo, ma c’è ancora il rischio che la Russia interrompa le forniture del gas. Ed è difficile che si possa tornare a prezzi accettabili perché le quotazioni del metano previste per il 2023 sono triple rispetto a quelle del 2021.
I SETTORI: CHI SALE E CHI SCENDE
Di fronte a questa situazione, cosa sta accadendo alle imprese italiane? Il quadro d’insieme mostra un’economia in ordine sparso: la produzione manifatturiera, che tiene su base tendenziale con un +1,3% nei primi otto mesi del 2022, lascia a terra 0,9 punti percentuali a livello congiunturale. Francia e Germania fanno meglio: la prima registra un aumento dell’1,4%, mentre la seconda è a +1,9%. Eppure, nonostante la guerra il nostro Paese, quest’anno, vede una crescita del Pil in linea con quello della Cina e superiore a Germania e Stati Uniti. Soffrono, però, i settori più energivori: la chimica (-5,2%), la gomma, plastica, vetro, cemento e ceramica (-4,9%), la metallurgia e i metalli (-3,2%). Dopo aver trainato la ripresa, la produzione nelle costruzioni a luglio 2022 registra la quarta flessione congiunturale consecutiva. Quale è la causa della perdita di competitività della manifattura italiana? L’aumento dei costi energetici e il mancato coordinamento dei Paesi Ue su interventi contro il caro energia. In soli dodici mesi, c’è stato un aumento di 4 punti di Pil dell’import di energia.
DIMINUISCE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE
Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso di 0,8 punti percentuali la crescita del Pil italiano del 2023, e le imprese hanno sempre meno fiducia nel futuro. Ma segnali preoccupanti arrivano anche dalle vendite al dettaglio e dall’export: le prime, nel trimestre giugno-agosto 2022, segnano un -0,7%, mentre il secondo si limita ad un +1%. Le importazioni, invece, sono a +3,2%.
IL MERCATO DEL LAVORO: L’EFFETTO TRAINO DELLE PMI
Le imprese resistono, ma le previsioni della domanda per l’autunno non sono positive. Tra febbraio e agosto 2022 gli occupati sono saliti di 130mila unità; l’88,6% dipendenti a tempo indeterminato. Le piccole e medie imprese trainano la domanda di lavoro, ma il problema della reperibilità di figure professionali non è affatto risolto: nel mese di ottobre, la difficoltà di trovare operai specializzati interessa il 53,4% delle assunzioni. Così, anche le previsioni occupazionali registrano una flessione: il 10,4% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2021. A pagare il conto più alto è, ancora una volta, la manifattura. E da giugno 2022 inizia ad essere negativo anche il tasso si crescita delle imprese.
FINANZIAMENTI PER PAGARE LE BOLLETTE
Sulle imprese grava la domanda di credito – a tassi sempre più alti – per pagare materie prime e bollette elettriche e del gas. Sempre più micro e piccole imprese presentano un grado di rischio finanziario elevato.
COSA POSSONO FARE LE IMPRESE
In attesa dell'insediamento del nuovo governo in Italia e del Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre, che dovrà decidere su una linea comune tra i Paesi Ue per fare fronte al caro energia, proponiamo alle imprese la "Guida per affrontare il caro bollette". La trovate QUI