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Il caldo non è un'emergenza: è un mercato che cambia

Il caldo non è un'emergenza: è un mercato che cambia

Estati più lunghe e più calde chiedono case, capannoni e impianti diversi. Per impiantisti e costruttori della provincia è lavoro che arriva, a chi ha le competenze per farlo. Si apre «La casa del futuro».

Il grande caldo non è un'emergenza stagionale. È un mercato che cambia: il modo di costruire, climatizzare e abitare le case, i consumi di energia, le abitudini di lavoro negli uffici e nei capannoni. E cambia il lavoro di chi progetta e costruisce quegli edifici e ne cura gli impianti.

Le proiezioni dell'Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, indicano per il Mediterraneo estati più lunghe e più calde e ondate di calore più frequenti e più intense (Sesto rapporto di valutazione, 2021–2023). Sotto pressione finiscono le persone, e con loro gli edifici e gli impianti.

Il problema è anche economico. Estati più estreme e strutturalmente diverse costringono i compressori a lavorare sotto stress, surriscaldano i condensatori, riducono l'efficienza delle pompe di calore, aumentano le perdite di gas refrigerante, anticipano l'usura dei ventilatori e dei componenti elettronici, mandano gli inverter in derating termico. Impianti progettati dieci anni fa reggono a fatica condizioni che non erano previste.

Il patrimonio edilizio italiano è fra i più vecchi d'Europa. Il Rapporto annuale sull'efficienza energetica 2026 dell'Enea, sugli attestati di prestazione energetica rilasciati nel 2025, colloca in classe F o G fra il 47 e il 51 per cento degli edifici residenziali e di quelli industriali e artigianali certificati. Ripensare il raffrescamento di case e capannoni, garantendo comfort di vita e di lavoro, è il lavoro dei prossimi anni.

Per edili e impiantisti è un mercato che si apre:

  • La domanda di manutenzione, riqualificazione e adeguamento degli impianti sarà costante e continuativa
  • Per la progettazione, la costruzione e la ristrutturazione degli edifici, così come per l'installazione di impianti di nuova generazione, saranno richieste nuove figure professionali con nuove competenze
  • Il comfort estivo avrà la stessa importanza del comfort invernale
  • Gli impianti di raffrescamento e la capacità dell'edificio di assicurare un benessere abitativo influenzeranno direttamente il valore dell'immobile: le abitazioni meno efficienti si vendono o si affittano con maggiori difficoltà, presentano costi assicurativi più elevati, chiedono manutenzioni continue ma non sempre risolutive
  • I dati del comfort, contatori, domotica, piattaforme di gestione dell'energia, entrano nel lavoro delle imprese, e la domanda che conta è chi li possiede e chi li sa leggere

Per le imprese di impianti e di costruzioni della provincia di Varese questo mercato è un'occasione e insieme una riqualificazione da affrontare. Il caldo è già entrato nei conti: un preventivo che non lo mette in conto perde margine, e nei giorni a rischio alto l'ordinanza della Regione Lombardia n. 484 del 9 giugno 2026 ferma i cantieri all'aperto dalle 12.30 alle 16, ore di lavoro che vanno riprogrammate. Quanto il raffrescamento pesi già sul portafoglio lavori, quali competenze manchino e che cosa freni, tra norme, forniture e personale, Confartigianato Imprese Varese lo chiederà direttamente agli impiantisti e alle imprese delle costruzioni associate con una survey dedicata: i risultati entreranno nei passaggi successivi del ciclo.

Da qui parte «La casa del futuro», il ciclo con cui Imprese Territorio, il magazine di Confartigianato Imprese Varese, affronta il tema nelle prossime settimane:

  • Come cambiano i materiali e i modi di costruire, nei cantieri e nella progettazione
  • Quanto costa raffrescare, per le famiglie e per le imprese
  • Le competenze che mancano alla filiera del freddo e chi le forma
  • Il paper del Centro Studi sulla filiera del freddo e un incontro con le imprese della filiera

La «casa del futuro» chiede connessioni sui territori: imprese con imprese, e imprese con tutti gli attori che possono contribuire alla vivibilità delle città. Lo sguardo si sposta dai singoli edifici ai quartieri: i progetti di rigenerazione urbana, la mappatura delle isole di calore e i piani del verde urbano possono aprire alle aziende commesse private e pubbliche. Per chi ci abita e ci lavora vuol dire case più fresche a costi sostenibili, edifici che consumano meno, condizioni di lavoro dignitose anche d'estate.



Fonti: Ipcc, Sesto rapporto di valutazione (AR6), 2021–2023; Enea, Rapporto annuale sull'efficienza energetica 2026 (dati APE 2025, SIAPE); Regione Lombardia, ordinanza del Presidente n. 484 del 9 giugno 2026.