
Intelligenza Artificiale e robot: quale impatto sul mercato del lavoro? Secondo l’ultimo report di Confartigianato, nel quale si analizzano le principali tendenze macroeconomiche e congiunturali del 2023, il fenomeno deve essere tenuto sotto controllo.
Infatti, proprio sul mercato del lavoro la IA porterà ad una polarizzazione della qualità e attiverà una domanda formativa anche sui profili professionali più elevati: il dibattito sulla disoccupazione tecnologica si fa discusso e controverso perché:
FATTORI ABILITANTI DELLA IA E POSIZIONAMENTO DELLE PMI ITALIANE
I dati contenuti nel report scattano un’istantanea interessante riguardante l’uso, da parte delle Pmi (da 10 a 49 addetti), di alcune tecnologie abilitanti e dell’Intelligenza Artificiale:
PMI E IA: ECCO COSA CAMBIA
I sistemi di Intelligenza Artificiale richiederanno un riequilibrio del portafoglio delle competenze imprenditoriali, un fenomeno più marcato per le piccole imprese nelle quali l’imprenditore accentra su di sé attività nelle quali è elevato l’impatto della IA: analisi di bilancio, funzioni di controllo, gestione del credito e della finanza d’impresa, progettazione e amministrazione di sistemi, gestione legale e del personale, direzione vendite, organizzazione e gestione dei fattori produttivi, formazione on the job, gestione dei rapporti con il mercato dell’impresa, trasferimento e trattamento delle informazioni aziendali, informazioni e assistenza dei clienti.
PERCHE’ LE PMI USANO LA IA?
OCCUPAZIONE NELLE PMI: INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ROBOT
I cambiamenti dettati dall’Intelligenza Artificiale, in Italia, interesseranno 8.366.000 occupati: il 36,2% del totale. L’impatto sull’occupazione nelle imprese è del 25,4%; nelle Pmi la quota scende al 22,2%. Le figure professionali “a rischio” sono: artigiani, operai specializzati e agricoltori. Con la robotica, sono a rischio il 26,4% degli occupati. Nelle Pmi la quota sale al 36,1%. Le piccole e medie imprese italiane che usano i robot sono il 6,9% e occupano la quarta posizione nella classifica europea.
I TERRITORI DOVE MAGGIORE E’ L’ESPOSIZIONE
La quota più elevata di entrate in professioni maggiormente esposte all'impatto dei sistemi di intelligenza artificiale si registra in Lombardia (32,5%) e Lazio (32,0%), seguite dal Piemonte con IL 27%, Campania con IL 25,3% ED Emilia-Romagna con IL 23,8%. All'opposto, sempre sulla base dei profili professionali richiesti, si osserva una minore esposizione nelle Marche (18,4%), Sardegna (18,3%), Abruzzo (17,5%) e Basilicata (16,7%).